blog di Carlo Cuppini

blog di Carlo Cuppini



sabato 15 maggio 2010

Pisciare

Neanche lo spaesaggio stroppicciato ti piace

Ti lanci contro il muro a testate
rovesci i giochi del bambino
intasi gli scarichi fai esplodere
il traffico urbano

Ti hanno incastonato per strada
non hai visto il cartello attenzione
cemento fresco ci si può attaccare

Tu ci sei andato a pisciare

venerdì 14 maggio 2010

Già espletato

L'angelo che ha cantato sparisce
e riappare al di sotto
tra i capelli sottopelle
nel piano inferiore del condominio
dove si vive
con le opinioni i ramarri
dove passa la guerra
le elezioni
le mense disuguali
i matrimoni combinati o casuali
quaranta tipi di dentifricio sugli scaffali

Cosa ci vieni a fare
nel supermercatumano angelo afono
volatilizzato
destinato a sparire muto
pezzo di canto già espletato
umore divino prosciugato
che non si può riciclare

mercoledì 12 maggio 2010

Colline nuove


Cancella l'impronta umana che hai lasciato
fai posto a colline nuove sul torace

Il fango va essiccato poi cotto e mangiato
anche la maschera facciale si rompe

L'impronta deglutita nella mente
il suono dell'esofago sarà la tromba

Annunciare la ritirata
dei liquidi traboccati

Sotto l'esondazione resta riserva
salina splendente di luce e polvere

C'è nel barattolo figura antropomorfa
munita di ali in cristalli sbriciolati

Tensione

Cercando la lampadina nel buio della stanza
anche da in cima alla scala non si riesce a svitare

Non si riesce a riesumare la luce
dalla fossa dove è sprofondata
non si ferma la disfatta
dell'attesa che muore

Accade anzi che ora cadi dai gradini
e non c'è l'angelo ad afferrarti
come avresti sperato
ma ragni che attutiscono l'impatto
sformicolando tra le mani

Le piastrelle si sgretolano al contatto
la testa finisce in cantina
dove la festa è già iniziata da un pezzo
e la luce è tutta là dentro
detona nel colpo
esplode nell'occhio
arriva alle giunture delle braccia
che si stendono orizzontali

Tensione di fili elettrici in aperta campagna
ronzio acceso di corrente sui nervi
ci si posano i passeri per eccitarsi
e come cacano forte
per terra

lunedì 10 maggio 2010

Deserto

L’angelo abbraccia il soldato
l’angelo ha incrociato le rotte
dei conquistatori coloniali

L’angelo è bianco accecante
esplode in frammenti di polvere
sotto la ruota del blindato
sangue atlantico su sabbia rovente
nel deserto il boato

L’angelo ha scelto la parte
svelando il suo sesso di uomo
l’angelo si è fatto spuntare
file di denti di rettile
tra il piumaggio di ali

Portano in patrie le bare
nel deserto non si usano bare

Se in Palestina scoppia la non violenza

Reportage di Carlo Cuppini da At-Tuwani, villaggio di pastori sulle colline a sud di Hebron. Cisgiordania, Palestina, agosto 2009. I soprusi e le violenze dei coloni israelini appartenenti a un movimento di ultradestra religiosa. La resistenza non violenta dei pastori e degli abitanti di fronte a soprusi dei coloni, appartenenti all'ultradestra religiosa israeliana. Pubblicato su Latinoamerica n. 109. (La rivista è acquistabile in tutte le librerie Feltrinelli)

domenica 9 maggio 2010

Una poesia ritrovata

Accelerazione gravitazionale
scontro di protoni sotto il Monte Bianco
e adesso compari in cucina
seduto alla sinistra alla mia tavola
con bianche ali di stoffa
candide e ben stirate e consegnate
al segreto fuori dal tempo

