Carlo Cuppini

sabato 12 febbraio 2011

Luce

Scoppia la lampadina in mezzo al soffitto. Piovono vetri. Ci ho tirato contro una scarpa, nel dormiveglia. Vetri mi cadono in faccia. Un frammento ferisce la cornea. Dell'occhio sinistro. Gratto l'occhio sfregando la palpebra chiusa. L'irritazione si espande. A occhi chiusi, il rosso si espande. Da un punto centrale indistinto, dove è intenso, verso la periferia, dove sbiadisce. Dal portalampada senza più bulbo discende un fluido verdastro. Nevica sul pavimento in grandi fiocchi, lentamente. L'angelo appare seduto in alto, sullo spigolo di due pareti, con faccia di leone accecato. Come occhi due tondi neri. Guarda il flusso verdastro, mi guarda. Dice: è la luce che cade, che va all'estinzione. Gratto l'occhio attraverso la palpebra. Il rossore si espande. Apro quell'altro. Vedo nero.

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