Carlo Cuppini

domenica 26 settembre 2010

Cani, gatti, zingari (bambini, barboni, negri, curdi, palestinesi...)

In Francia hanno deciso per l'espulsione forzata di un certo numero di cani e di gatti fuori dai confini nazionali. Non tutti i cani e gatti, evidentemente, e non individui scelti a caso: il provvedimento riguarda quegli individui immigrati in Francia da altro paese, ancorché membro dell'Unione Europea, che non possono dimostrare di avere un reddito sufficiente a mantenere se stessi entro i limiti del decoro.



Più o meno negli stessi giorni, al Parlamento europeo è passata una nuova legge sulla vivisezione, che consente di utilizzare gli zingari randagi come cavie. La stessa normativa abolisce il tetto massimo di dolore accettabile per le cavie; perciò d'ora in poi sarà possibile catturare, sequestrare e infliggere un dolore senza limiti a tali soggetti.

A quanto pare, all'insaputa dei più, sono subentrati dei nuovi criteri nella definizione dello status di un individuo; criteri che Voltaire non avrebbe esitato a dichiarare discutibili. I diritti fondamentali di uno zingaro, ad esempio, possono variare (fino a sparire) a seconda del legame affettivo che altre persone hanno o non hanno instaurato con lui: da questo deriva che abbandonare uno zingaro di cui si è proprietari al bordo della strada prima di partire per le vacanze è un reato punito con il carcere. Così come il bastonare, o più in generale il maltrattare, uno zingaro domestico è fatto perseguibile penalmente. Ma se il tale zingaro è invece "randagio", cioè non è (o non è più) legato da rapporti affettivi e di proprietà privata a degli esseri umani, allora non solo perde i diritti sopra indicati, ma diventa legalmente passibile di sequestro, illimitata tortura e uccisione.

Analogo ragionamento accomuna il destino dei cani e gatti francesi a quello degli zingari: in questo caso il discrimine tra diritti garantiti e diritti negati è legato al patrimonio individuale e alla specie di appartenenza. Infatti il suddetto provvedimento non è rivolto per esempio ai criceti, alle tartarughe, ai colombi, ai topi: un topo cittadino di uno stato europeo, mettiamo un topo italiano, per quanto indigente possa essere, non sarà soggetto a espulsione dalla Francia; un cane o un gatto di un altro paese Europeo, mettiamo la Romania, se non potranno dimostrare di percepire il reddito minimo considerato dalla autorità necessario per condurre una vita secondo il decoro, saranno accompagnati al confine con il loro stato d'origine e invitati a non tornare.

Per tornare al precedente aspetto, si potrebbe ipotizzare che, partendo dalle stesse premesse secondo le quali uno zingaro non amato da nessuno può essere legalmente vivisezionato, in un prossimo futuro stessa sorte potrebbe toccare ai barboni, ai bambini orfani e - estendendo il criterio dal personale al collettivo – ai curdi, ai palestinesi, alla totalità degli africani e a molti altri gruppi. Se questo avvenisse, sorgerebbero certamente molte polemiche da parte dei soliti moralisti, ma saranno innegabili almeno due vantaggi: alla scienza verrebbe fornito in grande quantità materiale utilissimo per la sperimentazione; e la percentuale di povertà nel mondo diminuirebbe drasticamente, consentendo agli stati ricchi di raggiungere uno degli "Obiettivi del Millennio" di cui si parla in questi giorni all'ONU, senza imporre grossi sacrifici alle proprie economie.

L'ultima considerazione sulle due notizie di cui s'è qui dissertato vuole essere una provocazione: le autorizzazioni a vivisezionare gli zingari e a deportare cani e gatti risultano talmente irrazionali, incompatibili con il pensiero della modernità e capovolti rispetto alla mentalità che contraddistingue la civiltà europea, che non ci si stupirebbe se un giorno non lontano venissero invertiti i termini del discorso, e fosse addirittura consentita la vivisezione di cani e gatti e la deportazione forzata degli zingari!

