blog di Carlo Cuppini

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giovedì 4 marzo 2021

Appello - il governo rispetti i provvedimenti giudiziari su scuole e mascherine

Ill.mi

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

Mario Draghi, Presidente del Consiglio

Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione

Roberto Speranza, Ministro della Salute

Marta Cartabia, Ministro della Giustizia

Franco Frattini, presidente della III sezione del Consiglio di Stato

Giancarlo Coraggio, Presidente della Corte Costituzionale


5 marzo 2020


Prendiamo atto con delusione e frustrazione decisive che, in merito a due aspetti inerenti il tema cruciale della scuola e dei diritti dei minori, il governo in carica ha inteso disattendere gli atti giudiziari emanati dal TAR del Lazio e dal Consiglio di Stato. Parliamo dell'obbligo di mascherina al banco e della sostituzione parziale o totale della scuola in presenza con la didattica a distanza.


Riguardo al primo punto, rileviamo che, con il Dpcm 2 marzo, il governo si è limitato a replicare pedissequamente ambiguità e contraddizioni del dpcm 3 novembre (presenti anche nei due successivi), già segnalate come tali da una cospicua serie di ordinanze, sentenze e decreti dei Tribunali. A seguire, la Nota del Ministero dell’Istruzione del 4 marzo ha confermato che l’interpretazione da dare al dpcm in merito all’uso delle mascherine è quella che dispone l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione continuativamente anche al banco; ripetendo quanto affermato dalle Note 5 e 9 novembre rispetto al Dpcm 3 novembre.


E' sconcertante che il governo misconosca il ruolo della magistratura, decidendo di operare in netto contrasto con i provvedimenti giudiziari che hanno definito l’obbligo di mascherina al banco una misura “illegittima”, “irrazionale”, “illogica”, con difetto di motivazione e di istruttoria, e – quel che è più importante in senso sostanziale – possibile fonte di “pericoli” e “ricadute psico-fisiche" per i bambini (segnalati dall’OMS) che “non risultano essere scongiurati”.

venerdì 19 febbraio 2021

Appello al governo: "Cura e Democrazia"

Appello pubblicato su Radio Cora.
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Come cittadini responsabili, critici e partecipi della cosa pubblica, abbiamo scritto un appello per incalzare il nuovo governo verso le scelte che riteniamo necessarie e improrogabili in questa fase, e per riaffermare con forza i principi alla base della democrazia. L'appello è pubblicato su RadioCora.it, cantiere di pensiero libero e critico: http://www.radiocora.it/post?pst=39326.
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È passato un anno dall’inizio della pandemia. 

La discontinuità politica che il Paese oggi sta vivendo sia l’occasione per un radicale cambio di paradigma, nell’evidenza che gli approcci finora adottati si sono rivelati rovinosamente inadeguati, nel metodo e nel merito. 

Il necessario rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni è stato gravemente compromesso dalla recente gestione della cosa pubblica ed è urgente ripristinarlo e svilupparlo in modo costruttivo. 

Queste sono le proposte e richieste che rivolgiamo al nuovo governo. 


Riguardo al metodo chiediamo che:


  1. Nell’attività normativa non si deroghi dalla più rigorosa osservanza del dettato costituzionale: basta dpcm, atti amministrativi individuali che finora, immotivatamente, hanno sostituito o affiancato gli strumenti legittimi previsti dalla Costituzione per la gestione dei “casi straordinari di necessità e di urgenza” – i decreti legge – e, in difetto di urgenza, le leggi ordinarie.
  2. Obblighi e divieti siano sostituiti da chiare raccomandazioni, dimostrando fiducia nei cittadini e puntando sulla responsabilità. Dove obblighi e divieti dovessero permanere, siano relativi ai fatti critici in sé, e non ai contesti in cui questi potrebbero avere luogo.
  3. L’impianto delle restrizioni sia riformulato alla radice, in modo che l’eventuale temporanea limitazione di libertà e diritti, soprattutto se garantiti dalla Costituzione, corrisponda sempre a necessità razionali basate su evidenze scientifiche validate e comprovate in ambito internazionale, calate nei contesti specifici, e non su un generico e non verificabile principio di massima precauzione”; includano inoltre la valutazione delle conseguenze negative in termini economici, di coesione sociale e di salute mentale e fisica delle persone.
  4. Eventuali limitazioni al regolare svolgimento delle attività lavorative, sportive culturali e di svago siano considerate ammissibili solo in presenza di situazioni di pericolo concreto e attuale, sulla base dei dati della vigilanza epidemiologica locale, e abbiano un'applicazione territoriale quanto più possibile circoscritta. Siano esclusi comunque dalle restrizioni tutti gli ambiti di attività che non presentano reale e comprovato rischio di trasmissione dell’infezione.
  5. Ogni intervento restrittivo sia vincolato ai principi di proporzionalità e tempestiva scalabilità.
  6. Si attui il più attento contemperamento dei diritti fondamentali, come imposto dalla Carta.