Nessuna sorpresa riguardo al tuo aspetto
lasciamelo dire
né al tono di voce e alle parole
la minestra nel piatto fuma ancora
mangiamola e poi discutiamo
un po' del governo delle faccende
condominiali
dei traffici d'organi e di ordigni illegali
dei nuovi alberi piantati lungo il viale

Intanto c''è un altro angelo che aspetta di sotto
di certo fuma appoggiato al lampione
e un terzo che è
nero ed enorme -lo so-
grosse penne d'uccello
sta dormendo disteso
sul tetto

sabato 8 maggio 2010

Un altro angelo

Angelo pane
angelo bicchier d'acqua
angelo tutta luce
cancelli dagli occhi la pece
ritorni respiro all'addome
angelo intreccio neuronale
angelo piedi di nuvola
altro me stesso che in me
cresce ogni giorno propaggine
degli organi spinti alla pelle
angelo tumorale non
fare il male angelo che apri
la strada tra cellule scempiate angelo
tecnologico perfezionato
inalato da flebo che evacua
espelle i detriti i rottami
per pulizia di visione per
attesa di un assente presente
angelo ieri
domani fratello accanto al mio
me che ora dorme angelo
pomeriggio assolato senza umani
parola che si lascia scordare
cenere nell'
impronta svuotata dal piede
che è andato

sabato 1 maggio 2010

Se in Palestina scoppia la non violenza

Articolo pubblicato su "Latinoamerica (e tutti i sud del mondo)" n.109, ottobre/dicembre 2009


Se in Palestina scoppia la non-violenza: At-Tuwani, Bil'in e gli altri

1.
La resistenza palestinese in Cisgiordania sta approntando una nuova arma per combattere l’occupazione militare. Si tratta di uno strumento ancora in fase di collaudo, ma che sta già dimostrando la sua efficacia e fa innervosire le autorità israeliane: il suo nome è “non-violenza”.
Già nel corso della seconda intifada (2000-2006) è iniziato un processo di trasformazione nella consapevolezza politica e nelle scelte strategiche di parte della società palestinese. Le cause sono diverse. Il fallimento di un’opposizione popolare improntata alla violenta, della lotta armata e del terrorismo (che sono comunque tre aspetti distinti che non vanno assimilati) è conclamato, ed è chiaro a tutti che a beneficiarne è stata la politica espansionistica israeliana. Con il pretesto di reprimere le violenze popolari e prevenire gli attacchi terroristici l’esercito ha eliminato fisicamente, con arresti e omicidi, centinaia di leader della resistenza e decine di migliaia di militanti, e ha potuto stringere la popolazione civile in una morsa ancora più estrema di disperazione, privazioni, distruzioni, rappresaglie -in una parola: terrore. In secondo luogo, la delusione dei palestinesi verso i propri rappresentanti politici e l’ANP, accusati di essere corrotti e interessati più dal dialogo diplomatico con Israele che ai problemi reali dei palestinesi, è tangibile: la dimostrazione è arrivata con il successo di Hamas alle elezioni politiche del 2006. Ma chi ha gridato alla deriva islamista della protesta palestinese si è ingannato: troverete pochissime persone in Cisgiordania che vi diranno di avere votato Hamas per motivi religiosi; la maggior parte vi spiegherà che Hamas rappresenta un’alternativa ai negoziati portati avanti da Al Fatah, ormai vuoti e rivolti soprattutto a consolidare il potere della vecchia classe dirigente palestinese grazie al consenso diplomatico israeliano. Infine, il Muro di separazione fatto erigere da Sharon all’interno del territorio destinato allo Stato Palestinese, che ha di fatto annesso a Israele il 38% della Cisgiordania, ha trasformato loro malgrado gli abitanti dei villaggi prossimi alla frontiera in nuovi protagonisti della resistenza. Questi villaggi rappresentano una realtà completamente diversa da quella delle città e dei campi profughi, dove è scoppiata l’intifada, che da 40 anni pagano il prezzo più pesante dell’occupazione militare: qui la vita si è svolta finora in una condizione di relativa tranquillità, tra pastorizia, agricoltura e in qualche caso una piccola produzione industriale. Da un giorno all’altro, gli abitanti di Bil’in, Nilin, al-Ma’sara, e di decine di altri villaggi, si sono trovati separati dai propri campi, impediti a raggiungere ospedali scuole o fabbriche poco distanti; si sono visti espropriate grandi porzioni di terra e hanno assistito a una nuova vertiginosa espansione delle colonie negli appezzamenti rimasti chiusi al di là del Muro. Alcuni villaggi, come Nilin, sono stati completamente accerchiati dalla barriera, e l’entrata e l’uscita delle persone è regolata in modo arbitrario dai militari posti ai varchi. Proprio a Nilin è accaduto che a una donna prossima al parto e a un uomo bisognoso di cure ospedaliere sia stato negato di lasciare il villaggio senza che venissero fornite spiegazioni sul motivo. Decine di volte ai bambini viene impedito di recarsi alla scuola che si trova fuori dal villaggio. Gli esempi di questo impero dell’arbitrio e dell’illegalità (il Muro è stato dichiarato illegale dalla Corte Internazionale di Giustizia, come tutte le colonie costruite a partire dal ‘67) da parte dell’esercito israeliano sono innumerevoli: una visita a due o tre di questi villaggi vi permetteranno di tornare a casa con decine di storie inverosimili, ma vere e verificabili presso gli uffici dell’ONU e delle diversi organizzazioni internazionali presenti. E tutte queste storie che potreste ascoltare saranno accomunate dallo stesso sgradevole odore di sopraffazione, di razzismo, di rappresaglia contro i civili, di punizioni collettive per crimini di singoli, o addirittura per nessuno crimine.

