blog di Carlo Cuppini

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lunedì 20 giugno 2022

Non è successo niente (?)

Oggi ci stiamo tutti (o quasi) godendo la fine delle misure anticovid che ci permette di metterci in pari con le tante cose importanti, futili, essenziali, lasciate indietro negli ultimi due anni. Abbiamo voglia di andare avanti, sperando che questa volta ci siamo, che in autunno non si debba ricominciare.Personalmente, mi godo la promozione dei miei libri, che è partita e mi porta lontano; mi godo esperienze e conoscenze bellissime di cui sono immensamente grato; mi godo l'impegno in nuovi progetti, letterari e non, a cui finalmente dedico energia, tempo e pensieri sani; mi godo le amicizie, i bambini, i paesaggi, il passaggio delle stagioni.
Tuttavia mi lascia interdetto il "non è successo niente" che percepisco un po’ dappertutto, in forma di tabù e omissione.

A me pare che sia successo qualcosa; qualcosa che, in assenza di una seria riflessione collettiva, resterà una ferita aperta, potenzialmente letale per il nostro corpo sociale. Questo qualcosa è mote cose. Ma soprattutto è la certificazione verde.
A mio parere il green pass è (stato) il fatto socialmente più rilevante della storia della Repubblica: mai era accaduto, e mai si sarebbe potuto pensare, di sospendere centinaia di migliaia di lavoratori, o milioni, lasciandoli senza retribuzione per mesi; di allontanare centinaia di migliaia di studenti universitari dalle facoltà; di impedire a centinaia di migliaia di adolescenti e post adolescenti di praticare il loro sport, di andare al cinema, a teatro, in un museo, in pizzeria con gli amici.
A pensarci oggi, sembra impossibile; ma questo è accaduto, fino a ieri, non lo abbiamo sognato. 
Quello che penso io al riguardo credo che sia noto: se a febbraio sono arrivato a fare per otto giorni uno sciopero della fame integrale, insieme ad alcuni cari amici e contemporaneamente a decine di altre persone a me sconosciute, è stato per testimoniare (da vaccinato) la mia avversione totale a questa misura. 
Ma cosa ne ho pensato e cosa ne penso io, adesso non è tanto rilevante.

Adesso sarebbe rilevante parlarne, essendo tutti coscienti che qualcosa è successo. Rilevante sarebbe essere tutti d'accordo sul fatto che la storia recentissima d'Italia, che ha diviso la popolazione in buoni e cattivi, escludendo i cattivi, ragazzini compresi, da ogni forma di vita sociale, dovrebbe essere riesaminata, nello sforzo di riconoscerci tutti in un futuro condivisibile.
Invece non vedo nell’agenda di nessun soggetto sociale, culturale o politico l'intenzione di svolgere una riflessione su questo.

Quello che è stato è stato?
Parliamone. Sicuramente non concorderemo sulle analisi né sulle valutazioni; e questo potrebbe essere ancora doloroso, come lo sono (state) le divisioni; ma sarebbe del tutto normale. Invece è anormale e tragico – e, direi, disumano – non sentire il bisogno di condividere almeno le domande: il desiderio di rileggere, ripensare, e comprendere meglio quello che è stato, dal momento che è stato.

E io provo a porle, alcune domande. Potranno anche suonare retoriche, perché sicuramente partono dalla mia posizione, e non la celano. Ma sono poste senza alcun intento provocatorio; e sono aperte, come sono aperto io che le sollevo. Aperto, e risoluto. Pronto a cambiare idea su tutto, se a questo mi dovesse portare una discussione. Come sono pronto a tornare a denutrirmi a novembre, come l’ho fatto a febbraio; sapendo che se a febbraio il coraggio mi è durato otto giorni, a novembre potrebbe durare quattro volte tanto.

Ecco le mie domande. Sono rivolte a chiunque:

1 - Guardando ai Paesi in cui il green pass non è mai esistito, o non ha avuto neanche lontanamente l’estensione che ha avuto in Italia, possiamo dire che è valsa la pena, ed è stato proporzionato, e dirimente, negare tasselli di vita quotidiana ai ragazzi e sostentamento e dignità del lavoro agli adulti?

2- Il green pass è stato davvero dirimente per uscire dall’emergenza, o ne saremmo usciti ugualmente? Le curve del contagio ne sono state condizionate? E i ricoveri? Emergono dati confortanti, confrontando i dati dell'Italia con quelli dei Paesi che hanno o non hanno adottato misure più o meno analoghe?

