blog di Carlo Cuppini
blog di Carlo Cuppini
mercoledì 28 settembre 2011
lunedì 26 settembre 2011
Lettera a Mariastella Gelmini
c.a.
Mariastella Gelmini
Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Governo Italiano
p.c.
Ufficio Stampa del MIUR
Gentile Ministro Mariastella Gelmini,
la nostra amata Costituzione prevede che un Ministro risponda delle sue azioni e delle sue dichiarazioni davanti al Parlamento, il quale dà o revoca la fiducia al Governo. Ma essendo diventato il Parlamento Italiano, per la maggior parte dei suoi membri, un'emanazione diretta del Governo (grazie a una "porcata", che sarebbe più opportuno chiamare "golpe", voluta dall'attuale Capo del Governo), mi sembra naturale e ragionevole che i cittadini chiedano conto essi stessi ai membri del Governo. Ecco perché ritengo che lei, Ministro, dovrebbe rispondere anche a me, semplice Cittadino, a proposito delle sue dichiarazioni sul famoso esperimento dei neutrini al CERN.
Veniamo subito al sodo:
1) Ci può spiegare cosa intende per "vittoria" quando dice che
"il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo"?
Il concetto di vittoria pertiene solitamente agli ambiti dello sport, del gioco, della sfida, del combattimento e della guerra. Raramente si rintraccia in un contesto scientifico. Lei provi a cercare su un motore di ricerca "vittoria scientifica", o "vittoria della ricerca scientifica": salteranno fuori soltanto, oltre al suo comunicato, pagine curate da fanatici di wargames. La "vittoria" è legata al raggiungimento di un obiettivo prefissato. In mancanza di tale condizione si dovrebbe parlare piuttosto di "conquista", "scoperta", "successo", "innovazione", "progresso". Non risulta che il superamento della velocità della luce fossa un obiettivo prefissato dell'esperimento. Dunque, in che cosa consisterebbe la "vittoria"? E quali erano i termini della gara?
sabato 24 settembre 2011
Semi ottica 5 - Democrazia
Esportare democrazia, e lampredotto
Ecco che c’è: tutti esportano diritti, diritti umani e democrazia! Ecco che gli USA invadono l’Iran – e l’Iran invade la Cina – la Cina invade il Vaticano – il Vaticano invade San Marino – poi San Marino invade Firenze – Firenze invade Tavarnelle – Tavarnelle invade Ponte d’Arbia... Tutti esportano democrazia! Perché là si spara ai dissidenti – perché qua c’è gente senza casa – perché su le donne non guidano – perché giù le elezioni non valgono – perché costì si schiaffeggiano i bambini – perché costà non si fa il lampredotto... Esportano, esportano democrazia! I diritti piombano su ogni nazione, come bombe a grappolo, proiettili a frammentazione. Salutiamo il cambiamento che arriva, con odore di fosforo bianco, sangue di profughi, uranio impoverito. Magnifiche le sorti, progressive! (Eppure eppure non so bene perché, vorrei un’astronave che esportasse via me).
Pubblicato in "Cultura Commestibile" n.34, con "Il Nuovo Corriere di Firenze", 24/9/11
venerdì 23 settembre 2011
Cerniere (da Lucrezio)
Corpo disteso squadernato ricoperto
di gemme-parole come piaghe
cerniere di denti metallici
tirare linguetta del verbo per aprire
bocche occhi riversanti persona
su curve di cose concave fuori
serrate addentate a rivelarsi cicatrici
feritoie di frecce sebastiàniche lanciate
come simulacri degli oggetti dardi
inficcati poi incorpàti e archiviati
al di dentro tra tendini fasce
cementate di tendini tra intermondi
densi di iperspazi dove posto per roba
da stipare ce n'è in abbondanza
atlante delle offese col tempo
divenute illeggibili criptate
allo sguardo esterno al domani
bocche rosse boccheggiano oralità grondare
di piaghe piantate di semi spalancati
riscatto di infiorescenze veneree
di gemme-parole come piaghe
cerniere di denti metallici
tirare linguetta del verbo per aprire
bocche occhi riversanti persona
su curve di cose concave fuori
serrate addentate a rivelarsi cicatrici
feritoie di frecce sebastiàniche lanciate
come simulacri degli oggetti dardi
inficcati poi incorpàti e archiviati
al di dentro tra tendini fasce
cementate di tendini tra intermondi
densi di iperspazi dove posto per roba
da stipare ce n'è in abbondanza
atlante delle offese col tempo
divenute illeggibili criptate
allo sguardo esterno al domani
bocche rosse boccheggiano oralità grondare
di piaghe piantate di semi spalancati
riscatto di infiorescenze veneree
Il Papa
Fa effetto sentire il Papa che dice (cito a memoria): "Date le circostanze, capisco chi si allontana disgustato dalla Chiesa". Fonti non del tutto attendibili hanno riferito che appena fuori onda il Papa avrebbe aggiunto: "Potessi, lo farei anche io". E' comprensibile che Ratzinger si stia domandando "Chi me l'ha fatto fare?". Soprattutto dopo che la più grande associazione di vittime della pedofilia in ambito clericale (Snap) ha avanzato alla Corte Penale Internazionale la richiesta di processare il Santo Padre per crimini contro l'umanità.
