venerdì 3 settembre 2010

Poesia - prima che finisca lo slancio

Isabella Di Biase scrive poesia con una sapienza che non sa. Una sapienza tutta dentro le parole, le articolazioni, i versi. Lei non sa e non deve sapere. Neanche noi che leggiamo dobbiamo sapere. Il primo verso detona nel nulla: microbigbang, umano e disumano, comunque prossimo al "noi", al corpo nostro che sente e recepisce gli accadimenti. E nell’esplosione c’è l’energia che gioca fino in fondo se stessa, spremendo e impegnando la materia, i materiali verbali messi in campo, fino alla fine dello slancio, fino all’entropia. Fino a un attimo prima dell’entropia, per la verità, perché prima della stasi finale, della dissipazione della sintassi nell'inarticolato, cala -sapientemente- il sipario. Non si può vedere l’inizio non si può vedere la fine. Panta rei, e tanto ci basti: ciò che scorre, sfuggendo, ci riguarda.
Isabella Di Biase è tra i poeti selezionati all'interno del progetto Nodo Sottile, alcuni suoi testi sono stati pubblicati in Frecce verso l'altro, Marcos y Marcos, 2010. Questi testi si possono leggere anche su www.absolutepoetry.org

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