giovedì 28 gennaio 2021

Il nuovo governo soccorra l'infanzia

Il nuovo governo, come primo atto, adotti tutte le misure per soccorrere bambini, adolescenti e ragazzi, sottoposti da un anno a privazioni sproporzionate e disumane, spesso del tutto inutili, lasciati soli con la loro sofferenza, negata o minimizzata dagli adulti per mesi perché “invisibile” (a chi non ha voluto vedere).

Oggi quella “invisibilità” sta emergendo con notizie di cronaca e studi scientifici sempre più frequenti e drammatici, che fanno gridare, ancora, e ancora, come qualcuno fa da mesi: dove siete tutti? Dove eravate? Come avete potuto non vedere che, anteponendo il panico a tutto, anteponendo a ogni valore il conforto di una fiducia cieca riposta in governanti incapaci di proporzione, di problem solving, di contemperamento dei diritti, un’intera nazione stava, e sta, violentando i suoi figli?

martedì 12 gennaio 2021

Scuola, cultura, sport: appello per i bambini e i giovani

Premessa:


La malattia imperversa e servono risposte serie, tempestive, responsabili ed efficaci; non misure irrazionali, indiscriminate, contraddittorie, che hanno il solo effetto di negare la vita e distruggere la società, colpendo soprattutto, in modo spesso irrimediabile, lo sviluppo psico-fisico, sociale e intellettivo dei più giovani.


E' necessario lottare, ancora e ancora, per esigere un cambio radicale di paradigma, per ottenere soluzioni compatibili con la salute e il bene intesi nell'accezione più ampia.


Questo è un nuovo appello rivolto alle istituzioni, dopo quello di settembre per una scuola più umana, e quello di novembre contro le mascherine al banco, che pensa alla condizione drammatica \in cui versano i giovani e chiede:

- riapertura immediata di tutte le scuole;

- rimozione dell'obbligo di mascherina al banco per tutti gli studenti;

- riapertura dei luoghi di cultura;

- riapertura delle attività sportive.


E' dura. E' lunga. Le incertezze sono molte. Lo so bene. Alcuni che si sono impegnati nei mesi scorsi hanno mollato e si limitano ad aspettare che le cose vadano avanti in qualche modo. Oppure non aspettano niente e si fanno, per quel che è possibile, gli affari loro. Ma NON POSSIAMO lasciare prevalere lo sconforto e l'abitudine a una vita che per molti aspetti è ingiustificatamente mutilata: per noi stessi – che pure in molti casi abbiamo la forza e le risorse per sopportare – e per i nostri figli – che invece porteranno le cicatrici di quello che stanno vivendo per sempre, e avranno la possibilità di un sano e pieno sviluppo compromessa, soprattutto i meno fortunati e quelli, in vari sensi, meno attrezzati.


Ce la faremo: a uscire dall'incubo del covid, salvando tutto ciò che deve essere protetto e salvato.




L'appello:



Presidente della Repubblica

Presidente del Consiglio dei Ministri

Ministro della Pubblica Istruzione

Ministro della Salute

Presidente della Corte Costituzionale

Coordinatore CTS

Presidente Ordine Psicologi

Presidente Ordine Pediatri

Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

Garanti per l’Infanzia

UNICEF Italia



Tra tutte le categorie colpite in vario modo dalla crisi che stiamo attraversando, i minori versano in condizioni drammatiche. Da quasi un anno bambini, adolescenti e ragazzi sono pesantemente limitati in una serie di aspetti – quando non sono completamente privati di essi – di vitale importanza per la loro serenità presente e soprattutto per la possibilità di un sano e pieno sviluppo psico-fisico, sociale e intellettuale. Si tratta dei cittadini più giovani e bisognosi di attenzioni, quelli che la Convenzione di New York definisce “fanciulli”, che hanno il diritto di ricevere la più completa, sollecita e continuativa assistenza e protezione dagli adulti. Diritto a cui corrisponde per gli adulti un dovere inderogabile. La stessa Convenzione, tradotta in Legge dello Stato (176/1991), afferma:


“In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l'interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente” (Art. 3).