3- Quel po’ di riduzione della trasmissione virale data dalla vaccinazione di massa (a gennaio c'erano 200 mila casi al giorno con l’80% delle persone vaccinate), questa non è stata abbondantemente compensata dalla trasmissione causata, per contro, dalla falsa sicurezza infusa dalla gran balla di Draghi (e di chi l’ha amplificata per mesi) che il green pass avrebbe offerto la "garanzia di frequentare persone non contagiose"?

4- Se poi l’obiettivo non era quello di fermare la trasmissione, o di ridurla drasticamente, o di creare ambienti "covid free", ma era quello di spingere i refrattari a vaccinarsi perché gli ospedali non fossero intasati, è stato giustificato, proporzionato, utile, negare diritti fondamentali a fasce di popolazione (gli under 40-50) che sono finite sì negli ospedali, ma che di certo - numeri alla mano - non li hanno mai intasati, né mai hanno rischiato di mandare in tilt il sistema sanitario?

Le domande potrebbero essere molte altre, ma in definitiva mi pare essenziale arrivare a questa: 

5- A posteriori, e in vista del futuro, come intendiamo valutare l’esperienza collettiva del green pass? 
- Come una misura ingiusta e devastante, e tuttavia comprensibile perché presa per disperazione in mancanza di alternative, e comunque giustificata dalla situazione emergenziale?
- Come una misura sensata, proporzionata ed efficace rispetto agli obiettivi prefissati, e quindi come uno strumento da considerare acquisito, perché sia prontamente riutilizzabile nelle future emergenze sanitarie (o d’altra natura)?
- Come un alibi per non intervenire più efficacemente, in modo mirato, per proteggere soggetti e contesti esposti a un rischio significativo e reale (come chiedeva, per esempio, a fine 2020 la vituperata Great Barrington Declaration)?
- Come l’irresponsabile scaricabarile di istituzioni inermi e inadeguate verso un capro espiatorio designato?
- Come un modo per punire adeguatamente e proporzionatamente, e in modo esemplare, chi si sottrae a un gesto di responsabilità sociale?
- Come un modo corretto per governare le masse indisciplinate al giorno d'oggi, delegittimando il pensiero critico e criminalizzando il dissenso, ma senza spargimenti di sangue?
- Come un legittimo strumento politico per spingere la popolazione ad adottare comportamenti ritenuti socialmente utili e virtuosi?
- Come un esperimento giustificato dalla situazione contingente, e da speranze scambiate troppo frettolosamente per evidenze (l'efficacia del vaccino nel fermare la trasmissione...), ma da ritenersi fallito a posteriori, e quindi da archiviare per sempre?

Sarei realmente interessato e aperto ad ascoltare qualunque posizione sul tema. Tranne quelle – umilianti, perché puramente propagandistiche e prive di qualunque argomentazione – lette nelle ultime settimane su diversi media. Come quella, esemplare, del Sole24Ore (16 maggio), che titolava: “Lotta al Covid, un anno di Green pass: con carta verde addio a lockdown”. L’articolo poi non spiegava neanche nel modo più vago perché, in che senso, il green pass avrebbe consentito di evitare o di rimuovere lockdown, zone rosse dintorni – quando in Spagna, in UK, in decine di altri Paesi, contemporaneamente, non c'era né green pass né lockdown, e le curve dei contagi seguivano pressoché le stesse oscillazioni. E mentre, sulla stessa testata, i giuristi di riferimento - Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani – nell’agosto 2020 affermavano che la sospensione di diritti anche fondamentali rappresentata dal GP sarebbe stata giustificata se questo fosse stato un “certificato di immunizzazione”: “non ravvisiamo alcun problema nel condizionare la frequentazione di questi ultimi [i luoghi chiusi] all’esibizione di un certificato di avvenuta immunizzazione”. Visto che di seguito parlavano dei rischi a carico dei fragili che non si possono vaccinare, sembra di poter intendere che con "immunizzazione" intendevano l'impossibilità di infettarsi e soprattutto di infettare. Insomma, giustificavano la negazione di diritti fondamentali di milioni di persone sulla base di una menzogna pronunciata da un esponente politico; e poi, una che la menzogna si è rivelata tale, non tornavano a riesaminare le proprie posizioni: questo atteggiamento che cosa lascia in eredità all’Italia?