mercoledì 10 marzo 2010

Osservazioni scientifiche



Poesie per una scienza dal sapore di davanzale




1

adesso che l’attesa del sereno
non riguarda la scienza meteorologica
ma il segreto
dei rintocchi tra i polmoni
ora che il patto con la sussistenza
del cuore sembra un fiore
che sta per essere strappato
è urgente che il rosso sia tenuto a bada
che il nero non sconfini sul bianco
è un problema di ottica
che chiama in causa il cromologo
dovunque lui si nasconda qualunque
sia il motivo per cui la
sua professione non è
stata inventata



2

non possiamo far altro che inviare un fax al nostromo
(mandato in copia anche all’addetto al periscopio)
perché vogliamo pregare che il mare
che ci ha sospinti alla riva alla vita
all’inizio del tempo che è stato
l’inizio del frattempo incrinato
che ci troviamo a abitare – pregare
che il mare si rinsaldi nell’aprire
davvero l’azzurro
nel versarci liquori salati
e dolcissimi
a noi
nel chiuso traspirante del torace
che poi ci riscaldi e rinsaldi
ci rinsaldi davvero
l’un l’altro
tra umani

3

Lucy ti amo
preistorica nonnina
donnissima stellare
terrestre come poche
mucchietto d'ossa identica
al fossile
femmina splendente ignara di belletti
tu che hai dato inizio alla specie
almeno secondo i sussidiari
specializza in cerette
Madonna senza annuncio
senza Cristo né ascensione
tu sei più Eva dell'altra Eva quella vera
e chissà che razza d'Adamo
è stato il tuo uomo
povero cristo condannato all’oblio
sprofondato tra righe cancellate
dei già rarefatti annali ancestrali
ridotto a poltiglia immemorabile
come i più
come i quasi tutti
polverizzato in assoluta inesistenza
postumità fatta uomo
spazzato via dal vento della storia
padre nostro che sei più niente
condannato al ruolo dell’assenza
molto prima che il giovane Sigmund
facesse su tale tema un gran rumore
tre milioni e mezzo d’anni prima
anno più anno meno che la tua Lucy
si svegliasse a nuova vita in una teca
paleontologicamente a norma
e come donna votata per l’eterno allo sposo
divino ricevesse un nome nuovo
(e chissà qual era il primo)
per via del quale noi
devoti discendenti e fruitori della
postumissima ostensione
porteremo a te - Lucy - al cospetto della teca
ogni tredici dicembre
the biscotti e cincillà