Vogliamo richiamare la Vostra attenzione su quattro misure che, nel loro prolungarsi o ripetersi, hanno un impatto rovinoso sulla vita di tutte le persone coinvolte, e su quella dei più giovani in particolare. Misure che peraltro non sembrano supportate e giustificate dai dati epidemiologici e dalle conoscenze che abbiamo della malattia covid-19:


1) La negazione della scuola come relazione, esperienza e luogo, in senso fisico, per la maggioranza degli studenti delle superiori; ma anche per centinaia di migliaia di bambini e adolescenti delle elementari e delle medie dove i decisori regionali o locali abbiano disposto le chiusure;


2) L’obbligo di mascherina al banco, in particolare per gli studenti delle elementari e delle medie, che nega l’espressione del linguaggio emotivo non verbale nella comunicazione con i compagni e gli insegnanti (di alcuni dei quali a mala pena i bambini e ragazzi conoscono i lineamenti); 


3) La chiusura dei luoghi di cultura come cinema, teatri, musei;


4) La drastica limitazione dello sport e dell’attività fisica attraverso la chiusura di palestre e attività organizzate.



SIAMO RESPONSABILI, PRETENDIAMO RESPONSABILITA'


Siamo coscienti della gravità e dell’incertezza dell'attuale situazione sanitaria, verso la quale ci sentiamo partecipi e responsabili. Siamo consapevoli del fatto che ognuno deve fare la sua parte, accettando di compiere grossi e prolungati sacrifici e osservando misure di contenimento straordinarie.


Vediamo che le misure mancanti di un dimostrabile fondamento razionale e di una sicura necessità basata sulle evidenze colpiscono la società in modo cieco e indiscriminato, soprattutto le categorie più deboli, dando forse corpo a una generica speranza di limitare in qualche modo il contagio, senza tuttavia esprimere una chiara strategia di contenimento e di gestione dell’epidemia.


Rigettiamo una politica che scarichi la responsabilità della situazione sanitaria e ospedaliera sui cittadini, bombardandoli di informazioni e di disposizioni spesso contrastanti, ambigue, mutevoli e “creative”, e facendo pagare a loro, attraverso pesantissime e prolungate restrizioni e privazioni, l’assenza, o l’inadeguatezza, o l’intempestività delle iniziative di contenimento e di messa in sicurezza che sarebbero necessarie per garantire lo svolgimento più regolare possibile almeno degli aspetti essenziali della vita.


Vogliamo una politica che sappia declinare i concetti di protezione e di sicurezza attraverso il “dare” (servizi, informazioni, opportunità, organizzazione, personale, spazi, dispositivi, strumenti) e non attraverso il “togliere” (restrizioni, divieti, chiusure).



UNA SITUAZIONE GRAVISSIMA


Riteniamo che i quattro punti sopra elencati costituiscano una mutilazione indiscutibile, gravissima e inaccettabile – tanto più perché, alla luce degli studi pubblicati in questi mesi, priva di stringenti motivazioni – della vita e dello sviluppo dei più giovani. A fronte della estrema vaghezza degli obiettivi perseguiti e dei modi per conseguirli intervenendo in modo massimalista nei suddetti ambiti, sembra mancare una precisa consapevolezza dei rischi a cui queste stesse misure espongono i cittadini, soprattutto quelli nel pieno dell’età dello sviluppo, e dei danni che stanno causando loro; non si ha riscontro quindi di una attenta valutazione del rapporto rischi/benefici basato necessariamente sul principio di proporzionalità.


Molti dei danni derivanti da queste misure sono stati prefigurati da esperti autorevoli, e sono stati già ampiamente e drammaticamente documentati e misurati da diversi studi nazionali e internazionali: i risultati, pur provvisori e parziali, sono già spaventosi, e ci parlano di una generazione colpita nella sua possibilità di serenità, di sviluppo e di affermazione in modo spesso irreversibile. Si vedano per esempio gli allarmi, gli appelli e le denunce del pedagogista Daniele Novara (1, 2, 3), del presidente dell’Ordine degli Psicologi David Lazzari (4), del coordinatore del CTS Agostino Miozzo (5, 6); come anche i dossier de “La Stampa” (7) o del “Sole24Ore” (8), che presentano i risultati di diversi studi internazionali.

Condividiamo in pieno l'appello “Scuole chiuse e diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, che vede tra i primi firmatari importanti pedagogisti, psicologi, infettivologi, insieme a diverse associazioni, dove tra l'altro si legge: “La situazione è già gravissima e ogni ora di chiusura in più aumenta i danni già prodotti” (9).


Segnaliamo e appoggiamo la denuncia-petizione di un gruppo di psicologi dove si legge: “Da uno studio recente, fatto su un campione di 600 soggetti tra i 12 e i 19 anni, risulta che uno su tre ha sviluppato un disturbo di tipo ansioso-depressivo che si manifesta prevalentemente attraverso gesti autolesionistici, tentativi suicidari, disturbi del comportamento alimentare, disturbi da attacco di panico fino ad arrivare a stati dissociativi importanti accompagnati da depersonalizzazione e derealizzazione. Interessante notare che questi dati sono in correlazione diretta con il fatto di non andare a scuola” (10, 11).


