blog di Carlo Cuppini

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mercoledì 3 agosto 2022

Mascherine a scuola - anno III

Prima di quella contro il green pass, la mia battaglia più accesa è stata quella contro le mascherine al banco nelle scuole.


In questi ultimi giorni abbiamo sentito alcune notizie interessanti intorno a questo tema.


La fondazione Gimbe sostiene che a settembre sarà necessario tornare a scuola con le mascherine perché nelle aule non sono stati installati sistemi di ventilazione e areazione. Per mio figlio che andrà in prima elementare sarà la sua prima mascherina. Per la mia grande sarà il terzo anno di scuola con la mascherina. Come loro, milioni di bambini e ragazzi.


Bassetti, commentando gli esiti di due ricerche convergenti nei risultati, una inglese e una scozzese, ci spiega che le rare e gravissime epatiti che hanno colpito alcuni bambini anche in Italia sono un frutto di lockdown, restrizioni e mascherine: cioè della mancata esposizione dei bambini per un tempo prolungato a virus comunissimi.


Una ricerca giapponese pubblicata su Nature ha rilevato che con l’uso prolungato della mascherina proliferano all’interno della stessa, e sul viso, funghi e batteri, alcuni dei quali potenzialmente responsabili di infezioni.


Tornando un po' indietro, l’OMS ce lo dice da due anni e mezzo che l’uso delle mascherine nelle scuole, soprattutto per i bambini, può comportare disagi e problematiche a livello di apprendimento, sviluppo emotivo e relazionale, sviluppo cognitivo, comprensione e comunicazione. Come ce lo dicono autorevoli pedagogisti, come Daniele Novara.

La terra devastata

Lo riferisco con riluttanza, con un certo sgomento.
Questa mattina mi sono attaccato al telefono per avere delucidazioni sull'ordinanza che vieta, tra le altre cose, di annaffiare orti e giardini a Firenze fino al 30 settembre (vedi post precedente "Declinazioni provinciali dello Stato etico").
L'impiegato della Direzione Ambiente che mi ha risposto mi ha detto che non sapeva niente e mi ha dato il diretto di un dirigente. Quello, appena ha capito che volevo parlare dell'ordinanza 157, mi ha stoppato e mi ha dato il numero della persona che ha scritto il documento (non farò il nome, perché lo scopo di questo post non è fare gogne mediatiche).
L'ho chiamata, mi ha risposto, abbiamo avuto una lunga e cordiale conversazione. Io non ho fatto polemiche: non volevo affermare le mie ragioni, volevo capire le sue, e per questo volevo che si sentisse a suo agio, che si sentisse compresa.
Le ho chiesto prima di tutto se l'ordinanza avesse delle omissioni, dei sottintesi, delle deroghe non espresse. Risposta: quello che c'è scritto è.
Le ho chiesto se quindi avrei dovuto lasciare seccare le mie piante di pomodori. Risposta: sì, a meno di ingegnarsi (attingere acqua a una fonte, ricavarla da un pozzo...).
Le ho chiesto del prato. Risposta: anche quello, da far seccare.
Le ho chiesto se, oltre ai pomodori e al prato, dovrei lasciar morire anche gli alberi e le piante che si trovano nel mio giardino. Risposta: eh, bisogna ingegnarsi.
Le ho chiesto se il Comune di Firenze è cosciente che questa ordinanza condanna alla distruzione migliaia di piante e alberi nel territorio comunale; le ho chiesto a che genere di idea "green" corrisponda questa strategia. Risposta: sì, certo, ne siamo coscienti, ma qualcosa bisogna sacrificare. È meglio sacrificare i suoi pomodori che un'attività produttiva, no?

lunedì 1 agosto 2022

Declinazioni provinciali dello Stato etico

A Firenze un'ordinanza comunale dispone il "divieto assoluto" di usare l'acqua del rubinetto per scopi diversi da quelli igienico e alimentare, compreso annaffiare orti e giardini. Questo, fino al 30 settembre.
Un mese fa i media locali ci informavano che l’invaso di Bilancino – riserva idrica per tutta l'area Fiorentina – era "pieno fino all'orlo", per il 95% della capienza, con una disponibilità di 65 milioni di metri cubi di acqua. Oggi, secondo l'ultimo livello idrometrico registrato il 26 luglio, ce ne sono 60 milioni di metri cubi. Insomma, Firenze non è in piena emergenza idrica.

