sabato 18 maggio 2013

La chiave


L’elicottero continua a roteare da ore nel cielo sopra la casa, disturbando con rumore ricorrente di pale il nostro ozioso pomeriggio assolato. L’altoparlante ripete per la millesima volta che proprio in questa zona è andata smarrita la ragione di stato; che chiunque l’abbia avvistata o sappia dove possa trovarsi deve rivolgersi immediatamente alle autorità. Dentro casa, anche noi stiamo abbiamo il nostro cercare: non si trova più la chiave per entrare nella stanza dove custodiamo il dentino del demone; quello con cui ci ha azzannato una natica, a entrambi nello stesso istante, parecchi anni fa. Guardiamo sotto il letto, dietro i mobili, nei sottovasi: e ancora non viene fuori. Vorremmo affacciarci e gridare che si rendessero utili, quei militari, quei pesi massimi dell’investigazione, coi lori telescopi, sensori e nasi elettronici: che atterrassero sul nostro tetto e ci dessero aiuto a ritrovare la chiave. Ma è inutile anche solo pensarci: quelli hanno altri pensieri che non le sorti del nostro dentino. Eppure lo sappiamo bene (e sotto sotto lo sanno anche loro) che non potranno trovare un bel nulla, anche passando in rassegna tutte le strade per mesi, finché qui non salterà fuori la chiave.