Analoghi riscontri vengono dall’Ospedale Bambino Gesù. Il primario dell'unità operativa complessa di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell’adolescenza, Stefano Vicari, ha dichiarato che negli ultimi mesi i ricoveri di minori nel suo reparto sono aumentati del 30% e che in tutto il 2020 ci sono stati 300 ricoveri per atti di autolesionismo, la maggior parte dei quali a scopo suicidario. “Mi dicono che si sentono inutili e soli. Che gli manca fare sport. Oppure andare a scuola” (12).



SCUOLE APERTE


Già dalla primavera scorsa, e con sempre maggiore frequenza e precisione, sono stati pubblicati studi che affermano che la scuola è uno dei luoghi pubblici più sicuri, con un’incidenza minima sull’andamento epidemiologico e una scarsissima capacità di generare focolai significativi. 

Segnaliamo in particolare, tra i più recenti riferiti all’Italia, quello di Gandini-Rainisio-Cecconi-Iannuzzo-Bellerba-Scorrano, condotto sui dati forniti dal Ministero (13, 14); quello pubblicato su “Nature” che analizza anche i dati italiani (15); quello diffuso della Società Italiana di Pediatria, Ospedale Bambino Gesù, Istituto di Ortofonologia, Fondazione Mite, che ha fatto dire al responsabile di Microbiologia dell’ospedale coinvolto, Federico Carlo Perno: “La scuola non è causa di focolai (…) non è veicolo del virus, ma se mai è un luogo protetto.” Nel corso della conferenza di presentazione di quest’ultimo studio il direttore dell’Istituto di Ortofonologia Federico Bianchi di Castelbianco ha affermato: “Le scuole chiuse creano problemi enormi e non abbiamo neanche idea di quanto pagheremo se dovessimo richiuderle” (16).


Segnaliamo inoltre che la campagna di test a tappeto nelle scuole elementari e medie del Comune di Firenze, tuttora in corso, sta confermando queste evidenze, avendo riscontrato prima della chiusura per le vacanze 8 positivi su 10.000 persone testate tra studenti, docenti e personale ATA (17).

Risultati ugualmente confortanti arrivano dalle campagne di screening condotte a tappeto nelle scuole di altri comuni toscani a partire dalla ripresa del 7 gennaio, dove a oggi non è stato rilevato nessun positivo (18).


La didattica a distanza, quando vada oltre l’uso episodico e limitato nel tempo, è una soluzione che, oltre a privare gli studenti di elementi fondamentali e irrinunciabili, come la relazione fisica, l’accoglienza, la socialità, il confronto, la “palestra di vita” (Lazzari), determina un gap didattico e una regressione cognitiva drammatica, come era immaginabile e come è stato già ampiamente documentato dai primi rigorosi monitoraggi svolti in alcuni Paesi europei ed extraeuropei (non l’Italia, purtroppo).



Daniele Novara: “Si tratta di una vera e propria richiesta di sacrificio da parte delle Istituzioni agli studenti, senza tenere conto di una considerazione scientificamente rilevante e attendibile, da porre invece sul piatto della bilancia, relativa ai danni che ne possono derivare. Danni da isolamento sociale; danni da eccesso di uso di dispositivi virtuali; danni in ordine allo sviluppo cognitivo; danni da regressione psico-evolutiva” (19).


I TAR di Lombardia ed Emilia Romagna hanno annullato le ordinanze regionali che imponevano la chiusura delle scuole superiori, pur non essendo previste dalle norme nazionali e dagli accordi con il governo. I Tribunali Amministrativi non si sono limitati a rilevare l’incongruenza delle politiche regionali rispetto alle norme nazionali, e il loro effetto discriminatorio, ma hanno sollevato pesanti critiche alla DAD in quanto tale: “[non è] neppure è ventilata l’ipotesi secondo cui il virus si diffonderebbe nei siti scolastici distribuiti sul territorio regionale più che in altri contesti. (…) [l’ordinanza] va immotivatamente (e in definitiva ingiustificatamente) a comprimere in maniera eccessiva (se non a conculcare integralmente) il diritto degli adolescenti a frequentare di persona la scuola quale luogo di istruzione e apprendimento culturale nonché di socializzazione, formazione e sviluppo della personalità dei discenti.” Queste condizioni di benessere “non appaiono adeguatamente assicurate con la modalità in Dad tramite l’utilizzo di videoterminali (di cui peraltro verosimilmente non tutta la popolazione scolastica interessata è dotata)”. 