Del resto, lo dice la stessa nota del Comune che accompagna l'ordinanza:
"Anche se il Comune di Firenze non è in emergenza idrica la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza regionale ed è fondamentale non abbassare la guardia."

Dunque, quale sarà la ragione di un provvedimento tanto impattante, che, se rispettato (e perché non dovrebbe esserlo, dal momento che per le infrazioni è prevista una multa fino a 500€?), determinerà la morte di migliaia e migliaia di piante e alberi, la distruzione delle coltivazioni, privando la città di parte del verde e molte famiglie di beni alimentari autoprodotti?

La ragione di tale provvedimento ce la spiega l'assessore all'ambiente Andrea Giorgio: “Si tratta di un'ordinanza che risponde ad una situazione critica e mira a orientare i comportamenti dei cittadini: infatti sebbene grazie all'invaso di Bilancino la città oggi non vive una situazione emergenziale, la siccità che affrontiamo e i cambiamenti climatici epocali in atto ci devono spingere a promuovere sempre più un approccio al consumo più attento alla risorsa idrica: tutti devono capire che ognuno di noi, con gesti all'apparenza piccoli, può fare la differenza e tutelare un bene comune fondamentale."

Viaggio al termine dell'umanità (sul "Caravan" di Michele Medda)

Non dirò come ho ricevuto i due volumi di questa monumentale graphic novel, opera dell'autore Michele Medda con una serie di illustratori per la parte visuale: vi basti sapere che i due tomi sono finiti nelle mie mani grazie a una di quelle circostanze che possono accadere solo durante fatti straordinari ed epocali, come potrebbe essere una pandemia. Perché accadano certe cose però non basta nemmeno che ci sia in corso una pandemia: bisogna anche essere "dalla parte sbagliata" della Storia. Dove è facile passare dal piangere di rabbia alle lacrime di commozione. Dove tutto è così pressantemente umano che in certi momento non sai più dove andare, dove guardare, come fare.

Questo accade a Davide Donati, il giovane protagonista di questo romanzo grafico potente, conturbante e profetico (parola sciatta e inflazionata, eppure in questo caso appropriata).
L'idea di Caravan nasce nel 2006, poi la storia esce tra il 2009 e il 2010 per Bonelli Editore come serie a fumetti in 12 episodi. Nel 2016 viene riunita in due volumi di 600 pagine l'uno, ed è un bene: perché il disegno complessivo è più importante dell'unitarietà dei singoli episodi.
Diciamolo subito: nella gran parte di queste avvincenti 1200 pagine non succede niente.
Succede tutto all'inizio, quando la normalità di una cittadina degli Stati Uniti viene sconvolta da un evento misterioso e i militari assumono il controllo, obbligando la popolazione a evacuare. Inizia il viaggio di migliaia di persone con le loro autovetture, al seguito della colonna dei militari. Non si conosce la direzione, non si sa nulla della minaccia, non si sa se si tornerà nelle proprie case, e quando. Non si sa nulla. I militari non sono autorizzati a parlare. Il sindaco è stato destituito per ordini arrivati da Washington. I cittadini di professione medici vengono "arruolati", dotati di divisa, accolti nella compagine dei militari. Viaggiano con loro, più comodi. Prestano assistenza alla popolazione, sotto il controllo dei militari. La gente terrorizzata dalla minaccia misteriosa, smarrita, assoggettata all'autorità delle divise e dei mitra, obbedisce a ogni disposizione. Vengono concesse pause con cadenze incomprensibili, si riparte, si viaggia di giorno, si viaggia di notte, arbitrariamente e senza spiegazioni. I militari amministrano la giustizia come capita all'interno di questa comunità sconvolta, resa da un giorno all'altro nomade. I militari provvedono a fornire i beni di prima necessità, a riparare gli automezzi in panne. Il diritto è sostituto dall'umore di chi ha in mano una pistola: cinismo, durezza, solidarietà, tolleranza, possono essere dispensati con uguale probabilità, a seconda del soldato con cui ti toccherà avere a che fare durante un diverbio.
Sotto una pressione psichica mai provata, le donne e gli uomini si avvicinano al punto di rottura della fibra che li sostiene: danno il peggio, danno il meglio, emergono pulsioni sepolte, e non sono sempre delle belle sorprese. Escono fuori le storie mai raccontate. E il viaggio è un carosello di storie, di salti avanti e indietro nel tempo, alla ricerca di una ricucitura con la memoria, in mancanza di una possibile ricucitura con un presente irriconoscibile.