Ho poi una domanda rivolta esclusivamente agli amici della mia parte politica, che è la sinistra: in Italia Speranza è il migliore alleato di Draghi; in Francia Melenchon contrasta Macron e alle ultime elezioni legislative ha incrinato la sua egemonia politica; in Francia Melenchon ha preso il 25% dei voti al primo turno, come Macron, e il 30% al secondo (contro il 38 di Macron); in Italia il partito di cui Speranza è segretario, l’unico di sinistra nell’arcata parlamentare, ha sì e no il 2% dei voti; in Francia Melenchon si è sempre scagliato contro il green pass: a luglio 2021 e poi, con ancora più veemenza, a gennaio, quando si è trasformato come in Italia in passaporto vaccinale; in Italia Speranza è stato tra i più solerti e intransigenti sostenitori del green pass; nella Spagna con un governo di sinistra il green pass non c’è mai stato... Dunque, quando verrà il momento di riconoscere che esisteva ed esiste una questione, e che se ne può parlare, senza preoccuparsi se questo dà fastidio a Speranza e a Bersani, e senza paura di essere per questo accomunati a Meloni e Salvini?
Amiche e amici di sinistra: pensate che oggi si possa tornare a impegnarsi in progetti politici nazionali e locali facendo come se niente fosse stato? Come se il green pass non avesse comportato (e non comporti ancora oggi, per alcuni) dolore reale, privazioni reali, tragedie reali, per persone reali, nei territori reali, nelle aziende reali, nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, nelle università, nelle scuole? Pensate che si possa andare avanti, in qualche direzione che non sia un baratro, rimuovendo questa questione, non accollandosi l’onere di una onesta riflessione? Senza chiedersi se questo dolore, queste privazioni, queste tragedie, in generale e nei casi specifici, sono state giustificate, accettabili, sensate, utili o non utili, proporzionate?

Ringrazio anticipatamente chi vorrà partecipare alla discussione. Grazie anche a chi, senza commentare, prima di partire per le vacanze, svolgerà per se stesso qualche riflessione.

venerdì 17 giugno 2022

De amicitia

In questi due anni hanno fatto di tutto - hanno fatto letteralmente carte false - per convincerci che nell’odio sociale sta il segreto della felicità; che nella caccia all’uomo sta la possibilità della salvezza; che nella discriminazione ridiede la giustizia; che nell’obbedienza è l’unica virtù; che creare divisioni è buon governo; che occhio per occhio è un principio dignitoso; che nella paura dell’altro sta il rispetto; che la paura della morte è l’elisir di lunga vita; che nella ritirata alberga la saggezza.

La mia mente ricorderà tutte queste trovate della peggiore classe dirigente di sempre – scienziati, intellettuali, giornalisti, opinionisti e influencer compresi.

Il mio cuore ricorderà soltanto una cosa: l’AMICIZIA. Quella che ignora distanze, tempi, età anagrafiche, visioni, ideologie, tradizioni, pericoli, e che si nutre di verità, diversità, confronto, umiltà, reciprocità, desiderio.

A tutte le amiche e gli amici. Quelli veri. Quelli nuovi. Quelli vecchi. Quelli ritrovati. Quelli non ancora incontrati di persona. Quelli che ho visto una volta, e forse non accadrà mai più. Quelli che la pensano così simile a me. Quelli che non potrebbero essere più diversi da me. Quelli che il cuore parla al cuore, anche senza tante parole. E NIENTE potrebbe turbare il legame.




giovedì 16 giugno 2022

Un tè con la Maestra Alba





Negli incontri che ho avuto con i bambini intorno a "Il mistero delle meraviglie scomparse", a un certo punto mi sono sempre trovato a parlare di filosofia. All'immancabile domanda "Qual è il primo libro che hai scritto, e quando?" la mia risposta era: "A 17 anni ho pubblicato un racconto su Giordano Bruno, un grande filosofo. Sapete cos'è un filosofo?". "No". Quindi seguivano i miei improvvisati tentativi di spiegare ai bambini che cos'è quella disciplina, e perché - con la sua ostinazione a chiedere "perché?" - dovrebbe essergli così familiare. Una volta, per cavarmela, ho fatto l'esempio di Newton che scopre la forza di gravità quando gli casca una mela in testa; ma, nonostante il bernoccolo sulla testa, non scopre "perché" c'è una forza di gravità e non, per esempio, una forza di levità. Queste domande se le fa il filosofo, che potrebbe arrivare a chiedersi “Perché c’è qualcosa invece di niente?” Dopo questi aneddoti e ragionamenti una bambina ha concluso: quindi il filosofo è uno che rompe le scatole allo scienziato. Potrebbe essere anche questo un modo di vederla (e in effetti, negli ultimi tempi, qualche illustre filosofo è stato visto e trattato come un vero guastafeste… ma questa è un’altra storia.)