lunedì 19 settembre 2011
Il "visto si stampi" preventivo
Violenza carnale sulla sintassi, cesure e cerniere che si aprono e si chiudono, montaggio e assemblaggio, dissezione, disseccamento, disidratazione, ready made veri o artefatti, lapsus, coazioni a ripetere, sinestesie hi-tech, collage multilinguistici, autismi, procedimenti automatici, traduzioni corrette o errate, balbuzie, citazioni, variazioni, anagrammi, assonanze, concatenamenti fonetico-semantiche, liste, elenchi incongrui, blackout semantici, omissis, regole arbitrarie. Questi e molti altri strumenti ci hanno lasciato in eredità l’arte e la poesia del passato (non solo quello recente: anche quando non si sognavano di essere provocatorie, ma si sognavano di essere) per mettere la creazione artistica al riparo dal ringonfiamento psico-patetico dell’io, per emancipare il linguaggio dai formati standard di un Presunto Realismo di Stato che garantisce il “visto si stampi” preventivo da parte dell'istituto della censura. E molti altri strumenti e modi sono ancora da scoprire, inventare, costruire, attuare e collaudare. A proprio rischio e pericolo, beninteso.
sabato 17 settembre 2011
Semi ottica 4 - Morti spartitraffico
Morti spartitraffico
“Più spazio per loro”. Dietro la scritta dei bambini stilizzati. Non è il manifesto di un comitato per l’infanzia, ma di un’agenzia di cremazione. In effetti, secondo attendibili modelli previsionali, qui si va ad aumentare a tal punto che una catastrofe epocale presto ci decimerà: dei futuri dieci miliardi di umani uno ne resterà. Allora sì che ci sarà da trovar spazio per le salme! Jünger vagheggiava l’impresa di un camposanto dai posti illimitati, tra gli anfratti della Cappadocia. Il genio fiorentino propone un modello di cimitero-spartitraffico: eretto nel XIX secolo fuori dall'abitato, riadattato dal Poggi a rotonda in mezzo ai viali, il Cimitero degli Inglesi è oggi un condominio con 1400 abitanti! A Sarajevo, durante la guerra, hanno fatto lo stesso: i morti infilati nelle aiuole, nei parchi, dentro le rotonde. Infatti, mentre l’ONU discuteva sul da farsi, la gente là moriva, eccome. E in Siria? Ne avranno abbastanza di aiuole?
Pubblicato in "Cultura Commestibile" n.33, con "Il Nuovo Corriere di Firenze" del 17/9/2011
mercoledì 14 settembre 2011
Lettera al Presidente della Repubblica
Ripubblico questa lettera di cui si è parlato oggi alla trasmissione
"Tutta la città ne parla" su Radio3
[vai al sito della trasmissione]
[ascolta il podcast della puntata]
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"Tutta la città ne parla" su Radio3
[vai al sito della trasmissione]
[ascolta il podcast della puntata]
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Presidente Giorgio Napolitano,
come italiano, come cittadino di uno stato democratico, come trentenne che guarda al presente e al futuro per sé e per il proprio Paese, io mi rivolgo a Lei con la morte nel cuore.
Presidente, è noto a tutti che la democrazia non è un dogma, né un dono, né una verità. Non è neanche la raggiunta e insuperabile perfezione nella storia della convivenza umana. Non è neanche qualcosa su cui si sia tutti d'accordo: nelle "repubbliche popolari", democrazia significa eliminare le differenze di ogni genere tra la popolazione, affinché nessuno se la passi peggio degli altri. Noi invece crediamo che la democrazia significhi "un uomo un voto". E certo non siamo senza ragione.
"Un uomo un voto".
Sì. Ma con quali regole?
Un voto per eleggere chi?
E un voto per assegnare quale tipo di potere, rispetto ai tre poteri fondamentali dello Stato?
E con quali possibilità di bilanciare, contrastare, influenzare gli altri poteri, non "dello Stato", che comunque condizionano la vita delle persone?
E attraverso quali meccanismi formali e sostanziali la fisionomia politica dello Stato viene modellata dal voto che ogni uomo è tenuto a esprimere?
Queste domande potrebbero avere risposte infinite. Le hanno, di fatto, dato che ognuna delle democrazie che conosciamo risponde diversamente ad ognuna di esse. Anche se il presupposto comune, indiscutibile, è sempre lo stesso: "un uomo un voto".
