domenica 3 marzo 2013

IL FIGLIO DEL MONDO (BREVE STORIA DEL MONDO)

Il figlio del mondo era un piccolo mondo, in tutto e per tutto identico al mondo, fuorché naturalmente per le dimensioni.
Appena nato era grande come un frutto; infatti veniva conservato nel cesto con le arance, che stava appoggiato sulla lavatrice in cucina.
Imparò in fretta a ruzzolare, e di lì a poco cominciò a giocare con vari esemplari di mappamondo, che avevano più o meno il suo stesso diametro; questi però non rispondevano ai suoi stimoli giocosi se non ruotando su se stessi, o nel caso migliore illuminandosi; un po’ poco per un piccolo mondo, aspirante mondo.
In seguito, divenuto decisamente più grande e massiccio, si accompagnò a un gruppo di asteroidi rozzi e malintenzionati, che lo traviarono non poco; ma solo temporaneamente. Alcune bizzarrie però restarono impresse nel suo carattere e stentarono ad abbandonarlo anche negli anni seguenti. I conoscenti iniziarono a definirlo “un tipo originale”, e non sempre con accezione positiva.
Tuttavia, nonostante questa parentesi adolescenziale, il piccolo mondo aveva la testa sulle spalle: studiava con passione e a dire di molti era avviato a una brillante carriera di mondo.
Il giorno prima di compiere la maggiore età morì in una tragica circostanza: fu raggiunto da un proiettile vagante (si trattava di una resa dei conti tra bande mafiose infiltrate al nord), proprio mentre usciva da un localino sui Navigli dove aveva cercato di sedurre una bellissima ragazza dai capelli rossi e gli occhi azzurri nell'ora dell'aperitivo.
La cosa suscitò indignazione e imbarazzo ai più alti livelli della società: soprattutto quando fu chiaro che il mondo, ormai molto in là con gli anni, non avrebbe messo al mondo altri mondi, e sarebbe dunque finito con la propria fine.

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