I TAR evidenziano che “l’adozione di misure” per fronteggiare “situazioni di pur così notevole gravità non può spingersi al punto tale da sacrificare in toto altri interessi costituzionalmente protetti” e che “l’amministrazione può agire con misure che incidono ‘a monte’ sul problema del trasporto pubblico e ‘a valle’ con misure organizzative come la turnazione degli alunni e la diversificazione degli orari di ingresso a scuola”. (20, 21).



MASCHERINA AL BANCO


L’obbligo di indossare la mascherina al banco, continuativamente per 6/8 ore, per gli studenti sotto i 12 anni contrasta con le linee guida dell’OMS e dell’UNICEF del 21 agosto, che parlano di precisi e documentati rischi e danni psico-fisici, didattici e cognitivi, che non devono essere ignorati o minimizzati qualora si valuti l’estensione dell’uso di questo dispositivo per tali soggetti (22).


Evidenziamo che gli studi che descrivono la scuola come luogo sicuro, a rischio limitato, si basano su dati raccolti anche, e per la maggior parte, nel periodo che precede l’entrata in vigore dell’obbligo di mascherina al banco.


Il TAR del Lazio, con Ordinanza 07468/2020 del 4/12, ha messo in discussione l’obbligo, rimandando a una sentenza prevista per il 10 febbraio, affermando tra l’altro che (23):

“ –non risulta siano stati effettuati approfondimenti sull’incidenza dell’uso di mascherina, per alunni da 6 a 11 anni, sulla salute psico-fisica degli stessi, né un’analisi del contesto socio-educativo in cui l’obbligo per tali scolari è stabilito come pressoché assoluto, né sulla possibilità che vi sia un calo di ossigenazione per apparati polmonari assai giovani causato dall’uso prolungato della mascherina;

- che neanche risulta che il DPCM abbia disciplinato l’imposizione dell’uso delle mascherine ai suddetti minori subordinandola alla adozione da parte degli istituti scolastici di specifici indirizzi operativi pratici per le singole classi, dando precise indicazioni sul monitoraggio del livello di ossigenazione individuale del minore dopo l'uso prolungato della mascherina, sull’ausilio da fornire in modo immediato agli scolari che diano segno di affaticamento, sulle modalità per valutare “la compliance del bambino nell'utilizzo della mascherina e il suo impatto sulle capacità di apprendimento”;

– che, infine, dal DPCM impugnato non emergono elementi tali da far ritenere che l’amministrazione abbia effettuato un opportuno bilanciamento tra il diritto fondamentale alla salute della collettività e tutti gli altri diritti inviolabili, parimenti riconosciuti e tutelati dalla costituzione, fra cui primariamente il diritto alla salute dei minori di età ricompresa fra i 6 e gli 11 anni, sì da poter connotare di ragionevolezza e proporzionalità l’imposizione a questi ultimi dell’uso di un dispositivo di protezione individuale in modo prolungato e incondizionato, anche “al banco” e con distanziamento adeguato.”


Diversi Garanti per l’Infanzia regionali e locali nelle settimane scorse si sono espressi molto criticamente sia sulla chiusura delle scuole (tanto più che, fatta a discrezione dei decisori locali, diventa un elemento di discriminazione territoriale tra coetanei), sia sull’obbligo di mascherina al banco, sollevando in entrambi i casi la questione della necessità, della proporzionalità e dei danni causati da queste misure (24, 25, 26).



LUOGHI DI CULTURA


Come la scuola, i luoghi di cultura sono tra i più controllati e sicuri. Nei cinema, nei teatri, nei musei si dà intrinsecamente la possibilità del più rigoroso distanziamento (nei primi due casi in condizione statica, e tenendo tutti lo stesso orientamento, peraltro), del disciplinamento e del contingentamento. In questi luoghi inoltre avviene una sistematica registrazione dei presenti/utenti, che può essere usata per un tempestivo ed efficace tracciamento in caso di necessità. Una prova della sicurezza dei luoghi di cultura è il monitoraggio dell’AGIS nei teatri aperti tra metà giugno e metà ottobre, che ha rilevato un solo caso di contagio (27).



SPORT


Discorso analogo per le palestre e per le sedi di attività fisiche, sportive, agonistiche (riconoscendo l’opportunità di riflessioni specifiche per gli sport di contatto). Anche questi contesti sono luoghi controllati, igienizzati, sicuri, dove possono essere rispettate nel modo più rigoroso regole precise. Tanto più dopo che i gestori hanno fatto specifici investimenti per adeguare luoghi e strutture alle indicazioni governative dopo il primo lockdown.



