blog di Carlo Cuppini

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giovedì 20 settembre 2012

PHALLUS – quartine anti-invecchiamento e anti-spam


1.
immediatamente raccogliere ed elaborare l'ottimizzazione della povertà:
abbiamo riportato che tutto lo spettro d’isolamento logico
è una componente importante del sito di dettaglio biologico,
è soggetto ai contratti aziendali se si desidera utilizzare una sporca nostra comunità

2.
il diritto di dubitare: scienza alimentare e un esame fisico della placenta,
corrispettivo d’animazione finito prima dello spettacolo: quindi fu il vecchio Harold
scrivere dire ossessione delirante sul sistema finanziario delle donne,
rimozione: gran parte della perdita di proprietà,

3.
ad esempio, si ha un vero problema con le rughe, come una ferita:
eventi complessi, bussola, e le immagini dei miei anni: uno dei proprietari ed io
eravamo per le strade, con le dita si colpiscono i contaminanti: oca, uovo, inserti,
juniores del rugby, più elementi del prezzo: e andare per una crema idratante quotidiana,

4.
per controllare sempre il dispositivo di prova di ascolto passivo, monopoli al sole,
per essere efficace in termini di riduzione, con contribuito autorizzato all'acquisizione,
la riparazione, l'umidità, e lo proteggono linee e rughe arrotondate,
cibo importante, modificati i prezzi, creme, software, e ricchezza d'oro, fantastica

5.
informazioni all'interno dell’oscurato: la mia vita, tutti i miei amici sono le persone migliori
invecchiamento, paletta, corpo, canali, rimborso, fluidi dell'anima, perdite:
trasporto di prodotti chimici e trattamento con acido solito retinoico,
prestazioni sessuali degli atleti, in onda: nuovo, non può essere, perché è grande:

6.
le loro grotte, tutta la moda!, scuola a piedi, sottoscrive, e parte spedizione insegnanti:
magnate infastidito!, è enorme la qualità dei diritti commerciali, di indurimento superficiale,
erano tutti intorno a noi, qualcuno graffiare l'altro negli occhi:
una prima,

7.
immagini come Knesset morte, credo che non sia aerodinamico:
lottato fino ad oggi, solo, uno sul metodo del ritmo mostra che la questione degli abusi: individui e ascensore: collo, può essere più bella e sexy, chi potrebbe andare,
tutti i modelli dei processi di tutti i tempi,

8.
non è un ruolo di pochi, aerografato nella lotta importante, collagene ablato,
il male formale comunicazione: proteine, ​​documenti, carrello: shopping:
o aggregazione di età, sì la crema può spostare più di tre gruppi di amici in tutto il mondo,
venditore fornisce lacca, calza lunga, notte, per fornire una persona sotto i mobili per i caduti,

9.
relazione causale tra istituzioni e alimenti, prima produzione di pigmenti organici
vicino a processo per gli animali: antiossidante, oro, come il latte, cancro,
condizioni fisiologiche e sanitarie, è corretto: non è per proteggere l'utente
dal momento che l'operazione è una persona buona: crema idratante urlando un buon posto,


note: 

traduzione di traduzione di traduzione di uno spam pubblicitario apparso 'misteriosamente' sul blog come commento al mio post "per coincidere" (e poi ancor più misteriosamente scomparso da solo)

intervento umano nella composizione: 5% (sulle parole) + 30% (sulla punteggiatura)

lunedì 17 settembre 2012

in Italia, meglio non farsi arrestare

in Italia, meglio non farsi arrestare, ma non è facile, ci vuole un manuale – in Italia, ad esempio, meglio non fare schiamazzi fuori da un locale, meglio non coltivare in casa certe piante, meglio non fumare cose vietate – meglio anche non passeggiare per strada (soprattutto se usi il cappuccio della felpa per come va usato, calzato sulla testa), potresti essere arrestato, o anche sparato – in Italia, meglio non intervenire, se vedi due poliziotti che importunano qualcuno per strada, ed esagerano con le maniere pesanti, se ti intrometti, ti potrebbero arrestare – in Italia, meglio stare buoni, obbedienti, farsi i fatti propri, fare il meno possibile, guardare la tv in casa, se possibile, sì, quella dovrebbe essere un'attività sicura – perché in Italia è meglio non farsi arrestare, perché alla scuola dei poliziotti una cosa proprio non la riscono a insegnare, che quando si parla di "arresto", non si deve sottintendere "cardiaco" – e questo è solo un volgare calambour, lo so – inopportuno e di cattivo gusto davanti ai morti ammazzati, e proprio oggi che quattro poliziotti sono accusati di avere ammazzato di botte un uomo di cinquantun anni, per strada, la cui colpa era di essere ubriaco, e di avere fatto baccano fuori da un bar, ma come trattenersi, se in Italia il Capo della Polizia – il sig. Manganelli – su un gioco di parole ha costruito una brillante carriera?

