Carlo Cuppini

lunedì 20 giugno 2022

Non è successo niente (?)

Oggi ci stiamo tutti (o quasi) godendo la fine delle misure anticovid che ci permette di metterci in pari con le tante cose importanti, futili, essenziali, lasciate indietro negli ultimi due anni. Abbiamo voglia di andare avanti, sperando che questa volta ci siamo, che in autunno non si debba ricominciare.Personalmente, mi godo la promozione dei miei libri, che è partita e mi porta lontano; mi godo esperienze e conoscenze bellissime di cui sono immensamente grato; mi godo l'impegno in nuovi progetti, letterari e non, a cui finalmente dedico energia, tempo e pensieri sani; mi godo le amicizie, i bambini, i paesaggi, il passaggio delle stagioni.
Tuttavia mi lascia interdetto il "non è successo niente" che percepisco un po’ dappertutto, in forma di tabù e omissione.

A me pare che sia successo qualcosa; qualcosa che, in assenza di una seria riflessione collettiva, resterà una ferita aperta, potenzialmente letale per il nostro corpo sociale. Questo qualcosa è mote cose. Ma soprattutto è la certificazione verde.
A mio parere il green pass è (stato) il fatto socialmente più rilevante della storia della Repubblica: mai era accaduto, e mai si sarebbe potuto pensare, di sospendere centinaia di migliaia di lavoratori, o milioni, lasciandoli senza retribuzione per mesi; di allontanare centinaia di migliaia di studenti universitari dalle facoltà; di impedire a centinaia di migliaia di adolescenti e post adolescenti di praticare il loro sport, di andare al cinema, a teatro, in un museo, in pizzeria con gli amici.
A pensarci oggi, sembra impossibile; ma questo è accaduto, fino a ieri, non lo abbiamo sognato. 
Quello che penso io al riguardo credo che sia noto: se a febbraio sono arrivato a fare per otto giorni uno sciopero della fame integrale, insieme ad alcuni cari amici e contemporaneamente a decine di altre persone a me sconosciute, è stato per testimoniare (da vaccinato) la mia avversione totale a questa misura. 
Ma cosa ne ho pensato e cosa ne penso io, adesso non è tanto rilevante.

venerdì 17 giugno 2022

De amicitia

In questi due anni hanno fatto di tutto - hanno fatto letteralmente carte false - per convincerci che nell’odio sociale sta il segreto della felicità; che nella caccia all’uomo sta la possibilità della salvezza; che nella discriminazione ridiede la giustizia; che nell’obbedienza è l’unica virtù; che creare divisioni è buon governo; che occhio per occhio è un principio dignitoso; che nella paura dell’altro sta il rispetto; che la paura della morte è l’elisir di lunga vita; che nella ritirata alberga la saggezza.

La mia mente ricorderà tutte queste trovate della peggiore classe dirigente di sempre – scienziati, intellettuali, giornalisti, opinionisti e influencer compresi.

Il mio cuore ricorderà soltanto una cosa: l’AMICIZIA. Quella che ignora distanze, tempi, età anagrafiche, visioni, ideologie, tradizioni, pericoli, e che si nutre di verità, diversità, confronto, umiltà, reciprocità, desiderio.

A tutte le amiche e gli amici. Quelli veri. Quelli nuovi. Quelli vecchi. Quelli ritrovati. Quelli non ancora incontrati di persona. Quelli che ho visto una volta, e forse non accadrà mai più. Quelli che la pensano così simile a me. Quelli che non potrebbero essere più diversi da me. Quelli che il cuore parla al cuore, anche senza tante parole. E NIENTE potrebbe turbare il legame.




