martedì 25 gennaio 2011

Repubblica Palestinese d'America

Cercavo l'idea per scrivere una storia assurda sul Medioriente, per mettere in rilievo attraverso il paradosso l'assurdità della Storia che là si spalma sui volti delle persone e li lecca senza sosta come un cane malato e psicopatico dagli occhi incendiati.
Ma di questi tempi la realtà anticipa e vanifica sempre il lavoro degli scrittori: la fantasia è diventata merce inutile, non val più niente. E questa caratteristica della realtà viaggia sui canali fantastici della comunicazione.
Chissà dunque che cosa staranno pensando i Palestinesi che come me hanno appena letto questa notizia: che nel 2008 Condoleeza Rice stava mettendo a punto un piano che risolveva la questione mediorientale con la creazione di uno stato palestinese sulle Ande.
E' una fantasmagoria grandiosa, il pensiero che 4 milioni di Palestinesi, se non contiamo i profughi,  immigrino di punto in bianco in Sud America, portandosi dietro i loro verdi minareti e i loro ulivi secolari, e si ambientino tranquillamente tra vicini di casa molto diversi da loro. Questo piano, pur essendo pensato per una zona particolarmente spopolata delle Ande, implicherebbe naturalmente l'evacuazione della popolazione autoctona. E questo, per quanto sparuta essa possa essere, costituirebbe pur sempre una pulizia etnica e quindi un crimine contro l'umanità secondo i trattati internazionali.
Insomma, un'incredibile fantasmagoria, che neanche un cabarettista avrebbe potuto concepire meglio di un politico: più o meno come se cent'anni fa si fosse deciso di risolvere il problema degli ebrei creando uno stato ebraico, che so, in Palestina, o in una qualunque altra regione dell'ex Impero Ottomano!

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