I miei tentativi di spiegare ai bambini cos'è la filosofia sarebbero stati meno goffi e improvvisati se avessi scoperto prima i libri della Maestra Alba. I quattro volumetti che al momento compongono la collana, diretta da Eliana Cocca ed edita da Sonda, prendono di petto nientemeno che Platone ("Quel testone di"), Cartesio ("Quel dormiglione di"), Kant ("Quel criticone di") e Leopardi ("Quel secchione di"). E spiegano alle bambine e ai bambini vite, opere e teorie di questi personaggi con la semplicità con cui si spiegherebbe come si salta la corda. In realtà questi libri non si limitano a spiegare, non sono dei manuali per baby-dummies, sono ben altro. Attraverso un approccio paideutico (anzi direi maieutico) alle bambine e ai bambini viene proposto di diventare loro stessi filosofi. "Piccolo filosofo" è il modo in cui la Maestra Alba si rivolge alla lettrice e al lettore, e non è un vezzo: come tali, come filosofi in erba, li tratta. La Maestra Alba, più che una maestra, in effetti è una socratessa: un'amica che porta per mano i lettori piccoli per condurli attraverso le meraviglie invisibili del pensiero, facendoli divertire. Anche Socrate si rivolgeva per lo più agli amici, e dimostrando a loro stessi le strabilianti capacità dei "loro" stessi pensieri (non dei suoi) li stupefaceva.

giovedì 2 giugno 2022

“Il mistero delle meraviglie scomparse” va in Marocco


“Questo Istituito sarebbe molto onorato se Lei potesse accettare l’invito a partecipare al Salon International de l’Édition et du Livre presentando i suoi libri durante un incontro con il pubblico…”

E io sono felice, onorato ed emozionato di andare al Salone del Libro di Rabat per raccontare al pubblico marocchino l’avventura dei piccoli Filippo e Francesca: un fratello e una sorella disposti a compiere un viaggio incredibile e pericoloso nella speranza di scongiurare lo scoppio di una guerra mondiale.

Il libro dà una forma fantastica al sogno di una umanità non priva di problemi e di conflitti, ma dotata di un briciolo di saggezza, di fantasia, di generosità. E di senso dell’umorismo.

“No alla guerra!”, “Le meraviglie del mondo sono di tutto il mondo!”, “L’umanità è un solo popolo!”

Queste parole si ascolteranno negli ultimi capitoli del libro, dopo che, grazie al coraggio dei due bambini, molte persone avranno aperto gli occhi e abbandonato avidità e paure.
Credo che questo messaggio sia consonante con quello proposto dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, che intitola la sua presenza al Salon du Livre “Mediterraneo, ponte tra le culture”.
Peraltro, in questo 2022, la ricorrenza dei cinquant’anni della Convenzione sul Patrimonio Mondiale si prospetta, più che una oziosa celebrazione istituzionale, una imprescindibile occasione per porsi domande urgenti e nuove, e prendere solenni e concreti impegni. Magari facendo riunire tutti i Capi di Stato del mondo in un tendone da circo, come avviene nella mia storia…

E ora fatemi preparare il bagaglio in vista della partenza di domenica: carta d’imbarco, passaporto, taccuino, penna, spazzolino, la mia copia del libro… Sto dimenticando qualcosa?