1 commento:

  1. E sì una vitaccia dura per gli zingari nel diffuso fenomeno dell’automobilista o motociclista (sono già qualche migliaio) che circolano con targa falsa in giro per l’Italia. Delle contravvenzioni se ne infischiano perché tanto arrivano al proprietario vero di veicolo targato: quindi non hanno remore ad infrangere il codice stradale o penale. Un tale pirata se ne infischia anche di pagare il bollo auto e l’assicurazione: il primo non deve più essere né esposto sul parabrezza né richiesto nei controlli, la seconda basta esporre un tagliando falsificato o di compagnia inesistente… Se il pirata ha un incidente, scapperà mettendo di nuovo nei guai l’automobilista/motociclista con la targa vera clonata... In pratica può circolare in Italia con l’unica preoccupazione di non farsi fermare ai controlli da Polizia o Carabinieri. Solo a questo punto gli potrebbe scoprire qualche irregolarità addosso, per esempio nel libretto di circolazione o nel tagliando RCA. I controllori procederebbero quindi al “fermo” amministrativo del mezzo e così beccato riceverebbe un verbale con il permesso di riportarla a casa e l’intimazione di non circolare più... Ma il parassita criminale continuerà a circolare tranquillamente poiché il “fermo amministrativo” riguarda la targa e resta sempre l’automobilista vero e innocente ad andare nei guai, dovendo dimostrare che non era lui alla guida ecc. ecc. Quasi nessuno degli automobilisti con targhe vere sa che le multe ricevute derivano dai falsi in circolazione: le Polizie comunali tacciono (come gli intellettuali, i perbenisiti, i fancazzisti multietnocratici, ecc.) del fenomeno poichè gli porta soldi ugualmente!!!
    Trattandosi di un reato però si può far denuncia penale contro ignoti alla Procura della Repubblica...
    Questa poi, se ha tempo, può aprire un’indagine incaricando la Polizia giudiziaria di andarsi a cercare le targhe false in città. Ammesso che ne trovino una, sequestrano il mezzo e fermano il guidatore, che però non risulterà proprietario del veicolo poichè dichiara che "gli è stato prestato" da un’altra persona: quindi il beccato in flagrante non è perseguibile... L’unico proprietario risulterebbe invece uno zingaro, perchè scavando con lunghe indagini e perquisizioni, lo si scopre “pluriproprietario” con magari 100 o 500 macchine tutte con targhe false ovvio… Difatti è un classico giro gestito dalla malavita che ricicla clandestinamente veicoli così clonati intestandoli agli zingari insospettabili di zona, certo ben pagati per la complicità, che essendo artificiosamente “proprietari” dei mezzi risultano responsabili “sulla carta” al massimo.
    Nessuna norma vieta di essere proprietario di 500 auto o moto, però poi il furbo nomade che (si guarda bene “dall’integrarsi “o stare in appartamenti o hotel) vivendo sempre in roulotte e accampamenti, si sposta e non verrà trovato… resterà impunito e porterà altrove i suoi crimini senza rischiare di risarcire milioni di infrazioni e danni”.
    Senza il mimetismo dei nomadi questo giro clandestino non funzionerebbe così bene, e gli zingari non hanno MAI da risarcire nulla per i loro crimini commessi (a differenza dei mafiosi almeno): è un businness a rischio 0 per solo profitti in cambio.
    Chi resta invece subendosi tutto, e pagherà tutto con guai peggiori annessi e mai risarciti, è SOLO il cittadino (vero) italiano: quello che dall’anagrafe alla tributaria, dal catasto al Comune risulta “rintracciabile e perseguibile” a tutti gli effetti, avendo tutto da perdere… beni e il vantaggio dell’onestà o di affidarsi alla Giustizia!
    Adesso che ti ho fatto un (solo) caso concreto degli espedienti criminali di cui campano quotidianamente in giro per il mondo "civilizzato" forse riuscirai a smuoverti l'ultimo neurone rimastoti "libero" di pensare per comprendere che sono IL problema, NON C'E' integrazione e perbenismo che tengano...

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