domenica 16 settembre 2012

bollettino #72: tàgliati (volare)

– tàgliati, per coincidere, spàrati, e poi tagliati gli occhi, le mani, con lametta da barba, se uomo, col filo di un foglio di carta, se donna, su cui hai scritto “nascondimi”, oppure il contrario, e guardi lo specchio, per poter dire “faccia”, e l’ombra ai tuoi piedi, per poter dire “corpo” – coincidere, per coincidere, solo smetti di esistere, stacca i piedi da terra, metti i piedi per terra, non puoi più usare il bancomat, smagnetizzato tu stesso, per primo, tu stessa, per prima, cerchi il nord col torace, la stella polare su mappe, di palpebre, allacciate, dall'interno – l’interfaccia, il cellulare, gli aggeggi, disabilitati, la distanza bruciata – coincidere, per coincidere, tirati fuori, leggero dolore addominale, per lo sforzo, localizzato nella terra, nel suolo, in mezzo ai bulbi oculari, un metro dietro a te, dove non puoi vedere, un metro sopra a te, dove non arrivare, un metro dentro te, dove non hai spessore, abbastanza, per stare, per riempire – dolore acuto e lieve, impercettibile, punto incessante, che scompare, dolce, senza fonte – per coincidere, oltre a ciò c’è la casa, coincidere, oltre il muro lo spazio, coincidere, c'è il prato il cavallo, il contagio, e più oltre c’è il mare, l’aperto, coincidere, e più in là, dentro il becco, dell'uccello, marino, oltre l’aliante, il silenzio nell'aria, quel patto, che non puoi richiamare, che non puoi ribadire, invocare, all’inizio del giorno, ogni volta, ti strappa, richiama, ti lascia per terra, polvere, promessa d'orizzonte, lacerante, senza trucchi, volare –

(forse, per richard bach, alla fine precipitato, non precipitato)

giovedì 13 settembre 2012

la paura

la paura s'è fatta strada
guadagnando terreno produce
disposizioni lineari
dispacci dal regno dei morti
per salvare la faccia
intelligenza parziale
in modalità provvisoria
potremmo chiamarla strategia
a proposito del fallimento
a proposito
invocando a gran voce il diritto
di essere serviti
essendo schiavi

martedì 4 settembre 2012

Dittico per Sant'Anna di Stazzema

Vedi www.laparolacivile.it
122 parole si trova anche su eexxiitt


122 parole

cane, fango, casa, strada
vento, cane, fango, casa
strada, bosco, sasso, cielo
Elsa, bosco, casa, strada
Nara, Marco, Wilma, sparo
strada, vento, fango, cane
sparo, gamba, Velio, Enzo
sasso, sparo, cielo, bianco
Maria, Rosina, ruscello, poi
polvere, scacciano, fermano, afferrano
cane, dove, sparo, testa
fucile, Giuseppe, granata, quando
scarpa, testa, fango, terra
Norma, terra, mamma, testa
zoccolo, orbita, fegato, quando
pancia, occhio, guancia, sparo
Wilma, Anna, Lia, Anna
anni, mesi, giorni, Anna
venti, Mirta, giorni, Anna
vento, Carmine, Lilla, anni
Roberto, Gianfranco, ore, culla
sparo, collo, testa, bianco
bianco, Nadira, Maria, Maria
casa, Carla, passo, sparo
polvere, polvere, gengive, rantolo
casa, dietro, fiamma, sotto
Anna, scampo, Luigi, Maria
stanza, rifugio, silenzio, sparo
sparo, terra, vento, scampo
silenzio, respiro, aria, aria, aria, vento

My Lai (o Song My)

A My Lai non è successo niente
però è rimasto in mente My Lai.
È successo invece a Song My
che è un distretto vietnamita un po' più in là.