lunedì 20 giugno 2022

Non è successo niente (?)

Oggi ci stiamo tutti (o quasi) godendo la fine delle misure anticovid che ci permette di metterci in pari con le tante cose importanti, futili, essenziali, lasciate indietro negli ultimi due anni. Abbiamo voglia di andare avanti, sperando che questa volta ci siamo, che in autunno non si debba ricominciare.Personalmente, mi godo la promozione dei miei libri, che è partita e mi porta lontano; mi godo esperienze e conoscenze bellissime di cui sono immensamente grato; mi godo l'impegno in nuovi progetti, letterari e non, a cui finalmente dedico energia, tempo e pensieri sani; mi godo le amicizie, i bambini, i paesaggi, il passaggio delle stagioni.
Tuttavia mi lascia interdetto il "non è successo niente" che percepisco un po’ dappertutto, in forma di tabù e omissione.

A me pare che sia successo qualcosa; qualcosa che, in assenza di una seria riflessione collettiva, resterà una ferita aperta, potenzialmente letale per il nostro corpo sociale. Questo qualcosa è mote cose. Ma soprattutto è la certificazione verde.
A mio parere il green pass è (stato) il fatto socialmente più rilevante della storia della Repubblica: mai era accaduto, e mai si sarebbe potuto pensare, di sospendere centinaia di migliaia di lavoratori, o milioni, lasciandoli senza retribuzione per mesi; di allontanare centinaia di migliaia di studenti universitari dalle facoltà; di impedire a centinaia di migliaia di adolescenti e post adolescenti di praticare il loro sport, di andare al cinema, a teatro, in un museo, in pizzeria con gli amici.
A pensarci oggi, sembra impossibile; ma questo è accaduto, fino a ieri, non lo abbiamo sognato. 
Quello che penso io al riguardo credo che sia noto: se a febbraio sono arrivato a fare per otto giorni uno sciopero della fame integrale, insieme ad alcuni cari amici e contemporaneamente a decine di altre persone a me sconosciute, è stato per testimoniare (da vaccinato) la mia avversione totale a questa misura. 
Ma cosa ne ho pensato e cosa ne penso io, adesso non è tanto rilevante.

venerdì 17 giugno 2022

De amicitia

In questi due anni hanno fatto di tutto - hanno fatto letteralmente carte false - per convincerci che nell’odio sociale sta il segreto della felicità; che nella caccia all’uomo sta la possibilità della salvezza; che nella discriminazione ridiede la giustizia; che nell’obbedienza è l’unica virtù; che creare divisioni è buon governo; che occhio per occhio è un principio dignitoso; che nella paura dell’altro sta il rispetto; che la paura della morte è l’elisir di lunga vita; che nella ritirata alberga la saggezza.

La mia mente ricorderà tutte queste trovate della peggiore classe dirigente di sempre – scienziati, intellettuali, giornalisti, opinionisti e influencer compresi.

Il mio cuore ricorderà soltanto una cosa: l’AMICIZIA. Quella che ignora distanze, tempi, età anagrafiche, visioni, ideologie, tradizioni, pericoli, e che si nutre di verità, diversità, confronto, umiltà, reciprocità, desiderio.

