Carlo Cuppini

giovedì 16 settembre 2010

Numeri

Leggo che le mine antiuomo sparse per il mondo sono circa 100.000.000.
Ogni 60 abitanti del pianeta, c'è una mina che l'aspetta.


Sento alla radio che, durante un controllo igienico, sono state sequestrate 10.000.000 di uova in una azienda dolciaria veronese. Pare che su queste scorrazzassero in grande abbondanza topi e scarafaggi.
Quante uova vengono impiegate al giorno in Italia? Quante galline sono messe a regime per produrle? Dove e come vivono queste galline?


Mi raggiunge la notizia che 1.000.000.000 di uomini e donne dispongono di una ricchezza pari a quella posseduta dalle 20 persone più ricche del globo.


Il numero degli irakeni morti a causa della nostra guerra è controverso: 100.000 è la cifra fornita dai principali media, che si rifanno ai dati elaborati da Iraq Body Count, organismo internazionale che conteggia tutti i morti documentati nei giornali e nei rapporti. Ma l'Iraq Body Count conta solo quelli documentati. Secondo altre fonti, infatti, come l'autorevole rivista medica inglese "The Lancet", che ha condotto un'indagine statistica sull'attività degli obitori negli ultimi dieci anni in Irak, risulta che solo nei primi tre anni della guerra (2003-2006), i morti sono stati 1.000.000 in più di quelli che ci sarebbero stati, statisticamente, senza la guerra.


Cento milioni, dieci milioni, un miliardo, venti, un milione.
Né i numeri, né la loro comprensione, ci redimono.
Se così fosse, l'umanità sarebbe già redenta da un pezzo.

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