giovedì 16 giugno 2022

Un tè con la Maestra Alba





Negli incontri che ho avuto con i bambini intorno a "Il mistero delle meraviglie scomparse", a un certo punto mi sono sempre trovato a parlare di filosofia. All'immancabile domanda "Qual è il primo libro che hai scritto, e quando?" la mia risposta era: "A 17 anni ho pubblicato un racconto su Giordano Bruno, un grande filosofo. Sapete cos'è un filosofo?". "No". Quindi seguivano i miei improvvisati tentativi di spiegare ai bambini che cos'è quella disciplina, e perché - con la sua ostinazione a chiedere "perché?" - dovrebbe essergli così familiare. Una volta, per cavarmela, ho fatto l'esempio di Newton che scopre la forza di gravità quando gli casca una mela in testa; ma, nonostante il bernoccolo sulla testa, non scopre "perché" c'è una forza di gravità e non, per esempio, una forza di levità. Queste domande se le fa il filosofo, che potrebbe arrivare a chiedersi “Perché c’è qualcosa invece di niente?” Dopo questi aneddoti e ragionamenti una bambina ha concluso: quindi il filosofo è uno che rompe le scatole allo scienziato. Potrebbe essere anche questo un modo di vederla (e in effetti, negli ultimi tempi, qualche illustre filosofo è stato visto e trattato come un vero guastafeste… ma questa è un’altra storia.)

I miei tentativi di spiegare ai bambini cos'è la filosofia sarebbero stati meno goffi e improvvisati se avessi scoperto prima i libri della Maestra Alba. I quattro volumetti che al momento compongono la collana, diretta da Eliana Cocca ed edita da Sonda, prendono di petto nientemeno che Platone ("Quel testone di"), Cartesio ("Quel dormiglione di"), Kant ("Quel criticone di") e Leopardi ("Quel secchione di"). E spiegano alle bambine e ai bambini vite, opere e teorie di questi personaggi con la semplicità con cui si spiegherebbe come si salta la corda. In realtà questi libri non si limitano a spiegare, non sono dei manuali per baby-dummies, sono ben altro. Attraverso un approccio paideutico (anzi direi maieutico) alle bambine e ai bambini viene proposto di diventare loro stessi filosofi. "Piccolo filosofo" è il modo in cui la Maestra Alba si rivolge alla lettrice e al lettore, e non è un vezzo: come tali, come filosofi in erba, li tratta. La Maestra Alba, più che una maestra, in effetti è una socratessa: un'amica che porta per mano i lettori piccoli per condurli attraverso le meraviglie invisibili del pensiero, facendoli divertire. Anche Socrate si rivolgeva per lo più agli amici, e dimostrando a loro stessi le strabilianti capacità dei "loro" stessi pensieri (non dei suoi) li stupefaceva.

giovedì 2 giugno 2022

“Il mistero delle meraviglie scomparse” va in Marocco


“Questo Istituito sarebbe molto onorato se Lei potesse accettare l’invito a partecipare al Salon International de l’Édition et du Livre presentando i suoi libri durante un incontro con il pubblico…”

E io sono felice, onorato ed emozionato di andare al Salone del Libro di Rabat per raccontare al pubblico marocchino l’avventura dei piccoli Filippo e Francesca: un fratello e una sorella disposti a compiere un viaggio incredibile e pericoloso nella speranza di scongiurare lo scoppio di una guerra mondiale.

Il libro dà una forma fantastica al sogno di una umanità non priva di problemi e di conflitti, ma dotata di un briciolo di saggezza, di fantasia, di generosità. E di senso dell’umorismo.

“No alla guerra!”, “Le meraviglie del mondo sono di tutto il mondo!”, “L’umanità è un solo popolo!”

Queste parole si ascolteranno negli ultimi capitoli del libro, dopo che, grazie al coraggio dei due bambini, molte persone avranno aperto gli occhi e abbandonato avidità e paure.
Credo che questo messaggio sia consonante con quello proposto dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, che intitola la sua presenza al Salon du Livre “Mediterraneo, ponte tra le culture”.
Peraltro, in questo 2022, la ricorrenza dei cinquant’anni della Convenzione sul Patrimonio Mondiale si prospetta, più che una oziosa celebrazione istituzionale, una imprescindibile occasione per porsi domande urgenti e nuove, e prendere solenni e concreti impegni. Magari facendo riunire tutti i Capi di Stato del mondo in un tendone da circo, come avviene nella mia storia…

E ora fatemi preparare il bagaglio in vista della partenza di domenica: carta d’imbarco, passaporto, taccuino, penna, spazzolino, la mia copia del libro… Sto dimenticando qualcosa?

Ringrazio la Direttrice dott.ssa Carmela Callea e tutto lo staff dell’Istituto Italiano di Cultura Rabat - المعهد الثقافي الإيطالي بالرباط, e naturalmente l’editore marcos y marcos, per avermi offerto questa speciale opportunità.