A tutte le amiche e gli amici. Quelli veri. Quelli nuovi. Quelli vecchi. Quelli ritrovati. Quelli non ancora incontrati di persona. Quelli che ho visto una volta, e forse non accadrà mai più. Quelli che la pensano così simile a me. Quelli che non potrebbero essere più diversi da me. Quelli che il cuore parla al cuore, anche senza tante parole. E NIENTE potrebbe turbare il legame.




giovedì 16 giugno 2022

Un tè con la Maestra Alba





Negli incontri che ho avuto con i bambini intorno a "Il mistero delle meraviglie scomparse", a un certo punto mi sono sempre trovato a parlare di filosofia. All'immancabile domanda "Qual è il primo libro che hai scritto, e quando?" la mia risposta era: "A 17 anni ho pubblicato un racconto su Giordano Bruno, un grande filosofo. Sapete cos'è un filosofo?". "No". Quindi seguivano i miei improvvisati tentativi di spiegare ai bambini che cos'è quella disciplina, e perché - con la sua ostinazione a chiedere "perché?" - dovrebbe essergli così familiare. Una volta, per cavarmela, ho fatto l'esempio di Newton che scopre la forza di gravità quando gli casca una mela in testa; ma, nonostante il bernoccolo sulla testa, non scopre "perché" c'è una forza di gravità e non, per esempio, una forza di levità. Queste domande se le fa il filosofo, che potrebbe arrivare a chiedersi “Perché c’è qualcosa invece di niente?” Dopo questi aneddoti e ragionamenti una bambina ha concluso: quindi il filosofo è uno che rompe le scatole allo scienziato. Potrebbe essere anche questo un modo di vederla (e in effetti, negli ultimi tempi, qualche illustre filosofo è stato visto e trattato come un vero guastafeste… ma questa è un’altra storia.)

I miei tentativi di spiegare ai bambini cos'è la filosofia sarebbero stati meno goffi e improvvisati se avessi scoperto prima i libri della Maestra Alba. I quattro volumetti che al momento compongono la collana, diretta da Eliana Cocca ed edita da Sonda, prendono di petto nientemeno che Platone ("Quel testone di"), Cartesio ("Quel dormiglione di"), Kant ("Quel criticone di") e Leopardi ("Quel secchione di"). E spiegano alle bambine e ai bambini vite, opere e teorie di questi personaggi con la semplicità con cui si spiegherebbe come si salta la corda. In realtà questi libri non si limitano a spiegare, non sono dei manuali per baby-dummies, sono ben altro. Attraverso un approccio paideutico (anzi direi maieutico) alle bambine e ai bambini viene proposto di diventare loro stessi filosofi. "Piccolo filosofo" è il modo in cui la Maestra Alba si rivolge alla lettrice e al lettore, e non è un vezzo: come tali, come filosofi in erba, li tratta. La Maestra Alba, più che una maestra, in effetti è una socratessa: un'amica che porta per mano i lettori piccoli per condurli attraverso le meraviglie invisibili del pensiero, facendoli divertire. Anche Socrate si rivolgeva per lo più agli amici, e dimostrando a loro stessi le strabilianti capacità dei "loro" stessi pensieri (non dei suoi) li stupefaceva.

giovedì 2 giugno 2022

“Il mistero delle meraviglie scomparse” va in Marocco


“Questo Istituito sarebbe molto onorato se Lei potesse accettare l’invito a partecipare al Salon International de l’Édition et du Livre presentando i suoi libri durante un incontro con il pubblico…”

E io sono felice, onorato ed emozionato di andare al Salone del Libro di Rabat per raccontare al pubblico marocchino l’avventura dei piccoli Filippo e Francesca: un fratello e una sorella disposti a compiere un viaggio incredibile e pericoloso nella speranza di scongiurare lo scoppio di una guerra mondiale.

Il libro dà una forma fantastica al sogno di una umanità non priva di problemi e di conflitti, ma dotata di un briciolo di saggezza, di fantasia, di generosità. E di senso dell’umorismo.

“No alla guerra!”, “Le meraviglie del mondo sono di tutto il mondo!”, “L’umanità è un solo popolo!”

