blog di Carlo Cuppini
blog di Carlo Cuppini
lunedì 31 dicembre 2012
giovedì 27 dicembre 2012
Quel giorno (canzone piccola)
Saremo stati proprio io e te
a portare via dal tempo le stagioni
mentre con il fiato
scioglievamo il ghiaccio e le ingiunzioni
Saremo certamente io e te
a esser stati cancellati dall'anagrafe
per avere messo in discussione
la speranza che il mondo sopravviverà
Anche così com'è soprappensiero
come sempre senza darsi pensiero
In pensiero
mai
a portare via dal tempo le stagioni
mentre con il fiato
scioglievamo il ghiaccio e le ingiunzioni
Saremo certamente io e te
a esser stati cancellati dall'anagrafe
per avere messo in discussione
la speranza che il mondo sopravviverà
Anche così com'è soprappensiero
come sempre senza darsi pensiero
In pensiero
mai
mercoledì 19 dicembre 2012
un colpo
un colpo sull'osso
vibra fino al confine sepolto
non c'è occhio sgranato
che veda
bianco il bagliore il germoglio
vibra fino al confine sepolto
non c'è occhio sgranato
che veda
bianco il bagliore il germoglio
domenica 9 dicembre 2012
venerdì 30 novembre 2012
Palestina e Israele: a proposito di "atti unilaterali"
L'ambasciatore israeliano in Italia ha condannato la promozione della Palestina a Stato in sede ONU in quanto "atto unilaterale".
Gli USA, la GB, la Germani e (pochi) altri Stati hanno votato contro o si sono astenuti sostenendo che: "Lo Stato Palestinese non può nascere che dai negoziati".
Mi risulta però che la fondazione dello Stato Israeliano fu - precisamente -un atto unilaterale come pochi altri nella storia. Un vero "colpo di mano in sede ONU" (come il governo israeliano definisce l'odierna iniziativa palestinese): nel '48 mancavano i voti necessari e l'organizzazione sionista riuscì a fare slittare la votazione di 3 giorni (da venerdì a lunedì), riuscendo ne fine settimana a "convincere" un pugno di micro-staterelli che fecero pendere l'ago della bilancia dalla parte giusta. (cfr. D. Lapierre, "Gerusalemme! Gerusalemme!")
Sono certamente favorevole all'esistenza dello Stato di Israele, ma mi risulta che la sua nascita non sia derivata da negoziati con le altre parti che sarebbero state coinvolte nella faccenda -e non poco.
Non mi risulta, in particolare, che qualcuno abbia pensato di dire ai Palestinesi - che contrariamente alla propaganda sionista esistevano: apriamo un tavolo negoziale e nel giro di 10 o 20 anni cerchiamo di trovar un modo condiviso per dare agli ebrei il loro legittimo e agognato Stato.
So che almeno tre volte si è arrivati a un passo dalla risoluzione diplomatica del conflitto negli ultimi 20 anni, e che la colpa dei fallimenti è imputabile più o meno in egual misura a entrambe le parti.
Ma mi risulta che le iniziative israeliane verso la Palestina non siano mai state altro che atti unilaterali: il mezzo milione di coloni in Cisgiordania, la costruzione del Muro, la giudaizzazione di Gerusalemme Est, lo strangolamento di Gaza...
L'arroganza paranoide della destra israeliana attualmente al potere è andata ormai ben oltre il limite del ridicolo, per insediarsi saldamente nel campo della schizofrenia criminale e perdere qualunque credibilità.
mercoledì 28 novembre 2012
Stato Palestinese
Domani l'Assemblea generale dell'ONU vota la richiesta di Abu Mazen per il riconoscimento della Palestina come stato osservatore non membro.
Alla luce di questa scadenza sembrerebbe che il recente scontro Israele-Gaza è avvenuto con perfetto tempismo per mettere in secondo piano questa richiesta cruciale e screditare politicamente Abu Mazen, che è stato privato di ogni peso nel negoziato tra Israele e Hamas per la tregua.
Israele ha scelto di avere un'interlocuzione diretta con Hamas (passando per i fratelli musulmani al potere in Egitto) e di rinunciare alla partnership con i moderati, e legittimi rappresentanti del popolo palestinese, dell'ANP, dando paradossalmente legittimità ad Hamas.