Però rispetto a Song My, My Lai ha un vantaggio
che sbagliando si direbbe "mài lèi"
che è un nome romantico fa pensare
a una località balneare da telefilm.

Così a My Lai hanno fatto un massacro
anche se non è successo niente
e hanno ammazzato trecento
quarantasette persone – dicono gli americani.

Ehm… cinquecentoquattro – ribattono gli altri
e dicono anche che erano donne
e vecchi per lo più.
Ah sì, e bambini.

Come a Sant'Anna di Stazzema
ventiquattro anni prima – quella volta
i nazisti ne uccisero cinque
centosessanta – di donne e vecchi, e bambini.

Gli americani fecero insomma
fuori un sacco di gente a My Lai
– o a Song My – e stupri di gruppo su donne ragazze
e bambine.

Torturarono i vecchi
e i bambini. E gli diedero fuoco
da vivi. E buttarono bombe
a mano dentro capanne stipate.

In ogni caso alla fine
li ammazzarono tutti
i rimasti
mitragliandoli sopra a una fossa.
Poi in America sbatterono in galera / il tenente William Calley che diresse l'operazione / Nixon però scosse la testa e Billy / se ne uscì fuori in due giorni poi fece / tre anni ai domiciliari e oggi / è molto pentito pentito e rilascia interviste / vendute a caro prezzo alla stampa e campa vendendo / gioielli diamanti a Columbus / Georgia

domenica 26 agosto 2012

Viaggio in Viet Nam #11: immagini

clicca sulle immagini per ingrandire





Viaggio in Vietnam #10: epilogo (con le parole di Oriana Fallaci)

<< Francois, che ne è di Nguyen Van Sam? >>
<< Credo che l'abbiano fucilato. >>
<< E gli altri parlano di andare sulla Luna. >>
<< Già. >>
<< E quaggiù cosa accade, Francois? >>
<< Nulla, non accade nulla. Non si fucila nessuno e non si va sulla Luna. C'è il sole e basta. >>

[...]

<< Hai detto farmaco? >>
<< Sì. E un centimetro cubo, o un millimetro cubo, basta a immunizzarti per tutta la vita. >>
<< Immunizzarti da cosa? >>
<< Dalla rivoluzione, dalla disubbidienza, perfino dallo scontento, dal coraggio. Da cosa vuoi che immunizzi? >>
<< E chi lo somministra? >>
<< L'ambasciata americana, la CIA, i sindacati, i governi, la Chiesa. Dipende. >>
[...]
<< Ma che roba è, Francois? >>
<< E' un prodotto molto complesso e allo stesso tempo molto semplice. Perché è composto di tante sostanze e di nessuna: felicità, salute, democrazia, sindacati, sesso, televisione, kleenex, jazz, dentifricio anticarie, fiori di plastica, Holiday Inn motels, la Luna. Ci sbarcheranno e ci faranno dimenticare tutti i Mosé, tutti i Nguyen Van Sam. >>
[...]
<< E' un'iniezione che buca un po' tutti, Francois. >>
<< Chi lo nega? Quasi tutti. Fuorché il piccolo popolo di un piccolo paese chiamato Vietnam. Ricordi cosa ti dissi quando lasciasti Saigon con i tuoi dubbi? >>
<< E' il solo popolo al mondo, dicesti, che oggi si batte per la libertà. >>
<< E per la dignità dei propri figli. Ecco perché non puoi non amarli. >>

---

Il dialogo, che si svolge tra Oriana Fallaci e Francois Pelou, direttore dell'Agence France Presse a Saigon, chiude il primo libro di O.F. sul Vietnam, Niente e così sia. L'ho letto soltanto ora, tornato in Italia, ma mi ha fatto capire quello che è forse il motivo più profondo per cui sono voluto andare in Vietnam. Anche se sono passati tanti anni da quel dialogo e dall'uscita di quel libro. Ma qualcosa, laggiù, è rimasto. Le persone che oggi hanno più si sessant'anni sono le stesse che allora hanno combattuto. Tutti gli altri sono i loro figli, o nipoti. Quelli per la dignità dei quali due milioni di persone si sono fatte massacrare dagli americani e dai loro alleati. Anche il generale Vo Nguyen Giap è rimasto. L'uomo che per trent'anni ha diretto le operazioni militari contro gli invasori – i francesi prima e poi il governo fantoccio del Sud e infine gli americani – ieri  ha compiuto 101 anni. Dal letto dell'ospedale militare dove soggiorna, ancora oggi manda messaggi ai giovani vietnamiti e severi ammonimenti al governo, quando questo si mostra troppo accondiscendente verso le pretese delle multinazionali straniere e le logiche del profitto che ledono la dignità di un popolo.