Queste parole si ascolteranno negli ultimi capitoli del libro, dopo che, grazie al coraggio dei due bambini, molte persone avranno aperto gli occhi e abbandonato avidità e paure.
Credo che questo messaggio sia consonante con quello proposto dall’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, che intitola la sua presenza al Salon du Livre “Mediterraneo, ponte tra le culture”.
Peraltro, in questo 2022, la ricorrenza dei cinquant’anni della Convenzione sul Patrimonio Mondiale si prospetta, più che una oziosa celebrazione istituzionale, una imprescindibile occasione per porsi domande urgenti e nuove, e prendere solenni e concreti impegni. Magari facendo riunire tutti i Capi di Stato del mondo in un tendone da circo, come avviene nella mia storia…

E ora fatemi preparare il bagaglio in vista della partenza di domenica: carta d’imbarco, passaporto, taccuino, penna, spazzolino, la mia copia del libro… Sto dimenticando qualcosa?

Ringrazio la Direttrice dott.ssa Carmela Callea e tutto lo staff dell’Istituto Italiano di Cultura Rabat - المعهد الثقافي الإيطالي بالرباط, e naturalmente l’editore marcos y marcos, per avermi offerto questa speciale opportunità.

martedì 31 maggio 2022

“Il mistero delle meraviglie scomparse” va nelle scuole


Vorrei potervi trasmettere anche solo una piccola parte delle emozioni che ho provato in questi giorni incontrando le centinaia di bambini delle scuole che hanno adottato “Il mistero delle meraviglie scomparse” come libro di lettura e occasione di lavoro. Ma non ci sono le parole. Vorrei mostrarvi tutti i loro volti, gioiosi, emozionati, curiosi, prima timidi poi spigliati, furbi e gentili, ma ovviamente non si può fare: i bambini devono stare fuori da internet, e pure le loro immagini. Vi posso mostrare qualche frammento, qualche dettaglio, come i doni con cui mi hanno letteralmente ricoperto. Sono una piccola parte dei lavori che hanno realizzato a partire dalla lettura del libro: cartelloni, disegni, rime, riflessioni, un libro artigianale, un teatrino giapponese con tanti fondali che scorrono per rappresentare la storia; e poi (non si possono vedere nelle foto) canzoni, recite, balletti, riscritture, travestimenti; poi una miriade di domande: letterarie, filosofiche, personali... La cosa più bella è stata creare storie insieme: cosa stava succedendo prima dell’inizio della storia? Cosa succede il giorno dopo l’ultima pagina? Se non avessero fatto quella scelta, come sarebbe continuata la storia? E quante altre storie si sarebbero potute sviluppare a partire dalla prima frase del libro? Non sono lezioni di “scrittura creativa”: è un girovagare insieme nel campo della curiosità, arato, seminato e innaffiato dalla vitalità delle domande dei piccoli lettori. E le maestre? In queste scuole della estrema periferia, tra antichi borghi inglobati dalle zone industriali e campi a perdita d'occhio, ho visto l’Italia migliore: dove ci sono persone che fanno il quadruplo di quanto richiesto - e di quanto riconosciuto - per nutrire il bene delle persone piccole che sono loro affidate. Senza risparmio, col sorriso; e quando è il momento di incontrare un autore, si emozionano pure loro, al pari dei loro alunni. Un immenso ringraziamento a queste bambine e a questi bambini, per quello che mi hanno dato e che non potrò mai dimenticare. Un ringraziamento alla maestre delle scuole primarie di San Donnino, San Piero a Ponti, Sant’Angelo a Lecore, che hanno scelto di lavorare sui temi della pace, della tolleranza, del territorio naturale e del patrimonio artistico, a partire dal mio libro. Un grazie alla libreria Lib Lab di Sesto Fiorentino che ha veicolato questa iniziativa e all’editore Marcos y Marcos. PS: i libri non invecchiano e dopo l’estate si ricomincia; le maestre e i maestri che volessero proporre “Il mistero delle meraviglie scomparse” a una o più classi possono contattare la casa editrice per accedere al programma MarcoScuole: https://marcosymarcos.com/libri/il-mistero-delle-meraviglie-scomparse/

sabato 28 maggio 2022

"Da luoghi lontani" - Recensione di Enrico Macioci

DA LUOGHI LONTANI (Arkadia Editore) è un libro estremamente singolare. Si compone di nove racconti, tre di Sandra Salvato, tre di Carlo Cuppini e tre di Giovanni Agnoloni. I racconti si alternano e sono divisi in tre sezioni (Memoria, Sogno, Spazi cosmici), cosicché il tutto assume una linearità simmetrica, fatta di rigore ed armonia. All’interno di questo scrigno euclideo, però, si agita il magma.

