Carlo Cuppini

giovedì 28 luglio 2011

Poesia è Jan Palach

Poesia è Jan Palach che si ferma un attimo prima di compiere il suo gesto finale, come presentendo grazie alla veggenza del poeta le parole che gli rivolgerà, troppo tardi, Bohumil Hrabal; poesia è quel ragazzo che,  ascoltando le parole dello scrittore, decide di non far scattare qull'accendino.

Ma è vero anche che la poesia, oggi, è possibile perché Jan Palach si è ucciso in un rogo.

“... un giovane studente, che mentre moriva in un rogo era quello che era. Io, se in quel momento fossi stato con lui, io lo avrei pregato in ginocchio di ardere, ma in un altro modo, di ardere con la parola, che avrebbe potuto farsi corpo, che avrebbe aiutato chi ancora non arde e chi arde, semmai, con lo spirito e nello spirito.” (B. Hrabal, Il flauto magico)

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