ESITI DRAMMATICI E PARADOSSALI


Sappiamo che la mancanza della scuola, delle occasioni culturali e dello sport è rimpiazzata dall’intrattenimento digitale, spesso fruito in modalità e in quantità incontrollate e dannose. Oppure – per chi rifiuti il progressivo isolamento e la “sindrome della capanna” – dalla ricerca di svago e di socialità negli unici luoghi che è consentito frequentare più o meno liberamente, come i centri commerciali o gli spazi urbani: contesti talvolta affollatissimi, privi di protocolli e di controlli, in cui non c’è registrazione dei presenti ed è praticamente impossibile un completo tracciamento dei contatti. 

Per molti giovani queste sono le uniche alternative allo stare chiusi in casa, esposti al rischio della depressione e dell’impoverimento relazionale (28, 29).

Queste misure – dai benefici epidemiologici estremamente dubbi, lesive per contro di diritti naturali e costituzionali, causa certa di gravi danni – possono dunque comportare un aumento del rischio di contagio da covid-19: questo paradosso dovrebbe indurre chiunque a una seria riflessione.



LA POLITICA SAPPIA DARE


Per concludere: a quasi un anno dallo scoppio della pandemia è intollerabile che alla salute e alla possibilità di un sano sviluppo dei bambini e dei ragazzi siano riservati così pochi riguardi, sforzi, risorse e preoccupazioni. È intollerabile che dopo 12 mesi di stato di emergenza, e dopo due violente ondate epidemiche, separate da una lunga tregua estiva, la politica non sappia ancora dare risposte concrete ed efficienti nel senso di offrire opportunità di tutela, intervenendo con più servizi e più sicurezza laddove è necessario (il trasporto pubblico, per esempio); continuando invece a inseguire un fragile, utopistico equilibrio socio-sanitario nel modo più semplice, cieco e disperato: chiudendo, isolando, togliendo.



Bambini e ragazzi stanno perdendo fiducia in loro stessi, negli adulti, nella società, nelle istituzioni, nella politica, nel futuro.


Chi pensa al bene, ai diritti, alla salute di bambini e adolescenti? 


Chiediamo al Presidente della Repubblica, ai garanti per l’infanzia, al CTS, all’Ordine degli Psicologi, all’Ordine dei Pediatri, a tutte le associazioni e figure istituzionali e professionali preposte o votate alla tutela dei minori, di prendere una posizione chiara e netta su questi temi, e di profondere il massimo impegno perché le politiche anti-covid non comportino il sacrificio dei più giovani.


Chiediamo al Governo di tutelare i diritti umani, naturali e costituzionali dei minori, anche laddove i governatori e gli amministratori locali li limitino o li neghino, per rispetto della Costituzione e della Legge 176/1991 che ratifica la Convenzione sui Diritti del Fanciullo di New York. 


Chiediamo ai decisori nazionali, regionali e locali, di adottare, nella gestione della crisi, un approccio razionale, rispettoso dei cittadini e della Costituzione, improntato a proporzionalità, responsabilità ed efficacia, che non proceda attraverso l’imposizione di privazioni indiscriminate e che non scarichi il costo di inefficienze, mancanze, ritardi e disorganizzazione sui cittadini, soprattutto su quelli più bisognosi di attenzioni e che hanno minore possibilità di farsi sentire.


Chiediamo l’immediata riapertura delle scuole; la rimozione dell’obbligo di mascherine al banco, a partire da elementari e prime classi delle medie; l’apertura dei luoghi di cultura e la ripresa delle attività sportive.



FIRME



Referenze:


1) https://www.repubblica.it/scuola/2020/11/06/news/la_scuola_e_salute_l_appello_di_otto_specialisti_al_governo- 273364944/


2) https://www.orizzontescuola.it/il-pedagogista-novara-bambini-con-le-mascherine-come-chiedere-ai-calciatori-di-non-correre-mentre-sono-in-campo/


3) https://cppp.it/approfondimenti/dettaglio/per-genitori/giu-le-mani-dai-bambini-daniele-novara


4) https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2021/01/10/news/il_presidente_dell_ordine_degli_psicologi_sulla_ dad_stare_in _classe_non_e_solo_studiare_a_questi_giovani_manchera_una_pal-282019363/?ref=RHTP-BH-I281217261-P6-S9-T1


5) https://www.corriere.it/cronache/21_gennaio_09/agostino-miozzo-territorio-scelte-anarchiche-sono-triste-ragazzi-5a716012-5250-11eb-bd49-c1eb648dc155.shtml


6) https://www.corriere.it/politica/20_novembre_23/riapertura-scuola-scuole-covid-miozzo-7074da84-2cf7-11eb-a006-0b5f9624cb77.shtml