4

patologia in regalo coi punti
della spesa contentamento isterico
senza pretesa di felicità alcuna
familiarità dell’accumulo
non necessariamente con incremento
di colesterolo (dice il medico) nel brodo
alle verdure primordiale
da cui (dice il biochimico) è nata la vita e
poi un tal giorno con ogni probabilità (statistica)
rinascerà la creatura che
abbatterà l'ipermercato e
farà cadere il governo a ditate e
morderà a sangue il morso arrivando a
strappare le redini
dato che nascerà con sul collo
(dice l'esperto di marketing)
un’etichetta sbagliata
come un inverso Kong King
un increscioso refuso nel suo
perciò sovversivo
(sostiene l'esperto di guerriglia urbana e rivoluzione)
codice a barre



5

attendi con le mani nel fuoco
attendi con l’argilla nel grembo
attendi me
preservando l’arsione e il bagnato
me che sono il Sismologo
me che è tutto il giorno che misuro
me che con dovizia ho fabbricato
le tue mani che avvolgono il mondo
che con amore ne rinviano
il collasso



6

prova a ringhiare
se ne sei capace
magari davanti allo specchio per notare
la tua maschera umana crollare
vedere il tuo aspetto tornare animale
e poi passerai all’azzanno
al fornicare al domandare
carezze in vertigine di contropelo

ecco ora sei davvero pronta
per iniziare a imparare
il gioco degli scacchi e lo stile
ti studierò al microscopio
dell'amore assoluto
carissima compagna di specie



7

guarda nel buco della serratura
e vedrai nella stanza ovattata
invecchiata di almeno ottant’anni
te stessa ammazzarmi nel buio
strangolarmi con cura in guanti bianchi
e senza dar mostra di sforzo guardare
la mia faccia farsi muso di scimmia
mentre cede il ginocchio
e cado sghembo ai tuoi piedi
e si frantuma la rotula sul marmo
e non protesto né fiato
e ti inchiodo con gli occhi e ti ascolto
il tuo profumo di donna
che emana dal volto e dagli occhi
incantevoli e musicali
dall’interno dei guanti
e non pensare che a questo punto io ammetta
che è stato un errore insegnarti la strada
e poi darti la chiave
e mostrati la porta e la serratura
che qui c’è frescura di uccelli mia cara
li vedo bene e li vedi anche tu
se ti sporgi oltre il buco
il sollazzo svolazzante intorno al corpo
sollievo per il mio
disteso rinsecchito
incamiciato cadavere



8

Darwin ha scoperto animali strani
mentre Darwish cantava di una donna in amore
e a Foggia si spiaggiavano nove balenotteri
che avevano mangiato sacchetti colorati
ed escrementi tossici in quanto umani
(bestie di dieci metri lasciate a agonizzare
per tre giorni abbondanti dato che nessuno
aveva idea di come fare a ammazzarli)
intanto nel mio piatto carne di si struzzo e di maiale
e di maiale ce n'è anche nella valvola
nuovissima cardiaca di mia nonna
il grasso di foca invece è sulle scarpe
che poi sarebbero di vitello
che poi si estingue -la foca- ed è tenerona
ma nella marcia dei pinguini è cattiva
perché mangia le pinguine femmine
e poi non si fa mangiare dall'orso che alla fine
è quello che si estingue davvero e lascia
solo un lascito iconografico
sul tappo della bevanda
di babbo natale

abbiamo dismesso l'etica
abbiamo ritirato la nostra iscrizione
al regno animale
così la zoologia
se non è insurrezione
non è altro che la scienza che studia
gli umani che vanno allo
zoo