venerdì 27 settembre 2013

Malincuore


Colpito da improvviso malincuore, l’uomo cade per terra e si rompe la rotula, che rotola via e cade in mare, essendo la strada un declivio che parte dal porto. Lui resta disteso per terra, il naso schiacciato sull’asfalto, le braccia lunghe contro il corpo, gli occhi bene aperti che guardano l’asfalto. Resta immobile, non accenna a volersi rialzare, e quando qualcuno accorre a prestare soccorso non accenna neanche a voler parlare.  Batte le palpebre raramente, deglutisce con tranquillità. Intorno a lui si riunisce un capannello di persone, qualcuno che lo vorrebbe aiutare, qualcuno che indaga sulle condizioni di salute, qualcuno che fa le foto col cellulare, qualcuno che fa passare le auto. In mezzo a un discreto trambusto, il caduto è l’unica corpo silente ed immoto, inerte e per certi versi rasserenato. Ha un'acuta e screziata tristezza negli occhi (lo nota soltanto chi si china con la faccia a terra per sincerarsi che il suo sguardo sia lo sguardo di un vivo), ma appare al contempo sereno, distante, libero da impulsi e necessità. Resta, lungo disteso, e non tanto per via della rotula, quanto per il forte malincuore che non smette di attanagliarlo e interrogarlo. Il chiacchiericcio generale fa da collante tra la curiosità e l’indifferenza dei presenti, condensando il passare del tempo in un sensibile spessore dell’aria, concretamente opaco; ragion per cui il parlare dell’uomo disteso sull’asfalto impedisce a tutti di cogliere il momento in cui l’uomo, discretamente e senza presentare difficoltà, si solleva dall’asfalto. Senza clamore riprende la sua camminata in salita, ignorando il sopraggiunto problema articolare, soltanto un po’ rallentato e incurvato dal peso perdurante del malincuore che gli preclude ogni buon grado. Qualcuno tra gli astanti si indigna del fatto che se ne sia andato così, senza spendere una parola, senza dare peso all’accaduto né soddisfazione all'altruismo altrui, qualcuno lo insulta apertamente, a voce alta – perché non ha motivato, pronunciato, risposto, esposto, non ha rilasciato interviste, ha rubato il momento da tutti atteso, il climax e la catarsi, le lacrime di commozione. Può darsi, ma l’uomo è già lontano e non sembra sfiorato dalla modesta baruffa alle sue spalle, è già avvolto in una nuvola di trattenuta normalità – il tasso di malincuore ritornato in apparenza a valori ordinari – salvo che d’improvviso lui si getta in avanti, più avanti del corpo, il quale scatta a sua volta ma stenta a stargli dietro, e non lo raggiunge, e mentre il corpo arranca al suo seguito, lui se ne stacca del tutto, corre forsennatamente in avanti, ma solo per breve distanza, perché poi si solleva da terra, e si invola, sempre più in alto, fino a rarefarsi quasi del tutto, lasciando impalpabile traccia, mentre il corpo resta a terra, e cade di nuovo di schianto, sull’asfalto, come un immobile mal restaurato, e quindi si sgretola, e il malincuore trionfa su tutta la terra, ma sparisce in un vortice d'aria nell’aria.