Ringrazio la Direttrice dott.ssa Carmela Callea e tutto lo staff dell’Istituto Italiano di Cultura Rabat - المعهد الثقافي الإيطالي بالرباط, e naturalmente l’editore marcos y marcos, per avermi offerto questa speciale opportunità.

martedì 31 maggio 2022

“Il mistero delle meraviglie scomparse” va nelle scuole


Vorrei potervi trasmettere anche solo una piccola parte delle emozioni che ho provato in questi giorni incontrando le centinaia di bambini delle scuole che hanno adottato “Il mistero delle meraviglie scomparse” come libro di lettura e occasione di lavoro. Ma non ci sono le parole. Vorrei mostrarvi tutti i loro volti, gioiosi, emozionati, curiosi, prima timidi poi spigliati, furbi e gentili, ma ovviamente non si può fare: i bambini devono stare fuori da internet, e pure le loro immagini. Vi posso mostrare qualche frammento, qualche dettaglio, come i doni con cui mi hanno letteralmente ricoperto. Sono una piccola parte dei lavori che hanno realizzato a partire dalla lettura del libro: cartelloni, disegni, rime, riflessioni, un libro artigianale, un teatrino giapponese con tanti fondali che scorrono per rappresentare la storia; e poi (non si possono vedere nelle foto) canzoni, recite, balletti, riscritture, travestimenti; poi una miriade di domande: letterarie, filosofiche, personali... La cosa più bella è stata creare storie insieme: cosa stava succedendo prima dell’inizio della storia? Cosa succede il giorno dopo l’ultima pagina? Se non avessero fatto quella scelta, come sarebbe continuata la storia? E quante altre storie si sarebbero potute sviluppare a partire dalla prima frase del libro? Non sono lezioni di “scrittura creativa”: è un girovagare insieme nel campo della curiosità, arato, seminato e innaffiato dalla vitalità delle domande dei piccoli lettori. E le maestre? In queste scuole della estrema periferia, tra antichi borghi inglobati dalle zone industriali e campi a perdita d'occhio, ho visto l’Italia migliore: dove ci sono persone che fanno il quadruplo di quanto richiesto - e di quanto riconosciuto - per nutrire il bene delle persone piccole che sono loro affidate. Senza risparmio, col sorriso; e quando è il momento di incontrare un autore, si emozionano pure loro, al pari dei loro alunni. Un immenso ringraziamento a queste bambine e a questi bambini, per quello che mi hanno dato e che non potrò mai dimenticare. Un ringraziamento alla maestre delle scuole primarie di San Donnino, San Piero a Ponti, Sant’Angelo a Lecore, che hanno scelto di lavorare sui temi della pace, della tolleranza, del territorio naturale e del patrimonio artistico, a partire dal mio libro. Un grazie alla libreria Lib Lab di Sesto Fiorentino che ha veicolato questa iniziativa e all’editore Marcos y Marcos. PS: i libri non invecchiano e dopo l’estate si ricomincia; le maestre e i maestri che volessero proporre “Il mistero delle meraviglie scomparse” a una o più classi possono contattare la casa editrice per accedere al programma MarcoScuole: https://marcosymarcos.com/libri/il-mistero-delle-meraviglie-scomparse/

sabato 28 maggio 2022

"Da luoghi lontani" - Recensione di Enrico Macioci

DA LUOGHI LONTANI (Arkadia Editore) è un libro estremamente singolare. Si compone di nove racconti, tre di Sandra Salvato, tre di Carlo Cuppini e tre di Giovanni Agnoloni. I racconti si alternano e sono divisi in tre sezioni (Memoria, Sogno, Spazi cosmici), cosicché il tutto assume una linearità simmetrica, fatta di rigore ed armonia. All’interno di questo scrigno euclideo, però, si agita il magma.

La lingua immaginifica di Salvato si alterna con le atmosfere ambigue di Agnoloni e con quelle ora moreschiane (penso al Moresco de Gli esordi) ora kafkiane di Cuppini; e il risultato è una lettura che turba, smarrisce e non offre punti di riferimento oppure, quando lo fa, subito li sottrae, lasciando il lettore più smarrito di prima.

E’ dunque un libro molto attuale, oltre che molto bello. Un libro che testimonia con forza poetica lo smarrimento del nostro tempo, il disperato bisogno di una bussola e la speranza – la possibilità – che la bussola, ancora una volta, sia rappresentata dalla letteratura. Non perché essa debba fornirci delle risposte, bensì perché ci pone, più d’ogni altra disciplina, le domande giuste. Se infatti le domande sono sbagliate – e oggi è facilissimo, purtroppo, formulare domande sbagliate – come potremo anche solo avvicinarci alle risposte giuste?

