Carlo Cuppini

domenica 3 luglio 2011

Architettura / happening


Una stanza bianca
con dentro l'ordigno inesploso
nel corpo della bomba
nel bossolo della tragedia
è incubato il pulcino
nato cieco si farà grande
con occhi aguzzi di rettile

Il poeta appeso alla parete
grosso chiodo ficcato nella schiena
testa reclinata in avanti
un cappello copre il volto per intero
dall'orecchio destro sgorga una fiamma
l'azzurro del gas alimenta
sibila incivile nell'aria

I piedi staccati da terra
sotto l'ombra dimora e si dimena
iguana chiusa nello spazio destinato
non si piega al distacco verticale
saltare ricongiungersi al corpo
vuole infrangere a sua volta la Storia 
violare il principio della gravità

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