La destra al governo in Israele e Hamas condividono l'obiettivo di impedire la nascita di uno stato palestinese entro i confini del '67. Come nella guerra fredda (anche se in questo caso la temperatura è un po' più alta), la destra israeliana e Hamas hanno bisogno l'una dell'altro per giustificare il mantenimento dello status quo che fa gioco ad entrambi.
Invito con forza il governo italiano a non assecondare questa aberrazione politica e a votare per il riconoscimento della Palestina come stato osservatore all'ONU.
martedì 27 novembre 2012
Ninnananna inondazione
Un firmamento
sotto il tappeto
se lo scoperchi
trovi il tesoro
se ti ci vesti
non sei più lo stesso
Una cantina piena di parole
tese negli angoli come ragnatele
catene di nomi che non puoi pronunciare
tutti i soldati che non hanno sparato
Una catenella che metti al collo
per essere veloce più della luce
un orecchino che tieni nel palmo
per ammansire ogni bestia feroce
E poi una scala che sale al soffitto
continua e si inerpica nella galassia
il cuore torbido come un dispetto
si scioglie bianco come l'ovatta
Oggi al mercato vendono funghi
seggiole ombrelli e piante da giardino
andiamo in solaio a far foto al futuro
mentre giù cantano una canzone
sotto il tappeto
se lo scoperchi
trovi il tesoro
se ti ci vesti
non sei più lo stesso
Una cantina piena di parole
tese negli angoli come ragnatele
catene di nomi che non puoi pronunciare
tutti i soldati che non hanno sparato
Una catenella che metti al collo
per essere veloce più della luce
un orecchino che tieni nel palmo
per ammansire ogni bestia feroce
E poi una scala che sale al soffitto
continua e si inerpica nella galassia
il cuore torbido come un dispetto
si scioglie bianco come l'ovatta
Oggi al mercato vendono funghi
seggiole ombrelli e piante da giardino
andiamo in solaio a giocare agli umani
mentre giù arriva l'inondazioneandiamo in solaio a far foto al futuro
mentre giù cantano una canzone
Canzone nuova
Alla fermata del tempo
scesero tutti anche i pesci di fiume
per vegliare la stella morente
che dal letto si guardava scivolare
Alla luce dell'ultimo lampione
rimasto in piedi dopo la tempesta di sale
io sedevo sulla panchina di legno
e tu gridavi: Viva la Rivoluzione!
Alla luce di un buio millenario
tu nuotavi sotto l'ombra del mare
io pensavo alla prima persona
e c'era chi piangeva giù dai balconi
All'arrivo del tempo a venire
in mezzo ai colpi di una nuova pulsione
noi viaggiavamo forsennatamente
come due pezzi di cielo per strada
Gli uccelli posati sul filo della luce
guardano tutti lo stesso verso dell'andare
rubano la corrente alle telescriventi
caricano il becco per la battaglia solare
E poi cacano forte sugli automobilisti
cantando l'inno della vita che insiste
e bussa e spinge su tutte le membrane
scardina i denti delle maschere vuote
Le bestie accorsero tutte assieme al richiamo
le notte s'era appena rovesciata per la strada
noi giocavamo con le bilie nel piazzale
il vento si truccava gli occhi per farsi guardare
scesero tutti anche i pesci di fiume
per vegliare la stella morente
che dal letto si guardava scivolare
Alla luce dell'ultimo lampione
rimasto in piedi dopo la tempesta di sale
io sedevo sulla panchina di legno
e tu gridavi: Viva la Rivoluzione!