Un’ultima nota. Non conoscevo la scrittura di Sandra Salvato e sono lieto di averla incrociata qui. La sua agilità e la sua ricchezza sono spiazzanti. Di Giovanni Agnoloni, avendo già letto la colossale tetralogia della fine di internet (Galaad), posso dire che lui possiede una qualità rara: una sorta di frattalità per cui ogni volta che lo si legge si torna subito ad abitare il suo mondo – un mondo magico e reale al tempo stesso – e ciò accade sia che si legga un lungo romanzo sia che si legga un breve racconto. Di Carlo Cuppini,infine, ho letto dapprima gli stupendi post “politici” su Facebook, poi la fiaba – che mia figlia ha amato tantissimo – dal titolo Il mistero delle meraviglie scomparse (Marcos y Marcos), poi la densissima raccolta poetica Quando le volpi puniscono gli uomini(Ensemble), e infine questa prova narrativa. Ebbene la voce di Carlo, mutando forma, conserva la medesima energia, la medesima feroce ostinazione a scavare un senso a mani nude, anche a costo di ferirsi e sanguinare – e chi segue e conosce Cuppini, anche un minimo, sa che non si tratta solo di parole.

Enrico Macioci


Testo pubblicato su L'Ortica del Venerdì, 27 maggio 2022:
https://www.orticaweb.it/da-luoghi-lontani-un-viaggio-attraverso-il-sogno-la-memoria-e-gli-spazi-cosmici/

domenica 22 maggio 2022

Delle giornate a Torino mi porto a casa una serie di ricordi belli...

Il più prezioso: l’entusiasmo delle bambine e dei bambini che hanno partecipato alla presentazione-lettura-viaggio di “Il mistero delle meraviglie scomparse” nel Lab Biblioteca: la loro voglia di ascoltare una storia, di intervenire, di dire la loro, di proporre sviluppi alternativi, di chiedere conto di determinate scelte narrative, di essere ascoltati con le loro mani sempre alzate. Ho provato ad ascoltare tutte e tutti; ma quei 60 minuti, che prima di iniziare mi sembravano un tempo lunghissimo, sono trascorsi in un battito di ciglia. Allora la conversazione è continuata dopo la conclusione, con l’assalto di bambine e bambini armati di curiosità e fantasia, interpretazioni e proposte: “Secondo me l’Arno ha rubato tutti i monumenti per far capire alle persone che è più bello condividere che possedere.” Bravo Bochao, mi sa che ci hai proprio preso. E mentre firmavo i loro foglietti loro continuavano a tempestarmi di domande. E io che pensavo che sarebbe stata dura catturare la loro attenzione, in un contesto così rumoroso, dispersivo e affollato...

(Nello spazio accanto c'era il ministro Bianchi, e a un certo punto mi hanno chiesto di fare un po' più piano e mi hanno abbassato il volume del microfono. Chissà se stava descrivendo l'alto valore educativo dell'obbligo di mascherina in classe...)
Poi l’incontro con i ragazzini di Radio Immaginaria, che hanno dai 10 ai 17 anni e si comportano come professionisti dell’informazione. La loro storia incredibile, compreso un viaggio in Ape fino a Stoccolma, è diventata un libro, “Noi abbiamo futuro”, pubblicato da Marcos y Marcos, che in questi giorni ospita la radio nel suo stand.
Qui, al minuto 18 circa, potete sentire l’intervista che mi ha fatto Lorenzo sul “Mistero delle meraviglie”: https://radioimmaginaria.it/.../49884859-torino-salone...
Poi le riflessioni e visioni, letterarie e non, scambiate con l’editore Marco Zapparoli e con le ragazze dello staff Marcos y Marcos.
Poi il tempo passato con Giovanni Agnoloni e con gli editori e gli autori Arkadia Editore, per il firmacopie di “Da luoghi lontani” e per trovare modi per far volare più in là, verso altri luoghi più lontani, questo libro da poco pubblicato.
Poi gli incontri casuali, non cercati, con amici scrittori ed editori, e anche con persone che in questi due anni ho conosciuto soltanto attraverso le distanze: Alessandro Ricci, Patrizia e Maurizio, Ivan Crico, Franziska Peltenburg-Brechneff, Remo Bassini
E Remo Bassini in realtà mi riporta alla “fuga” vercellese, tra una giornata torinese e l’altra, su treni a bassissima velocità che attraversavano risaie e archeologia industriale come se fossero dipinti a olio.
E poi la bellezza della stazione di Porta Nuova vista dal fondo di piazza Carlo Felice… un incanto di architettura e natura compenetrate come in un film di Miyazaki.
E infine gli incontri desiderati, e mancati per un soffio per vari motivi, che hanno anch’essi un loro fascino kunderiano che dà senso e spessore al prolungamento dell’attesa: con Claudia Tarolo, con Enrico Macioci, con Simona Vinci, con Giovanni Turi
E ora, la settimana prossima, mi aspettano i bambini fiorentini, 13 classi da incontrare in tre mattine. E una nuova presentazione di "Da luoghi lontani" a Firenze, il 26 maggio al caffè Chiaroscuro, per chi si è perso quella alle Murate.
La settimana successiva tappa a Urbino, e a ruota un favoloso viaggio oltremare con un libro in valigia...
Ma... una cosa alla volta!