7) https://www.lastampa.it/topnews/dossier/2020/12/24/news/i-dossier-de-la-stampa-scuola-natale-1.39687289


8) https://www.ilsole24ore.com/art/la-generazione-perduta-covid-buchi-apprendimento-30-50percento-ADKibZCB


9) https://e5f75284-78d8-45a4-8bc8-bc14361a0051.filesusr.com/ugd/7c5e80_d3715256127e4f13bff150b461ea9499.pdf


10) https://secure.avaaz.org/community_petitions/it/consiglio_nazionale_ordine_degli_psicologi_ordini__il_disagio_dei_bambini_e_dei_ragazzi_lappello_degli_psicologi_italiani/?crLqccb&utm_source=sharetools&utm_medium=copy&utm_campaign=petition-1166759-il_disagio_dei_bambini_e_dei_ragazzi_lappello_degli_psicologi_italiani&utm_term=rLqccb%2Bit


11) https://www.repubblica.it/scuola/2021/01/14/news/violati_i_diritti_dei_minori_riaprite_le_scuole_in_presenza_-282484035/?ref=RHTP-BH-I281542667-P9-S10-T1&fbclid=IwAR0Ldt9gZnPkk9qHZQMcbq4GQpv8g_wokm9lUXR9BaTQdtohMXho8AbMmK8


12) https://m.espresso.repubblica.it/attualita/2021/01/18/news/in-aumento-tentati-suicidi-e-autolesionismo-1.358584?ref=fbpe&fbclid=IwAR2JhIAbVBGbuNNuBTrj9uVIBmhgzjDQZr25YuOlgRs947mj7LLFe_wIRZE


13) https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2020.12.16.20248134v1?fbclid=IwAR2T0Vv_ThKNYqO86rRGVYIjTs3lv84eMY3EMFx7lLR6f5di8ds1QEucdz8 


14) https://www.fanpage.it/politica/la-scuola-e-un-luogo-sicuro-lincidenza-di-positivi-tra-studenti-e-inferiore-a-quella-generale/


15) https://www.nature.com/articles/d41586-020-02973-3


16) https://sip.it/2020/12/17/covid-scuola-sicura-con-rispetto-norme-ricerca-sip-bambino-gesu-ido/


17) https://www.quinewsfirenze.it/firenze-novemila-test-rapidi-scuole-8-positivi-covid-coronavirus-screening.htm


18) https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/effettuati-oltre-1-500-tamponi-nessun-positivo-nelle-scuole-per-i-più-piccoli-modalità-drive-through-1.5927332


19) https://www.corriere.it/scuola/secondaria/21_gennaio_13/scuole-superiori-chiuse-daniele-novara-denuncia-danni-dad-27b82218-54c2-11eb-89b9-d85a626b049f.shtml?fbclid=IwAR2w788ZXzZvr0nB08vXJv_hjAVEqIPZc0glhIyj3UbAbeZRTjTRGpsU1dk


20) https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_gennaio_15/vittoria-tar-si-torna-scuola-anche-emilia-romagna-843b022a-5716-11eb-a2d5-7907f108a619.shtml


21) https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/01/14/scuole-superiori-il-tar-lombardia-sospende-lordinanza-della-regione-sulla-dad-al-100-da-lunedi-le-superiori-tornano-in-classe/6065135/


22) https://www.who.int/publications/i/item/WHO-2019-nCoV-IPC_Masks-Children-2020.1


23) https://lacittanews.it/2020/12/05/46271/


24) https://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2020/11/16/news/mascherina-obbligatoria-a-scuola-la-garante-dell-infanzia-della-toscana-troppi-rischi-si-riveda-la-norma-1.39547360


25) https://www.ilreggino.it/societa/2020/11/28/bovalino-racco-scuole-chiuse-sacrificio-ingiusto-per-i-bambini/


26) https://www.lavocedeltrentino.it/2020/11/19/il-garante-dei-diritti-dei-minori-contro-lobbligo-di-indossare-sempre-la-mascherina-a-scuola/


27) https://www.ilsole24ore.com/art/il-grido-dolore-teatri-che-sono-luoghi-sicuri-e-hanno-avuto-solo-contagio-ADJaTYy


28) https://www.huffingtonpost.it/entry/oggi-gli-studenti-campani-dove-sono-nei-centri-commerciali-ho-visto-le-foto-non-credo-siano-luoghi-piu-sicuri-della-scuola_it_5f89ca65c5b62dbe71c268bd