Anche in Iran, Egitto, Congo, Russia, Ruanda, vale lo stesso principio. E anche in moltissimi altri paesi. "Un uomo un voto".
domenica 11 settembre 2011
Il grido selvaggio del pesce
Il grido selvaggio del pesce
si è sentito fino in cima alla collina
dove nasceva il bambino senza occhi
che già a due mesi zampettava
senza limitazioni di orario tra i flutti
del grano verde tra le ondate violente di capre
tra coltivazioni biologiche di ordigni
e siluri nucleari sepolti
nel sogno di esplodere in capo al mondo
in un giorno felice e lontano
e lui alza le dita sulla testa a sondare l'aria
dita-antenne di novella cicala di mare
che canta e mette niente da parte
mentre il grido del pesce non si sa da dove
la investe e la tramuta geneticamente
si è sentito fino in cima alla collina
dove nasceva il bambino senza occhi
che già a due mesi zampettava
senza limitazioni di orario tra i flutti
del grano verde tra le ondate violente di capre
tra coltivazioni biologiche di ordigni
e siluri nucleari sepolti
nel sogno di esplodere in capo al mondo
in un giorno felice e lontano
e lui alza le dita sulla testa a sondare l'aria
dita-antenne di novella cicala di mare
che canta e mette niente da parte
mentre il grido del pesce non si sa da dove
la investe e la tramuta geneticamente
sabato 10 settembre 2011
Semi ottica 3 - Valori
Valori
Pubblicato su "Cultura Commestibile" n. 32, con "Il Nuovo Corriere di Firenze", 10/9/11
Politici corrotti, dirigenti strapagati, scandali sessuali: urge riaprire la questione morale! Conclamata sparizione dei valori, che fare? Intanto andiamo in Borgo Albizi, a vedere Palazzo Valori: per virtù onomastica potrebbe darci illuminazioni. Eretto nel Quattrocento da un Baccio, espropriato dai Medici, poi andato a un altro Baccio che ne abbellì la facciata con le erme degli illustri fiorentini. Ecco: a piano terra il Ficino, che scrisse (e anche bene) d’Amore e di Bellezza, tutto incrostato di polveri sottili, occhieggia a stento tra i miasmi di tre cassonetti; stessa sorte flatulenta per Accursio, Pier Vettori e l’Acciaiuoli. Si turerebbero il naso, al primo piano, Amerigo, l’Alberti e un altro paio. Sopra a tutti – ma non sottratti al fetore – Boccaccio, Petrarca e il sommo Dante, accanto all’Alamanni e a Della Casa, che argomentò sul decoro e le buone maniere. La gente li ha chiamati “visacci” perché se ne stanno lì imbambolati: e in effetti nel ritrarli il Caccini s’è impegnato ben poco. Loro, lapidei, non possono farlo; ma noi sì: smettiamo di fare buon viso a cattivo gioco.
Pubblicato su "Cultura Commestibile" n. 32, con "Il Nuovo Corriere di Firenze", 10/9/11
venerdì 9 settembre 2011
da "giriamo" a "cane"
[...]
giriamo le dita al contrario
scriviamo messaggi sul vetro
rovesciamo vetroresina nelle giunture
riportiamo scottature sul collo
noi non c'eravamo
e non ci siamo
le poesie bandite di Islam Samhan
le mani spezzate di Ali Ferzat
discutiamo dello stato dei denti
accusiamo l'assenza del cane
[...]
giriamo le dita al contrario
scriviamo messaggi sul vetro
rovesciamo vetroresina nelle giunture
riportiamo scottature sul collo
noi non c'eravamo
e non ci siamo
le poesie bandite di Islam Samhan
le mani spezzate di Ali Ferzat
discutiamo dello stato dei denti
accusiamo l'assenza del cane
[...]
giovedì 8 settembre 2011
Da "accusiamo" a "contrario"
[...]
accusiamo l'assenza del cane
discutiamo dello stato dei denti
le mani spezzate di Ali Ferzat
le poesie bandite di Islam Samhan
riportiamo scottature sul collo
rovesciamo vetroresina nelle giunture
noi non c'eravamo
e non ci siamo
scriviamo messaggi sul vetro
giriamo le dita al contrario
[...]
Pubblicata sul sito di "il futurista" [vai]
accusiamo l'assenza del cane
discutiamo dello stato dei denti
le mani spezzate di Ali Ferzat
le poesie bandite di Islam Samhan
riportiamo scottature sul collo
rovesciamo vetroresina nelle giunture
noi non c'eravamo
e non ci siamo
scriviamo messaggi sul vetro
giriamo le dita al contrario
[...]
Pubblicata sul sito di "il futurista" [vai]
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