Due domande:
1) Quando viene limitato diritto, a chi spetta l’onere della prova?
Due domande:
1) Quando viene limitato diritto, a chi spetta l’onere della prova?
L’approccio proposto, tuttavia, ha una storia lunga quasi quanto quella di questa malattia.
Ripropongo questa mia riflessione sul rapporto tra etica e distanza, pubblicata qualche anno fa sulla rivista “Alfabeta2”. Al tempo mi interessava principalmente il senso morale e civile dell’arte, rispetto alla sua possibile prossimità con il reale. Oggi le ricerche di Milgram e le loro implicazioni mi paiono più che mai attuali, drammaticamente. Per quanto del tema della distanza si parli soltanto in senso sentimentale ("torneremo ad abbracciarci") e funzionale (“ci vuole più banda larga per far funzionare la didattica a distanza”).
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Oltre il realismo della "stanza accanto”, in "Alfabeta2", n. 17, marzo 2012
1. Tra il 1961 e il 1963 il giovane psicologo statunitense Stanley Milgram condusse un esperimento di psicologia sociale destinato a gettare una nuova, inquietante luce sui fondamenti dell’etica e del comportamento umano. Il dispositivo di ricerca era semplice: le “cavie”, ignare del funzionamento e degli scopi reali dell’esperimento, erano incaricate da un finto scienziato di infliggere scariche elettriche ad altre cavie (finte), ogni volta che queste fornivano una risposta sbagliata ai quiz proposti. A ogni errore la scarica elettrica aumentava di intensità, fino al livello definito “attenzione: scossa molto pericolosa”.
È passato un anno dall’inizio della pandemia.
La discontinuità politica che il Paese oggi sta vivendo sia l’occasione per un radicale cambio di paradigma, nell’evidenza che gli approcci finora adottati si sono rivelati rovinosamente inadeguati, nel metodo e nel merito.
Il necessario rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni è stato gravemente compromesso dalla recente gestione della cosa pubblica ed è urgente ripristinarlo e svilupparlo in modo costruttivo.
Queste sono le proposte e richieste che rivolgiamo al nuovo governo.
Riguardo al metodo chiediamo che:
Da oltre tre mesi i bambini sono costretti a portare per almeno 8 ore al giorno la mascherina, a prescindere dalla situazione epidemiologica locale, e da qualunque considerazione di rischio psico-fisico. Il volto cancellato. L'"interesse superiore del fanciullo" - affermato dalla legge dello Stato 176/1991 - dimenticato. L'ordinanza del TAR del Lazio ordina al governo di "riesaminare la disposizione ... avendo rilevato vizi nell'istruttoria." Un provvedimento molto più soft e vago della precedente ordinanza del 4 dicembre, che costituiva una durissima accusa verso il modus operandi del governo. Il dpcm attualmente in vigore, che tra le altre cose pone l'obbligo di mascherina al banco, scade il 5 marzo. Da come il nuovo governo vorrà recepire l'ordinanza del TAR si capiranno moltissime cose su quello che aspetta tutti noi, e i bambini italiani. In ogni caso, continuiamo a lottare: è necessario fare pressione a ogni livello. Qui il mio articolo sul tema per "Radio Cora", piattaforma di informazione, laboratorio di nuova resistenza, cantiere per l'elaborazione e lo scambio di idee (http://www.radiocora.it/post?pst=39310&cat=news).
Articolo pubblicato su www.radiocora.it
L’anno primo dell’epoca pandemica è stato caratterizzato da un caotico rimescolamento e sovrapporsi di ambiti dell’esistenza e della conoscenza tradizionalmente distinti – ancorché spesso contigui – sui quali ha dominato qualcosa di non ben definito che è stato talvolta identificato – da media, politici, amministratori, commentatori, scienziati – con la locuzione “la scienza”. Mi sembra importante e urgente che si sviluppi una riflessione su questo tema in generale, in senso culturale, e nello specifico dell’attualità che ci riguarda più da vicino. Il mio contributo consiste in una serie di domande e in alcune considerazioni.
DOMANDE:
Il nuovo governo, come primo atto, adotti tutte le misure per soccorrere bambini, adolescenti e ragazzi, sottoposti da un anno a privazioni sproporzionate e disumane, spesso del tutto inutili, lasciati soli con la loro sofferenza, negata o minimizzata dagli adulti per mesi perché “invisibile” (a chi non ha voluto vedere).
Oggi quella “invisibilità” sta emergendo con notizie di cronaca e studi scientifici sempre più frequenti e drammatici, che fanno gridare, ancora, e ancora, come qualcuno fa da mesi: dove siete tutti? Dove eravate? Come avete potuto non vedere che, anteponendo il panico a tutto, anteponendo a ogni valore il conforto di una fiducia cieca riposta in governanti incapaci di proporzione, di problem solving, di contemperamento dei diritti, un’intera nazione stava, e sta, violentando i suoi figli?
Articolo pubblicato su L'Ortica del Venerdì.
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"Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare." (Mt, 18,6)
Dopo estenuanti incertezze, il 31 agosto il Comitato Tecnico Scientifico ha dichiarato che nelle scuole di ogni grado bambini e studenti potranno togliersi le mascherine in condizioni di staticità e dove sia garantita la distanza di un metro. Viene specificato che, riguardo alla scuola primaria, questa concessione è fatta “per favorire l'apprendimento e lo sviluppo relazionale”, riconoscendo quindi che la mascherina è un potenziale ostacolo agli obiettivi principali che la scuola persegue. Quindi ha vinto la tutela dell'infanzia e va tutto bene? No.
Il modo in cui il dibattito pubblico sull’obbligo di mascherina nelle scuole si è svolto dà la misura dello scandalo: come se questa imposizione – a prescindere dalla sua eventuale utilità o necessità – non fosse certamente anche una conclamata violenza psicologica e un impedimento allo sviluppo; o una “tortura” come ha detto Elena Donazzan, Assessore all'Istruzione del Veneto.
Ma parliamo un momento della eventuale utilità/necessità della mascherina nelle scuole.
Esistono molti studi scientifici – rafforzati da altrettante evidenze epidemiologiche “sul campo” provenienti dagli altri Paesi che hanno aperto le scuole nei mesi scorsi – che affermano che le scuole non sono luogo di significativo contagio; che i bambini non si ammalano, non si contagiano tra loro e non contagiano gli adulti, se non in modo sporadico e generalmente poco significativo.