La lingua immaginifica di Salvato si alterna con le atmosfere ambigue di Agnoloni e con quelle ora moreschiane (penso al Moresco de Gli esordi) ora kafkiane di Cuppini; e il risultato è una lettura che turba, smarrisce e non offre punti di riferimento oppure, quando lo fa, subito li sottrae, lasciando il lettore più smarrito di prima.

E’ dunque un libro molto attuale, oltre che molto bello. Un libro che testimonia con forza poetica lo smarrimento del nostro tempo, il disperato bisogno di una bussola e la speranza – la possibilità – che la bussola, ancora una volta, sia rappresentata dalla letteratura. Non perché essa debba fornirci delle risposte, bensì perché ci pone, più d’ogni altra disciplina, le domande giuste. Se infatti le domande sono sbagliate – e oggi è facilissimo, purtroppo, formulare domande sbagliate – come potremo anche solo avvicinarci alle risposte giuste?

Un’ultima nota. Non conoscevo la scrittura di Sandra Salvato e sono lieto di averla incrociata qui. La sua agilità e la sua ricchezza sono spiazzanti. Di Giovanni Agnoloni, avendo già letto la colossale tetralogia della fine di internet (Galaad), posso dire che lui possiede una qualità rara: una sorta di frattalità per cui ogni volta che lo si legge si torna subito ad abitare il suo mondo – un mondo magico e reale al tempo stesso – e ciò accade sia che si legga un lungo romanzo sia che si legga un breve racconto. Di Carlo Cuppini,infine, ho letto dapprima gli stupendi post “politici” su Facebook, poi la fiaba – che mia figlia ha amato tantissimo – dal titolo Il mistero delle meraviglie scomparse (Marcos y Marcos), poi la densissima raccolta poetica Quando le volpi puniscono gli uomini(Ensemble), e infine questa prova narrativa. Ebbene la voce di Carlo, mutando forma, conserva la medesima energia, la medesima feroce ostinazione a scavare un senso a mani nude, anche a costo di ferirsi e sanguinare – e chi segue e conosce Cuppini, anche un minimo, sa che non si tratta solo di parole.

Enrico Macioci


Testo pubblicato su L'Ortica del Venerdì, 27 maggio 2022:
https://www.orticaweb.it/da-luoghi-lontani-un-viaggio-attraverso-il-sogno-la-memoria-e-gli-spazi-cosmici/

domenica 22 maggio 2022

Delle giornate a Torino mi porto a casa una serie di ricordi belli...

Il più prezioso: l’entusiasmo delle bambine e dei bambini che hanno partecipato alla presentazione-lettura-viaggio di “Il mistero delle meraviglie scomparse” nel Lab Biblioteca: la loro voglia di ascoltare una storia, di intervenire, di dire la loro, di proporre sviluppi alternativi, di chiedere conto di determinate scelte narrative, di essere ascoltati con le loro mani sempre alzate. Ho provato ad ascoltare tutte e tutti; ma quei 60 minuti, che prima di iniziare mi sembravano un tempo lunghissimo, sono trascorsi in un battito di ciglia. Allora la conversazione è continuata dopo la conclusione, con l’assalto di bambine e bambini armati di curiosità e fantasia, interpretazioni e proposte: “Secondo me l’Arno ha rubato tutti i monumenti per far capire alle persone che è più bello condividere che possedere.” Bravo Bochao, mi sa che ci hai proprio preso. E mentre firmavo i loro foglietti loro continuavano a tempestarmi di domande. E io che pensavo che sarebbe stata dura catturare la loro attenzione, in un contesto così rumoroso, dispersivo e affollato...