sabato 25 agosto 2012

Viaggio in Viet Nam #9: Hanoi, ultima tappa

Hanoi, "grande dama d'Oriente", capitale di un paese per millenni travagliato e invaso, che da soli  40 anni conosce la pace, Hanoi, città imperiale vecchia di 1002 anni, il cui nome originario, Tang Long, significa "drago che si leva in volo", Hanoi, che si leva in volo con levità sopra il caos tutto asiatico di motorini e clacson e gente affaccendata, caos eterno, immutabile, e dove andrà tutta questa gente sempre sul motorino, a tutte le ore, caos che si snoda in ogni strada antica, caos che non è caos perché è organizzato tra i bonsai onnipresenti e l'incessante lavorio anarchico, ma perfettamente sincronizzato, della popolazione, Hanoi, città comunista eppure premoderna, un villaggio antico con 3 milioni di abitanti, quasi senza la presenza del cemento, senza palazzoni e cose squallide, niente che ricordi il mondo sovietico, solo casette basse, due o tre piani, fitte fitte, affastellate con una casualità sorprendentemente armonica come è l'urbanistica medioevale italiana, e molti edifici coloniali, liberty, tutto un accrocchio creativo di stili, strati, stupori, palazzine strettissime, lunghe e alte secondo lo stile nazionale (perché le tasse sulla casa si pagavano in base alla larghezza della facciata), Hanoi, piena di laghi, di alberi tropicali, di parchi, di aiuole e isole spartitraffico curate come fossero il giardino di Boboli, Hanoi, piena di leggende che raccontano il significato mitico di ogni suo luogo, di ogni scorcio, e pagode e templi che ratificano queste leggende, ne fanno oggetti di culto popolare e attuale, come la tartaruga gigante che dopo la fondazione, nel 1010, emerse dal lago proprio nel cuore della città e riprese la spada che era stata consegnata al re dagli dei per scacciare i cinesi dal Vietnam, o come il magico cavallo bianco che apparve al suo successore per mostrargli il luogo dove costruire robuste mura di cinta, o come le due sorelle Trung, che quasi 2000 anni fa riunirono il popolo vietnamita intorno al loro carisma e riuscirono a scacciare i sempre invadenti cinesi, salvo poi suicidarsi 10 anni dopo per non cadere prigioniere dei cinesi che di nuovo avanzavano, e tartaruga gigante, cavallo bianco, sorelle Trung, ogni cosa ha il suo luogo di culto in città, vicino a un lago o a un fiume o a un corso d'acqua, e tutti è oggetto di venerazione, e davanti a ogni altare la gente porta stupendi fiori, vassoi di frutta, incensi, ma anche pile di lattine di birra, pacchi di sigarette, e il cavallo bianco, a giudicare da queste apparenze, è il più grande estimatore di birra "Saigon" di Hanoi, con le due piramidi di lattine che si ergevano davanti alla statua che lo rappresenta, per non parlare della tartaruga gigante, che esisteva davvero e ha lasciato nello stesso laghetto la sua discendenza smisurata, bestie lunghe più di 2 metri che misteriosamente sopravvivono nel cuore di una grande metropoli, per il sommo stupore di biologi e zoologi, e ne abbiamo visto un esemplare trovato morto e impagliato nel 1968, in tempo di guerra, accanto a fotografie che testimoniano di avvistamenti molto più recenti di esemplari altrettanti imponenti...

