mercoledì 17 novembre 2010

Storia di tre ragazzi

Storia di tre ragazzi, e basta. Non c'è bisogno di altri ingredienti, perché i ragazzi sono interessanti in quanto tali. Perché sono illegali in quanto ragazzi.
Infatti, in questa storia italiana avvoltolata nell'aria malsana di un prossimo futuro, si sarà scoperto il modo di prolungare la vita umana in eterno, idealmente: sconfitta del tumore e delle altre malattie mortali, sostituzione potenzialmente illimitata degli organi deteriorati con apparecchi artificiali, rigenerazione delle cellule neuronali e trasferimento di alcune funzioni del cervello su dispositivi elettronici.
Insomma, si vive per sempre.
Dopo i primi trambusti la società si riorganizza per fissare lo status quo della demografia. E' evidente infatti che non ha più senso, e soprattutto non è più possibile, riprodursi. Fare figli è vietato. Si viene sterilizzati, per prevenzione.
La cosa non è pacifica. C'è già stata una guerra civile mondiale, agli inizi. Milioni di persone abbattute: i refrattari. Perché i potenti, i capi dei governi, delle industrie, delle lobby, delle caste religiose, sono concordi nel lanciare questo new deal iperconservatore, in senso letterale e definitivo, dell'umanità.
Vengono praticati sistemi di sterilizzazione in grande scala, a cui non ci si può sottrarre: gas con cui vengono inondati i continenti. Si formano partiti radicali, che sostengono rabbiosamente la necessità di "chiudere le porte" senza alcuna tolleranza.
"Chi c'è c'è" è lo slogan che va per la maggiore in questo periodo di transizione; presto tradotto nel primo articolo della costituzione del mondo unificato.
Chi c'è c'è, chi non c'è non c'è. Nessuno nasce, il mondo invecchia. Ogni tanto qualcuno muore, è vero, per cause esterne e non governabili: incidenti, violenze, catastrofi naturali. Capita anche che qualcuno si suicidi, è evidente, per noia, insoddisfazione, per eccessiva mancanza di paure ancestrali. Ma sono una minima parte, che non incide nel perfetto equilibrio demografico raggiunto.
Berlusconi, ultracentenario, è riuscito per un pelo a beneficiare della rivoluzione della longevità, e ad aggrapparsi alla vita in extremis, per sempre. Rimane al governo del paese, al momento, e continua a sollazzarsi con donne di mezzo secolo più giovani di lui.
Insomma. In questo scenario capita anche che qualcuno nasca, o che sia nato nei primi tempi, quando il processo di sterilizzazione mondiale era ancora in corso e gruppi di rivoltosi si ostinavano a praticare le antiche usanze dell'umanità. "Bestie," dicevano gli altri, "incapaci di controllare i vostri istinti volete portare alla rovina l'umanità. Chi c'è c'è, chi non c'è non c'è. Noi ci siamo e ci saremo. Quello che esiste è nostro. Non c'è posto per altri. Non c'è bisogno di altri".
I difensori della riproduzione, d'altra parte, sguazzavano nell'ambiguità e erano destinati ad estinguersi: ben pochi di loro infatti, pur riproducendosi sessualmente, rinunciavano alla possibilità della vita eterna. I riproduttori costituivano quindi una minaccia per l'umanità. La riproduzione sessuale di massa iniziò a essere usata anche a scopi mediatici e terroristici.
Eppure ci sono questi tre ragazzi. Illegali. Spuntati non si sa bene da dove. Vivono clandestinamente. La loro esistenza mette in discussione il conservatorismo definitivo e ontologico della società. Vivono di espedienti e di fuga. Qualcuno è conoscenza della loro esistenza. Li cercano. Gruppi armati, paramilitari, milizie politiche, emissari di partiti e di congregazioni, sfaccendati razzisti e fanatici della domenica li vogliono stanare, insieme a tutti gli altri nati oltre la deadline, al grido di "Chi c'è c'è, chi non c'è non c'è".
Qualcuno potrebbe obiettare: sì, ma anche i tre ragazzi "ci sono".
Certamente i fanatici risponderebbero: sì, ma non ci sarebbero dovuti essere.

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