mercoledì 18 maggio 2022

Appuntamenti al Salone di Torino

I miei appuntamenti al Salone del Libro di Torino (più uno fuori):

-Giovedi 29, alle 12, incontrerò bambine e bambini nello spazio Lab Biblioteca (pad2) per portarli in un viaggio immaginario tra i monumenti di Firenze e, allo stesso tempo, dentro il libro “Il mistero delle meraviglie scomparse” (Marcos y Marcos): ogni viaggio contiene molti viaggi, ogni sogno è fatto di molto sogni…

- Sempre giovedì 19, alle 15:30 presenterò il libro allo stand Bibliocoop

- (Piccola digressione spazio/temporale grazie al teletrasporto o alla duplicazione, non ho ancora deciso) Ancora giovedì 19, alle 18:30, sarò a Vercelli con Giovanni Agnoloni per presentare “Da luoghi lontani” (Arkadia) alla Libreria Dell'arca;

- Venerdì 20 sarò tutta la mattina allo stand Marcos y Marcos (j51 pad2) e sarò felice di scrivere una dedica e di leggere un pezzetto del libro, per te che verrai a cercare “Il mistero delle meraviglie scomparse”;

- Sempre venerdì 20, dalle 14, firmacopie di “Da luoghi lontani”, insieme a Giovanni Agnoloni, allo stand Arkadia (OVAL V13); e anche qui, se vorrai, potremo chiacchierare un po’ del libro e leggere qualche brano insieme.

- (Io non ci sarò ma) lunedì 23 ci sarà un secondo firmacopie di “Da luoghi lontani”, stand Arkadia, con Giovanni Agnoloni e Sandra Salvato.




martedì 17 maggio 2022

Presentazione di Da luoghi lontani alle Murate a Firenze - foto e video

Una bellissima serata al Caffè Letterario Le Murate, grazie alla "padrona di casa" Stefania Costa, all'associazione La Nottola di Minerva, che ha ospitato il libro all'interno della rassegna Identities, alla giornalista Maria Cristina Carratù, che ha presentato il libro con acume e sensibilità, e a tutti i presenti.

Per chi avrebbe voluto ma non è potuto esserci, il video integrale della presentazione e qualche foto.














Recensione di "Da luoghi lontani" su La poesia e lo spirito

Una bella recensione di "Da luoghi lontani" scritta da Riccardo Ferrazzi per il blog letterario La poesia e lo spirito: 


"... Il filo rosso che collega i nove racconti è esplicitato dal titolo: luoghi lontani; lontani nello spazio ma anche nella memoria del passato o nel presagio di un futuro prossimo. E così il passato si fa presente nei primi turbamenti della pubertà o nel ritorno in un “luogo della memoria” che ha rischiato di essere travolto da due guerre, o nell’improvvisa consapevolezza di ciò che passa improvvisamente dalla presenza alla memoria. E Memoria è, appunto, il sottotitolo della prima sezione. (...) E a partire dalla Memoria, transitando per il Sogno, i tre autori ci conducono negli Spazi Cosmici, in un futuro fatto di consapevolezze volutamente ignorate e faticosamente accettate(Agnoloni) e, con una vera e propria sarabanda verbale, ci imbarcano su una capsula spaziale (Cuppini) o ci trascinano in un viaggio nello zodiaco (Salvato)."




lunedì 16 maggio 2022

Tradimento, disconoscimento, abbandono, stupro dell’infanzia: la macchia indelebile del “modello Italia”

In due anni abbiamo scritto decine di lettere, appelli, petizioni, per sostenere che veniva fatto troppo contro l'infanzia, e che veniva fatto poco (o meglio, nulla) a tutela dei bambini, degli adolescenti e dei ragazzi. Come se queste persone piccole non avessero bisogni e diritti speciali; come se non fosse dovere degli adulti assumersi qualche rischio pur di assicurare loro una cura e un benessere speciali, come detta la legge, e prima ancora l'etica della responsabilità.