29) https://bari.repubblica.it/cronaca/2021/01/10/news/scuola_al_centro_commerciale_-281941825/


lunedì 16 novembre 2020

700 firme contro la mascherina al banco

In questi giorni ho ricevuto moltissime adesioni all’appello contro la mascherina al banco, oltre 700, e ho passato diverse ore del fine settimana a ricopiare le firme sotto la lettera. Avrei voluto scrivere una riga di conferma e di ringraziamento a tutti, soprattutto a chi ha lasciato nella email anche pensieri e testimonianze, a volte struggenti; ma dopo le prime 150 ho preso atto che l’impresa era superiore alle mie forze e al mio tempo. Vi ringrazio tutti qui. Questa sera stessa invierò la lettera ai destinatari e agli organi di stampa sperando che l’appello possa avere ascolto e visibilità. Mi impegno a scrivere una email collettiva, a tutti i 700 firmatari, prossimamente, per raccontare se ci saranno riscontri e sviluppi.

giovedì 12 novembre 2020

APPELLO CONTRO L'OBBLIGO DI MASCHERINA AL BANCO

Ill.mi

Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Ministro della Salute, Roberto Speranza

Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina

Coordinatore del CTS, Agostino Miozzo

Presidente del Consiglio Superiore della Sanità, Franco Locatelli

Vicepresidente UNICEF Italia, Carmela Pace

Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

Garanti regionali per l’Infanzia



13 novembre 2020



“In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l'interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente.”

Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, Art. 3



Siamo profondamente turbati dalla decisione del Governo di imporre agli studenti a partire dai 6 anni la mascherina anche al banco, per tutta la durata della permanenza dentro la scuola, quindi per cinque, sei o otto ore consecutive, tolto il momento del pranzo.


Siamo perfettamente a conoscenza della situazione epidemiologica del Paese e come tutti siamo attenti, partecipi e preoccupati. Tuttavia, questo non ci impedisce di interrogarci su una misura che non appare basata su un’attenta valutazione del rapporto rischi/benefici; soprattutto se questa misura non è “neutrale”, ma investe pesantemente la vita dei nostri figli, di tutti i bambini e adolescenti che, come adulti, abbiamo il dovere di proteggere.


Riteniamo che l’obbligo della mascherina al banco sia una misura:

  1. di non evidente necessità rispetto alla specifica situazione epidemiologica dentro le scuole;
  2. che può penalizzare l’apprendimento e lo sviluppo relazionale;
  3. che espone bambini, adolescenti e giovani a rischi potenziali, descritti e documentati dall’OMS, alcuni dei quali sono legati alla stessa covid-19, con aumento del rischio di contagio anche per i compagni, il personale scolastico, le famiglie e la comunità tutta;
  4. espressa in modo non evidente e incontrovertibile nel DPCM 3 novembre.

mercoledì 7 ottobre 2020

PETIZIONE - PER UNA SCUOLA APERTA SICURA SERENA

Iniziativa promossa da Pillole di Ottimismo e da Carlo Cuppini (Operatore culturale ed editoriale). Per aderire, FIRMA QUI: http://chng.it/BtPFQCvggz

Lettera aperta

Ill.mo Presidente del Consiglio dei Ministri
Ill.ma Presidente del Senato della Repubblica
Ill.mo Presidente della Camera dei Deputati
Ill.mo Ministro della Salute
Ill.ma Ministro dell'Istruzione
Ill.mo Coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico

Ai tempi del virus SARS-CoV-2, le decisioni sulla scuola sono fra le più difficili da adottare. Si tratta di comparare rischi complessi, in un contesto non agevolato dalle politiche scolastiche dei decenni precedenti. Sono quindi comprensibili le cautele e anche le preoccupazioni dei decisori, persino quando appaiono eccessive. Oggi però esiste, a nostro avviso, evidenza scientifica (documentata in fondo a questo testo) sufficiente per riesaminare alcune delle decisioni sin qui adottate allo scopo di meglio conciliare l'esigenza di contenere il virus in ogni ambiente con le specificità del contesto scolastico e con le esigenze di socialità, cultura e apprendimento di ragazzi e bambini.
Le misure di prevenzione adottate in Italia sono infatti estremamente stringenti per la scuola, la cui ripresa è stata regolamentata come se essa fosse il contesto sociale con il più alto rischio di contagio del virus. In realtà, allo stato attuale gli studi epidemiologici nazionali e internazionali pubblicati sulle migliori riviste scientifiche (di cui riportiamo i riferimenti negli allegati) mostrano che
  • I giovani si ammalano meno della COVID-19;
  • Al contrario di quanto avviene per l'influenza, il ruolo dei più giovani nella trasmissione di SARS-CoV-2 è limitato;
  • La trasmissione bambino-adulto è meno frequente rispetto a quella tra adulti;
  • La riapertura delle scuole non è stata associata ad un significativo incremento della diffusione del virus.