sabato 11 agosto 2012

Viaggio in Viet Nam #8: Na Trang e Hoi An

Da Tra Vinh a Saigon in bus (5 ore), il tempo di cenare e pisciare e quindi subito un altro bus per un viaggio notturno per Na Trang, a nord, tappa necessaria per spezzare il lungo viaggio verso Hoi An, nostra prossima meta. Sempre sleeping bus, dove si sta sdraiati in sedili recinabili competamente, disposti su tre file con due corridoi in mezzo, su doppio livello. Il primo bus non è male. Il secondo così così, ma dormire è praticamente impossibile. Non tanto per via del bus, quanto per la strada, e la guida: pur andando a una lentezza estenuante sembra di procedere su un campo sterrato. Buche e cesure nell`asfalto diventano sobbalzi e scossoni inspportabili per la sgangherate sospensioni del bus, e per le nostre schiene. Ogni volta che ci riusciamo ad addormentare un contraccolpo ci fa sgranare gli occhi. Inoltre velocità e frenate, clacson sempre e comunque, il motore che sembra quello di un tir.

Insomma, a Na Trang arriviamo distrutti, e ci buttiamo in spiaggia. La guida la descrive come la città balneare più cool del Viet Nam, quindi siamo pronti a sopportare una specie di Rimini o Viareggio asiatica, piena certamente di italiani. Invece la spiaggia è praticamente deserta, ci sono dieci "ombrelloni" di foglie di palma liberi e una donna con cappello a cono, completamente vestita, con mascherina davanti alla faccia e guanti di lana, che sembra fare la bagnina. Le diciamo che vogliamo prendere un ombrellone con sdraio. Ci dice: ok, 80.000 dong. Tre euro. Tutto il giorno. Restiamo praticamente soli lì, a goderci il mare tropicale e le palme, a soffrire un caldo umido mostruoso, combattendolo con frequenti immersioni in acqua.

martedì 7 agosto 2012

Viaggio in Viet Nam #7: Saigon e Tra Vinh

Saigon. Una citta` di sette milioni di abitanti. E dopo tre giorni ci sembra di starci da un anno, di conoscere ogni suo anfratto e angolino, di avere familiarizzato con ogni vicoletto, con ogni geco, ogni venditore che gira per le strade. Come mai? Questa citta` ha un`anima, una voce, un profumo. Ogni 5 metri cambia tutto, ma tutto e` sempre Saigon. Saigon, l`omogeneita` della discontinuita`. Saigon, parchi meravigliosi pieni di bonsai curatissimi, e topi che corrono tra i banchi del mercato. Carretti che vendono seppie grigliate per strada e alberghi lussuosi. Bottigliette di liquore con dentro grossi scorpioni e teste di serpente (cura l`impotenza e ogni altro male). Giovani che fanno tai-chi e vecchie che fanno fitness nei giardini pubblici. Ruderi di aerei americani abbattuti esposti qua e la` e scoiattoli volanti che si lanciano sopra la testa dei passanti accanto all`ex palazzo presidenziale. Manifesti di Ho Chi Min e statue di vietcong con i tipici sandali e cappello. Un ristorantino gestito da bambini strappati alla strada da un brav`uomo e un centro di massaggi tradizionali dove gli operatori sono non vedenti. Ovunque cappelli a cono, venditori di ogni cosa con biciclette assemblate nei modi piu` improbabili, carretti, riscio`, che si spostano di strada in strada. Pochi turisti. Pochissimi occidentali. Al mercato le ragazze cercano di rifilarti un vestito, un aggeggio, qualcosa, ma desistono al primo segno di diniego senza insistere, e senza smettere di sorridere. Se poi rispondi con una o due parole in vietnamita, *no, grazie, arrivederci* sembrano ancora piu` contenti che se tui avessero venduto un kimono di seta (a 15 euro). Saigon ci ha conquistati da subito. A Saigon abbiamo rinunciato al tour di tutte le attrazioni per dilungarci e perdere tempo nei vicoli, nelle strade, nei parchi, nel lungo fiume, osservando la gente, scambiando sorrisi e qualche parola. A Saigon niente e` andato storto. Nessuno ha cercato di fregarci, derubarci, sfotterci. Abbiamo camminato a notte fonda nei quartieri centrali, piu` sgangherati e bohemien, senza percepire alcun rischio. Nessuno ha cercato di gonfiare i prezzi e nessuno ci gha chiesto soldi per strada. A Saigon e` andato tutto liscio. Saigon, anzi Ho Chi Min City, come e` stata ribattezzata nel 1975, dopo la caduta del Vietnam del Sud, filoamericano, e l`unificazione del paese. Pero` tutti la chiamano ancora Saigon, e qui un viaggiatore il comunismo non lo percepisce proprio. Vitalita` e creativita` di giorno e di notte, ognuno sembra imprenditore di se stesso, con il proprio lavoro inventato. Qualche poveraccio che raccatta la roba dai bidoni o si butta nel fiume melmoso per raccattare una lattina vuota (che se ne fara`?). Qualche mendicante. Ma il comunismo cosa fa?

