blog di Carlo Cuppini

blog di Carlo Cuppini



lunedì 22 luglio 2013

Maia

ecco il nuovo segreto
ma quale il sostantivo
quale l’aggettivo – e cosa e come
si sporge sul paesaggio del senso

io dico io mentendo
poso frasi sul palmo del tempo
a rapida epifania
rapidissima cancellazione

sei venuta a inventare le orme
sulla spiaggia bianca che non c’era
ogni riga un passetto più lento
un tumulto di dissenso

qui avverbi di luogo direzioni
stati della materia soltanto rapporti
tra le cose e con-
statazioni – e già memoria

tu adesso vieni e non condividi
non sottoscrivi e non ti iscrivi
nella tuta spaziale del futuro
migliore sorridi

domenica 19 maggio 2013

Amleteo

minime in aumento
massime in lieve calo
nelle zone costiere
le massime potranno essere
inferiori alle minime
venti moderati
quaranta dispersi
tutto il resto è silenzio
prevista neve

mercoledì 1 maggio 2013

Vita dura delle farfalle ai tempi della crisi

tagliano le ali alle farfalle
per far volare la finanza mondiale
spalmano la polverina sui titoli
di stato a rendimento decennale
(se avanza anche sui titoli del giornale)
poi danno un indennizzo risibile
ai corpi menomati degli insetti
li ributtano in mezzo alla strada
dove finché hanno da campare
conducono una vita d'inferno
correndo su zampette inadatte
per schivare le scarpe e le sgommate

giovedì 25 aprile 2013

NTP - 25 aprile

i concerti del merlo fino a sera
l'orchidea che continua a fiorire
altro non ho da opporre
oggi
alla deportazione

NTP - che dentro

che dentro ho la sponda del mare
quasi sempre lo ignoro
dove è mantenuta la promessa
e non ricordo la parola
questo luogo mi salva
dalla selva e me stesso
nel risciacquo scompare
il dissenso

NTP - pellegrinaggio in San Miniato

oltre la nicchia dorata
muro di luce riflessa e figure sacre
intuisci un grembo più grande
custodia dell'ombra
conca d'aria il respiro
del mondo
immenso mosaico riposa
nel silenzio dei riflettori
dove ciò che deve nascere
è nato

NTP - proposito

trasforma la mente
da abitazione a cammino
rinuncia al mobilio alla porta
a favore dei sassi
il piede scalzo
il panorama

NTP - oblio

obliterato dal tempo
come un biglietto del treno
tutto dimentico
e tutto il resto sento

NTP - interiore

l'onda si infrange sulla fiamma
in questo bagnasciuga interiore
le acque di sotto le acque di sopra
scintille da tutte le opposizioni
nasce il fiore

Nuovo taccuino politico - Dichiarazione

(dopo il disastro odierno
sarà una forma nuova
incedere semplice e spirituale
non una fuga dalla storia
ma schiudere il palmo della mano vuota
di fronte a quella che impugna la pistola)

