venerdì 11 dicembre 2009

68 - tre passi nel delirio: tre

la conquista di spazio nel primo quotidiano italiano da parte del Movimento per la Liberazione dei Nani da Giardino riattualizza con urgenza la questione relativa all'esistenza di Dio

la mobilitazione in favore dell'emancipazione dei nani infatti trova fondamento teorico ed etico nel terreno di una precisa tradizione teologica:
Dio esiste perché l'uomo lo ha immaginato per dare fondamento alla propria stessa esistenza
dove subito il ragionamento si rovescia in virtù della portata concettuale intrinsecamente maggiore del primo termine rispetto al secondo, e dunque:
Dio ha creato l'uomo immaginandolo per dare fondamento –ovvero sollazzo- a se stesso

così il nano è stato creato dall'uomo per stare nel giardino dell'uomo. ma ora l'uomo -contemporaneo democratico civile e pan-giurisdizionista- rivendica per il nano il diritto di emancipazione e di autodeterminazione

[qualcuno recentemente ha affermato che non sono gli ufo a rapire gli umani ma siamo noi a tenere in ostaggio gli alieni nella nostra testa
si va chiaramente verso la costituzione di un Movimento per la Liberazione degli Ufo...]

dunque il nano, una volta inventatolo fondatolo prodottolo e giardin-collocatolo, inizia immediatamente a godere del sacrosanto diritto di essere affrancato dal rapporto alienante di discendenza e di proprietà che lo lega e subordina all'uomo: attraverso una specifica e speculare decollocazione deproduzione defondazione deinvenzione

i nani fuori dai giardini!

se il nano creato per stare nel giardino e per fare il giardino più giardino -ovvero per fondarlo come luogo specifico di una specifica geografia immaginale, ovvero facendolo esistere in quanto quel luogo e non un altro simile- viene liberato dal giardino
allora Dio -consequenzialmente e per non ricadere in infondate discriminazioni di razza o genere [i privilegi di cui gode ed es. il gatto rispetto all'agnello non sono frutto di uno strisciante razzismo immaginale??]- Dio che è stato creato affinché la teologia avesse un oggetto e quindi fosse fondata in quanto teologia- Dio deve essere affrancato dalla teologia

la teologia è quel giardino
[...Dio è quel nano??]

siamo giunti a tal punto di ma[s]tur[b]azione da poter orgogliosamente e audacemente [anche suscitando lo stupore e il prurito del senso comune che arriva sempre dopo ma comunque arriva] promuovere campagne in favore della liberazione dei nostri prodotti immaginali dal giogo del nostro stesso diritto d'autore e di proprietà immaginale

Dio e nani dunque liberi e felici di avere un destino autonomo, del tutto slegato da quello degli uomini e della umanoide immaginazione!
di condurre un esistenza autonoma e non controllata [né indotta o verificata o soppesata o supposta]!
di non fungere da supposta per le nostre costipazioni intestinal-immaginal-mentali
di [non]essere e fare quel diavolo che credono -senza renderne conto a nessuno

a meno che –rovesciando il paradigma democratico/normativista [per via magari di un eventuale mancato rinvenimento di un suo credibile fondamento]- non sia che è l'uomo infine –amorale e aumano come sempre [ti riconosco –vecchio sciamanico mascherone peloso artociondolante clavamunito!]- a essersi liberato dal peso dell'imbarazzante e insopportabile sguardo immobile del nano –creato per essere soggiogato e ingiardinato
[come di un Dio ficcato a forza nei pertugi delle teologie e nei raffinati orifizi delle liturgie [le quali poi pare attualmente compromesse con le raffineria e i loro destini molto spesso fatti esplodere da manipoli di terroristi o rasi al suolo da bombardamenti diretti sui medesimi manipoli suddetti appena colti sul fatto o sul fare –con grave diffusione di inquinamento sonoro in un caso e nell'altro]

infine si impone di soffermarsi su quest'ultimo nonlineare selvaggio e radicalmente infondato rivolgimento del pensiero:
come si legano queste constatazioni al fenomeno che l'uomo attuale -prima e da tempo spavaldamente (neo)liberista- tende a diventare precipitosamente protezionista e neodoganista non appena sente attonito che la dura e volitiva nerchia della sventura preme verso il buco del culo di sé medesimo- e non più verso quello altrui?

domanda che ripropone la sempre maggiore urgenza della fondazione di un Movimento per la Liberazione dei Buchi del Culo dalle Pressioni della Nerchia -o piuttosto di un Movimento per la Liberazione della Nerchia dall'Obbligo di Puntare a Turno un Buco del Culo –a seconda dell'attuale rivolgimento del post- postpost- umanist- politeist- poliumanist- polipostista rivolgimento del post-pensiero che al momento attuale circola nel globo e nelle menti [o vi post-eggia]

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