martedì 31 luglio 2012

Viaggio in Viet Nam #6: premesse - vigilia della partenza

Partiamo il 1° agosto, Ramona e io. Venti giorni. Il Vietnam. Perché?
Perché la foto famosa di una bambina nuda che scappa dai soldati.
Perché un'altra foto dove un ufficiale spara a sangue freddo in testa a un ragazzo vietcong (e della scena si trova anche un filmato su youtube).
Perché Marguerite Duras nacque e visse a Saigon, e di Saigon scrisse.
Perché proprio 50 anni fa gli USA iniziavano la guerra e Obama pochi mesi fa ha fatto un discorso tronfio e pieno di retorica.
Perché gli USA non hanno ancora pagato il risarcimento per danni di guerra al Vietnam devastato, come convenuto negli accordi di Pace di Parigi, e il premio Nobel Obama non ha detto niente al riguardo.
Perché l'8% di crescita annua in un paese asiatico comunista a economia capitalista.
Perché il rogo di Thích Quảng Đức nel 1963 e degli altri 32 monaci buddisti nel Vietnam del Sud, per protestare contro il governo-fantoccio dittatoriale di Diem installato dagli USA.
Perché in Persona di Bergman ho visto per la prima volta le immagini reali di un monaco che si dava a fuoco, viste con gli occhi di Liv Ulmann.
Perché da qualche parte bisogna pure incominciare, con questa Asia affascinante.
Perché da quando hanno aperto l'accesso agli occidentali nel 1990 sono state scoperte decine di specie animali sconosciute o date per estinte, comprese quattro specie di grandi mammiferi che non esistono in alcuna altra parte del mondo.
Perché Mao vietò in Cina il Tai Chi, stigmatizzandolo come pratica legata alle superstizioni tradizionali, mentre lo "zio Ho" lo praticava ogni mattina.
Perché chissà cosa sarebbe successo se Ho Chi Min non fosse morto prima della cacciata degli americani e della riunificazione del Vietnam.
Perché lo zio Ho ha avuto una vita avventurosa come poche, e anche la delusa Oriana Falalci lo descrive con passione sfrenata.
Perché lo zio Ho visse in una grotta per otto anni e per debellare la malaria mangiò un ragno.

sabato 28 luglio 2012

Viaggio in Viet Nam #5: studio per una poesia per My Lai


A My Lai non è successo niente
però è rimasto in mente My Lai.
E' successo invece a Song My
che è un distretto vietnamita un po' più in là.

Però rispetto a Song My, My Lai ha un vantaggio
che sbagliando si direbbe "mài lèi"
che è un nome romantico fa pensare
a una località balneare da telefilm.

Così a My Lai hanno fatto un massacro
anche se non è successo niente
e hanno ammazzato trecento
quarantasette persone – dicono gli americani.

Ehm… cinquecentoquattro – ribattono gli altri
e dicono anche che erano donne
e vecchi per lo più.
Ah sì, e bambini.

Come a Sant'Anna di Stazzema
ventiquattro anni prima – quella volta
i nazisti ne uccisero cinque
centosessanta – di donne e vecchi, e bambini.

Gli americani fecero insomma
fuori un sacco di gente a My Lai
– o a Song My – e stupri di gruppo su donne ragazze
e bambine.

Torturarono i vecchi
e i bambini. E gli diedero fuoco
da vivi. E buttarono bombe
a mano dentro capanne stipate.

In ogni caso alla fine
li ammazzarono tutti
i rimasti
mitragliandoli sopra a una fossa.
           
Poi in America sbatterono in galera / il tenente William Calley che diresse l’operazione / Nixon però scosse la testa e Billy / se ne uscì fuori in due giorni poi fece / tre anni ai domiciliari e oggi / è molto pentito pentito e rilascia interviste / vendute a caro prezzo e vende anche / gioielli diamanti a Columbus Georgia