martedì 5 marzo 2013

IDENTICO

Seduto sul water, il mento appoggiato alle mani e i gomiti appoggiati alle ginocchia, molto preso dalla produzione di un oggetto solido di forma irregolare ma fondamentalmente riconducibile all’idea del cilindro, accade che involontariamente il suo sguardo molla la presa sul reale e i suoi occhi cominciano a divergere lentamente, col risultato che lo sguardo di ciascuno dei due globi tenderebbe a incontrare quello dell’altro alla fine di due rette parallele che si trovano alla distanza di circa sette centimetri l’una dall’altra, se solo ciò fosse possibile al di fuori della geometria pura. Ed è in quel momento che si accorge, per la prima volta compiutamente, all’età di trentotto anni, avendo alle spalle un matrimonio un divorzio e un altro matrimonio per un totale di tre figli maschi, con annesse tre amanti e una serie di esperienze personali e professionali che non è il caso di enumerare in questa sede, ed è dunque in questo momento che lui si accorge di avere due corpi. Pressoché identici e quasi perfettamente sovrapposti, ma con un evidentissimo scarto di pochi millimetri, bastevole però a smascherare per sempre la favola dall’uno. Per lo meno, sono due i corpi che i suoi occhi vedono, in questo momento di incantamento dello sguardo e di estasi per la transizione fecale, nel frattempo felicemente avvenuta: quattro ginocchia nude, ossute e scarsamente ricoperte di pelo, associate in una coppia di identiche ginocchia sinistre e una coppia di identiche ginocchia destre. Quasi identiche, salvo che per quel minimo scarto. Lo stesso vale per le mani, per i piedi, e perfino – ora che fa risalire lo sguardo, sempre divaricato all’infinito, lungo le cosce – per il pene: due peni uguali e sovrapposti l’uno sull’altro, ma non tanto da coincidere e formare un unicum. Due peni, perbacco! E quattro mani! Intuisce che questa scoperta avrà grandi ripercussioni sulla sua vita, pur non intravedendo al momento alcuna possibilità di sfruttarla a fini pratici; perché è evidente che si tratta di una verità legata esclusivamente al punto di vista. Anzi, per la precisione, ai suoi due punti di vista. Ma, bando ai sofismi, che cosa è il reale, se non il proprio punto di vista? E se i punti di vista sono due? Se il punto di vista unitario, scioccamente e infantilmente tridimensionale, fosse un inganno? Continuando a stazionare sulla tazza del water, prende a svolgere degli esperimenti: chiude un occhio e poi l’altro, sempre guardando le proprie ginocchia e le proprie mani. L’occhio sinistro vede il corpo uno; il destro percepisce il corpo due, che sta un po’ più in là, e, a ben guardare, prende anche la luce in modo un po’ diverso, risulta ombreggiato più ampiamente. Ed ecco che è già crollata l’utopia della coincidenza, dell’essere se stesso, di ogni proposito di intima coerenza. Ecco la prova provata che i corpi sono due, e ben distinti, e indipendenti! L’ombra non mente! Alla luce di questa scoperta, inaspettatamente una rabbia feroce, selvaggia e brutale, lo afferra a partire dalla gola, per scendere verso le viscere ed espandersi indefinitamente nelle membra. Qualcosa dentro di lui rigetta violentemente, fisicamente, questa presa di coscienza: perché in fondo lui vuole essere uno, vuole essere se stesso a tutti i costi, è sempre stato pronto a tutto pur di potersi considerare tutto d’un pezzo. E anche adesso si sente pronto a tutto per di tornare ad esserlo, o forse a diventarlo per la prima volta in assoluto. Sì, questo momentaneo sconvolgimento si trasformerà in una grande opportunità: sarà il primo uomo a poter essere definito davvero tutto d’un pezzo, potrà vantarsene pubblicamente portando a tutti le prove. Diventerà uno, un corpo solo. Afferra le forbici dalla mensola sotto il lavabo, chiude fermamente l’occhio sinistro e senza esitazione ficca la punta metallica nel corpo due, in mezzo al suo costato, trapassandogli il cuore. Istantanea una nuova consapevolezza si fa strada in lui, espandendosi come una macchia di sangue su un pavimento di piastrelle: un corpo non esiste da solo; non lo si può ammettere pacificamente, ma siamo fatti per essere malamente sdoppiati, due in uno, uno sopra l’altro, quasi uguali, quasi coincidenti, con una piccola discrepanza su cui è meglio sorvolare. Non si può esistere senza quello scarto, ed è proprio in quell’interstizio invisibile tra il corpo uno e il corpo due che due lacrime sgorgate in quell’istante dai suoi due occhi si vanno a unire, formando un minuscolo rivolo che scivola e sparisce giù nella frattura di una fragilità mai ricomposta, mentre il corpo uno e il corpo due muoiono insieme e finalmente sono uno. Anche la lama delle forbici è doppia, pensa prima del buio.

lunedì 11 febbraio 2013

poi fa (vecchia poesia rispolverata)

nell'uovo sodo c'è un occhio
il guscio è pezzi di navi sul litorale
nel fondo dell'occhio si vede l'atlantide
sprofondato sotto i fondali
l'alieno l'abbiamo agguantato
l'alieno è conficcato col suo meteorite
in fondo al laghetto di gardaland
l'alieno lo teniamo per le palle
lo mandiamo in tv al grande fratello
anche contro la sua volontà
lo mandiamo nell'isola che non c'è
poi fa