Carlo Cuppini

mercoledì 13 luglio 2011

Filastrocca sul Patrimonio (con rime sciocche)

I resti del padre
nelle mie braghe
nel cassetto dell'intimo le budella
piene ancora di bolo e merda
friggo tutto in padella
indigestione garantita
tracotanza di bile d.o.c.
settemila anni fa 
fioriva la civiltà
tra settemila anni
smaltite le ultime scorie 
radioattive un mondo nuovo risorgerà
a partire dalle olive scampate
marinate proprio ieri dalla zia
poi chiuse nel barattolo e stipate nel bunker
di Gheddafi o di Emilio Fede
al giorno d'oggi al contrario
il paria idolatra la patria
e tu hai la patta aperta, poeta
lei è partita per un parto gemellare
la marmellata non è bastata alla progenie
troppa gente nei vuoti delle cose
né le fette di pane
ci spartimmo le briciole di uranio impoverito
vero patrimonio dell'umanità
meraviglia di un mondo senza madre
né padre
come qui quo e qua




(scritta prima, durante e dopo l'incontro "Patrimonio" a cura di Image, in "Pensare spazi contemporanei", Firenze)

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