(Nello spazio accanto c'era il ministro Bianchi, e a un certo punto mi hanno chiesto di fare un po' più piano e mi hanno abbassato il volume del microfono. Chissà se stava descrivendo l'alto valore educativo dell'obbligo di mascherina in classe...)
Poi l’incontro con i ragazzini di Radio Immaginaria, che hanno dai 10 ai 17 anni e si comportano come professionisti dell’informazione. La loro storia incredibile, compreso un viaggio in Ape fino a Stoccolma, è diventata un libro, “Noi abbiamo futuro”, pubblicato da Marcos y Marcos, che in questi giorni ospita la radio nel suo stand.
Qui, al minuto 18 circa, potete sentire l’intervista che mi ha fatto Lorenzo sul “Mistero delle meraviglie”: https://radioimmaginaria.it/.../49884859-torino-salone...
Poi le riflessioni e visioni, letterarie e non, scambiate con l’editore Marco Zapparoli e con le ragazze dello staff Marcos y Marcos.
Poi il tempo passato con Giovanni Agnoloni e con gli editori e gli autori Arkadia Editore, per il firmacopie di “Da luoghi lontani” e per trovare modi per far volare più in là, verso altri luoghi più lontani, questo libro da poco pubblicato.
Poi gli incontri casuali, non cercati, con amici scrittori ed editori, e anche con persone che in questi due anni ho conosciuto soltanto attraverso le distanze: Alessandro Ricci, Patrizia e Maurizio, Ivan Crico, Franziska Peltenburg-Brechneff, Remo Bassini
E Remo Bassini in realtà mi riporta alla “fuga” vercellese, tra una giornata torinese e l’altra, su treni a bassissima velocità che attraversavano risaie e archeologia industriale come se fossero dipinti a olio.
E poi la bellezza della stazione di Porta Nuova vista dal fondo di piazza Carlo Felice… un incanto di architettura e natura compenetrate come in un film di Miyazaki.
E infine gli incontri desiderati, e mancati per un soffio per vari motivi, che hanno anch’essi un loro fascino kunderiano che dà senso e spessore al prolungamento dell’attesa: con Claudia Tarolo, con Enrico Macioci, con Simona Vinci, con Giovanni Turi
E ora, la settimana prossima, mi aspettano i bambini fiorentini, 13 classi da incontrare in tre mattine. E una nuova presentazione di "Da luoghi lontani" a Firenze, il 26 maggio al caffè Chiaroscuro, per chi si è perso quella alle Murate.
La settimana successiva tappa a Urbino, e a ruota un favoloso viaggio oltremare con un libro in valigia...
Ma... una cosa alla volta!

mercoledì 18 maggio 2022

Appuntamenti al Salone di Torino

I miei appuntamenti al Salone del Libro di Torino (più uno fuori):

-Giovedi 29, alle 12, incontrerò bambine e bambini nello spazio Lab Biblioteca (pad2) per portarli in un viaggio immaginario tra i monumenti di Firenze e, allo stesso tempo, dentro il libro “Il mistero delle meraviglie scomparse” (Marcos y Marcos): ogni viaggio contiene molti viaggi, ogni sogno è fatto di molto sogni…

- Sempre giovedì 19, alle 15:30 presenterò il libro allo stand Bibliocoop

- (Piccola digressione spazio/temporale grazie al teletrasporto o alla duplicazione, non ho ancora deciso) Ancora giovedì 19, alle 18:30, sarò a Vercelli con Giovanni Agnoloni per presentare “Da luoghi lontani” (Arkadia) alla Libreria Dell'arca;

- Venerdì 20 sarò tutta la mattina allo stand Marcos y Marcos (j51 pad2) e sarò felice di scrivere una dedica e di leggere un pezzetto del libro, per te che verrai a cercare “Il mistero delle meraviglie scomparse”;

- Sempre venerdì 20, dalle 14, firmacopie di “Da luoghi lontani”, insieme a Giovanni Agnoloni, allo stand Arkadia (OVAL V13); e anche qui, se vorrai, potremo chiacchierare un po’ del libro e leggere qualche brano insieme.

- (Io non ci sarò ma) lunedì 23 ci sarà un secondo firmacopie di “Da luoghi lontani”, stand Arkadia, con Giovanni Agnoloni e Sandra Salvato.