giovedì 24 dicembre 2009

81 - pregare

Per radunare intorno a sé le forze che danno vita alla vita, e poterle celebrare, propagare.
Per nutrire la coscienza che siamo vulnerabili e comunque soggetti a sparizioni inattese.
Perché per essere in grado di offrire protezione, è necessario prima imparare a chiedere protezione. E non importa a chi o a cosa.

Perché a volte non è possibile proteggere come vorremmo chi vorremmo curare. E non siamo in grado di proteggere neanche noi stessi quanto sarebbe necessario.
Perché è la strada per imparare ad aggiungere togliendo.
Perché è il modo in cui l'umiltà resiste alla sagacia e fa il cuore umano.
Per il silenzio che si può fare ascolto eco e voce.
Per il gelo che si può fare tepore.
Per la calda mano che si frappone tra il nostro corpo e l'incidente in agguato.
Pregare, perché non siamo capaci di farlo. Per vivere ogni scintilla del presente. Per sfidare la ragione e il buon senso con la forza del disarmo e dell'abbandono.
Pregare, perché la specie umana si estende fino a limiti che non conosciamo.
Perché qualcuno ora ha bisogno esattamente di questo. Qualcosa anche dentro di noi ha bisogno di questo. Questo è ciò che ci viene richiesto.
Perché l'etica è più grande del possibile. Il miracolo è più grande del realistico. Ciò che possiamo chiedere, rinunciando all'orgoglio, è più grande e più necessario di ciò che possiamo fare, con l'orgoglio.
Pregare, perché il fuoco dello spirito può distruggere i verbali delle religioni. E lasciarci poi nudi, a guardarci l'un l'altro negli occhi.
Uguali. Vivi. Stretti l'uno all'altro. E tutti devoti al visibile e all'invisibile.
Pregare, per aver cara ogni cosa.
Perché ogni cosa, ogni persona, sia curata.

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