Alla luce di un buio millenario
tu nuotavi sotto l'ombra del mare
io pensavo alla prima persona
e c'era chi piangeva giù dai balconi
All'arrivo del tempo a venire
in mezzo ai colpi di una nuova pulsione
noi viaggiavamo forsennatamente
come due pezzi di cielo per strada
Gli uccelli posati sul filo della luce
guardano tutti lo stesso verso dell'andare
rubano la corrente alle telescriventi
caricano il becco per la battaglia solare
E poi cacano forte sugli automobilisti
cantando l'inno della vita che insiste
e bussa e spinge su tutte le membrane
scardina i denti delle maschere vuote
Le bestie accorsero tutte assieme al richiamo
le notte s'era appena rovesciata per la strada
noi giocavamo con le bilie nel piazzale
il vento si truccava gli occhi per farsi guardare
lunedì 19 novembre 2012
cicogne di gaza
che gatta ci cova
che gatta ci cogna
noi tutti cogniamo in incognita a cogne
e a gaza i missili centrano i bimbi
che c'entra?
che c'entra?
un buon missile centra comunque
anche la cruna dell'ago
il becco della cicogna
il becco della cicogna
venerdì 16 novembre 2012
contiamo
l'esplosivo dentro il taschino
non si contano i danni
la speranza della pace è fugace
l'intestino pieno di vetri
premi nobel riempiono l'aria
le frequenze sature
non parliamo
non contiamo
le ore
non si contano i danni
la speranza della pace è fugace
l'intestino pieno di vetri
premi nobel riempiono l'aria
le frequenze sature
non parliamo
non contiamo
le ore
Diversamente alibi - piccolo reading per la Polizia di Stato
(Pensando a Genova01, ai lacrimogeni lanciati pochi giorni fa sui manifestanti dalle finestre del Ministero della Giustizia, ad Aldrovandi, Cucchi, Bianzino..., alla recente inchiesta per corruzione. E a Foucault, allo 'stato di polizia' che vige all'interno del corpo del nostro linguaggio comune)
domenica 28 ottobre 2012
bollettino #92: hanno (meno)
– hanno finito il sentimento, finito
le scorte, e le scorze, le sporte restano vuote, ne avanzano troppe, di
plastica, tutte, non più utilizzate, vietate, s'ammuffano, dietro gli sportelli, del sentimento, desueto, scaduto, senza più scorte, di acque, di
viveri – vivere, vivere! – vivere a fare, che? – le scorte, è scortese,
restare a guardare, schiattare, uno che schiatta ad esempio – Felice Baum, rinsecchito, senza acqua, tutto scorza, scortato
a morire – dal papa, dal preside, dal poliziotto, dal capo della, polìzia, da tutto il governo, dal capo, dei capi, da alcide, de
gasperi, dal biasimo, collettivo, dal generale, dell’esercito, dai
fazzoletti, soffiati, col riso, nuziale, soffiato, al cioccolato, bianco – scortato, scorato, scoraggiato, con scorze d'arancia avanzate, glassate, spedite in
medio oriente, a coprire la fame, le fami, in africa nera, piena di
sole, nera di sole, e leoni, di scorta, leoni per vivere e viveri, mangiati – ed era,
lì lì, per vivere lì, ed era lì lì, per viveri, per i viveri, in
mancanza di vivere – Felice Baum va spedito, al capestro, di buon
passo, alla gogna, che gatta ci cova, le uova, ci cogna, cogniamo, noi tutti, in
cognita, scorte di cognac, di viveri come, scorte o scorie, sporte piene di spore, ammassate, tra scorze
d’arance, d'arancia, spremuta spruzzata, sui campi, sui tetti, sganciata da aeroplani, da guerra, su genti, su case,
per sciogliere i brufoli, finalmente, con acidi citrici, aràncici, rancidi,
acido sprèmulo, su gente innocente, innogente, fotogenica, gentica – gente all’erta, accorta, senza scorza – non come lui, che è scortato al capezzale, di lui stesso, medesimo, me, anche, con lui, di
rimpetto – Felice Baum fa la scorta, di scorie, per fare il
trapasso, più lieve, più in luce, con fosfori atomici, negli occhi
più verdi, che brillano, brillano, al buio, più tossico – e anche,
tossisco, per tisico fisico, un fisico, averlo, di scorta, ma non – c'è, non si muore – si va, e si torna, cadendo nel pozzo, dal
quinto piano, per le scale, per le scorte, che avanzano, non bastano – nel vano dell'ascensore, riempito di scorte – e non è mai tornato, si torna, con occhiali scuri, o senza scorte, non è
stato lui, ma tutti hanno pianto lo stesso, in assenza, con scorze di
cuore, sporte vuote, e le scorie, e le scorte, tutte in dispensa, vuote, e il sentimento, senti
senti, mento, mentono, meno –
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