mercoledì 6 febbraio 2013

Di fronte alle scarpe spaiate

Di fronte alle scarpe spaiate, nessuno di noi ha fiatato. Per questo i cosacchi sono montati sui loro cavalli e li hanno spronati; al galoppo sono scesi dai monti innevati, come valanga ora stanno arrivando, a schiere compatte di mille e diecimila. Veloci come il vento, i cavalli percuotono il terreno e lo fanno tremare con possente boato. Tra non molto li vedremo sbucare in cima alla collina, la prima fila emergerà dall'orizzonte seguita da innumerevoli altre. Piomberanno su noi, che staremo attoniti ad aspettarli, senza scappare; non avranno esitazione o titubanza, invaderanno le strade senza frenare il galoppo, come frecce scoccate s'infileranno nei vicoli più stretti; sfonderanno di slancio le porte, entreranno nelle case, ci staneranno uno a uno. Porteranno fuori tutti quanti e uccideranno, e sevizieranno. Lo faranno senza strepito e senza arroganza; con metodo, piuttosto, e compostezza, perfino con stile. Oppure ci riuniranno nella piazza e senza parlare sceglieranno un ragazzo; gli legheranno le mani dietro la schiena, gli taglieranno i capelli e lo isseranno su un cavallo giallo. I cosacchi lo rapiranno. Veloci come il fulmine, nello stesso istante, tutti si volgeranno all'orizzonte e spariranno nella stessa direzione da cui sono giunti, lasciandosi dietro solo un gran polverone. Non sapremo più niente di quel ragazzo; nonostante i tentativi di contatto con i cosacchi e le spedizioni dei ricercatori alle pendici dei monti. Probabilmente ne avranno fatto il loro re; oppure lo avranno venduto agli alieni, di passaggio con un'astronave di mercurio su quelle latitudini segrete, in cambio di due o tre prese di tabacco. Poi tornò a piedi nel paese, una mattina, il ragazzo, senza scarpe; erano passati parecchi anni, ma non sembrava invecchiato; a parte la gran cesta di capelli, che tutti ricordavano biondi e invece erano neri, attorniati da una nuvola di minuscole moschine. Pareva accompagnato da un'ombra che non somigliava affatto alla sua figura; invece era del tutto solo, e non disse una parola finché non spuntò all'orizzonte un'altra Luna.

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