Pensando al lockdown senza deroghe per i bambini, alla chiusura della scuola fino a fine anno (caso unico in Europa), alla negazione degli spazi di socialità mentre in tutti gli altri contesti la vita riprendeva, alla colpevolizzazione portata avanti dai media, alla riapertura della scuola a settembre in forma di ospedale-prigione, per tutto il 2020 ho parlato di stupro dell'infanzia.

Poi, nel febbraio 2021, rivolgevo un appello al nuovo governo perché, come priorità assoluta, soccorresse l'infanzia, con misure risarcitorie per tutto ciò che nel corso dell'anno precedente era stato negato. E poiché la negazione della scuola è l'emblema del danno inferto ai bambini e ragazzi, ho lanciato l'idea, simile a quella proposta da altri, di un bonus di 10 euro per ogni giorno di scuola in presenza cancellato, da spendere in attività culturali, ricreative, di intrattenimento, di viaggio, di socializzazione: un'idea banale che voleva soltanto dimostrare che mettendo insieme coscienza, fantasia e fondi qualcosa si può fare, sempre; e che non fare è una precisa scelta, e una precisa responsabilità. Di fatto molte categorie produttive hanno ricevuto risarcimenti per il fatturato perduto; i bambini e i ragazzi non hanno ricevuto niente per il benessere, la serenità e le occasioni di sviluppo perdute, in un'età in cui niente torna due volte, e quello che è perduto è perduto. 

Invece il governo Draghi ha inizialmente insistito con la chiusura delle scuole; ha reso "eterno" e non scalabile l'obbligo di mascherina a scuola, sempre e comunque - una misura in contrasto con le indicazioni dell'OMS che già era stata censurata da numerosi pronunciamenti di tribunali totalmente ignorati, essendo formalmente la tempistica dei DPCM e DL a favore della mano libera del governo. 

Poi, quando già era documentato il tragico disagio dei ragazzi, è partita l'escalation: rappresentanti delle istituzioni e scienziati scelti hanno suscitato e fomentato l'odio sociale verso i non vaccinati, con uno hate speech che ha investito gli adolescenti tanto quanto gli adulti; infine ha creato il dispositivo di discriminazione e segregazione chiamato "certificazione verde", che ha escluso dalla vita sociale, da diritti basilari e da innumerevoli opportunità di benessere centinaia di migliaia di adolescenti e minorenni, costringendoli per mesi a una vita mutilata, umiliata e priva di dignità.

E adesso, con i 200 miliardi del PNRR che ci stanno piovendo addosso, per buona parte presi dalle tasche dei nostri figli tramite indebitamento, il governo annunciato un imponente taglio all'istruzione per i prossimi anni. 

Gli appelli di pedagogisti, psicologi, medici, intellettuali, genitori, sono caduti nel nulla. La garante per l'infanzia nazionale - contrariamente a molti suoi omologhi regionali - non ha detto una parola su tutto questo, se non per prendere una posizione pilatesca.

Lo sciopero della fame intrapreso dal sottoscritto e da molte persone in tutta Italia all’inizio del 2022 è stato solo l’ultimo tentativo di gridare un “no” assoluto, incondizionato e disperato alla tortura psicologica e sociale inflitta indistintamente ad adolescenti, giovani, adulti e anziani attraverso green pass e super green pass. 

Oggi viene diffuso uno studio di 90 pagine, promosso proprio dall'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza e svolto in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (“Pandemia, neurosviluppo e salute mentale di bambini e ragazzi”), che descrive una tragedia senza precedenti: un vero e proprio attentato alla salute mentale e allo sviluppo di una intera generazione, quella dei nostri figli.

sabato 14 maggio 2022

Presentazione "Da luoghi lontani" al caffè letterario Le Murate - su La Nazione Firenze

Grazie a "La Nazione" per questo articolo che annuncia la presentazione del libro a Firenze il 17 maggio, al caffè letterario Le Murate, organizzato da La Nottola di Minerva nell'ambito della rassegna "Identities".