lunedì 26 settembre 2011

Lettera a Mariastella Gelmini

c.a.
Mariastella Gelmini
Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Governo Italiano
p.c.
Ufficio Stampa del MIUR

Gentile Ministro Mariastella Gelmini,
la nostra amata Costituzione prevede che un Ministro risponda delle sue azioni e delle sue dichiarazioni davanti al Parlamento, il quale dà o revoca la fiducia al Governo. Ma essendo diventato il Parlamento Italiano, per la maggior parte dei suoi membri, un'emanazione diretta del Governo (grazie a una "porcata", che sarebbe più opportuno chiamare "golpe", voluta dall'attuale Capo del Governo), mi sembra naturale e ragionevole che i cittadini chiedano conto essi stessi ai membri del Governo. Ecco perché ritengo che lei, Ministro, dovrebbe rispondere anche a me, semplice Cittadino, a proposito delle sue dichiarazioni sul famoso esperimento dei neutrini al CERN.
Veniamo subito al sodo:

1) Ci può spiegare cosa intende per "vittoria" quando dice che
"il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo"?
Il concetto di vittoria pertiene solitamente agli ambiti dello sport, del gioco, della sfida, del combattimento e della guerra. Raramente si rintraccia in un contesto scientifico. Lei provi a cercare su un motore di ricerca "vittoria scientifica", o "vittoria della ricerca scientifica": salteranno fuori soltanto, oltre al suo comunicato, pagine curate da fanatici di wargamesLa "vittoria" è legata al raggiungimento di un obiettivo prefissato. In mancanza di tale condizione si dovrebbe parlare piuttosto di "conquista", "scoperta", "successo", "innovazione", "progresso". Non risulta che il superamento della velocità della luce fossa un obiettivo prefissato dell'esperimento. Dunque, in che cosa consisterebbe la "vittoria"? E quali erano i termini della gara?


2) Alla luce delle regole della lingua italiana (che il MIUR, come è ovvio, tiene per sacre) in che senso
"il tunnel di cui si parla [...] non è per nessuna ragione intendibile come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso"
quando il primo comunicato parla di
"costruzione del tunnel tra il CERN ed i laboratori del Gran Sasso"?
La preposizione "tra" sembra non lasciare dubbi sul fatto che si intendesse proprio "un tunnel che collega Ginevra e il Gran Sasso".

3) Il sostantivo "costruzione", a sua volta, sembra non lasciar dubbi sulle intenzioni dell'estensore del comunicato di riferirsi esattamente all'aspetto "materialmente" materiale della faccenda.

4) Cosa si intende dunque con l'espressione "non è per nessuna ragione intendibile"?
Non crede che questa frase sia oggettivamente errata nel contenuto dato che, al contrario, vi sono tutte le  ragioni (di ordine linguistico) per intendere l'espressione esattamente nel senso che lei nega?

5) E non crede piuttosto che non vi sia alcuna ragione di ordine linguistico per intendere la frase in questione con il senso che il secondo comunicato rivendica?

Ma se anche volessimo dare per buona la sua buonafede, imputando il "fraintendimento" collettivo a un mediocre uso della lingua italiana da parte sua e del suo staff, resterebbero comunque alcuni problemi di non poco conto da affrontare. Vediamo.

6) Lei, avvocato Gelmini, non concorda forse con quanti sostengono che in italiano la doppia negazione comporti un'affermazione? E non crede quindi che la frase "non è per nessuna ragione intendibile" sia piuttosto infelice, per non dire grammaticalmente discutibile? Va bene: nessun problema se una frase del genere fosse pronunciata in una conversazione orale, o anche se dovesse comparire in un romanzo, dove la licenza poetica è un diritto. Ma in un comunicato del Ministero dell'Istruzione! Non crede che una maestra di scuola elementare correggerebbe una frase del genere nel tema di uno scolaro di nove anni? Lei potrebbe obbiettare che quel "nessuna" è un rafforzativo negativo; le regole della lingua italiana in effetti non ne impediscono l'impiego; anche se è sufficiente cambiare l'ordine degli elementi che compongono la frase perché si riveli in pieno l'obbrobrio: "Per nessuna ragione non è intendibile...".
Per farla breve, dottoressa, non crede che sarebbe stato più corretto e più opportuno scrivere:
"non è per alcuna ragione..."?
"Quisquilie stilistiche", potrebbe ribattere lei. Eppure lo stile è tutto, in un'epoca di nuovo analfabetismo e di imbarbarimento forzato. In ogni caso non v'è dubbio alcuno che lo stile dovrebbe essere religione per il Ministero dell'Istruzione.

7) Andiamo avanti. Poco sopra ho lasciato intenzionalmente i puntini dopo la parola "ragione", bloccato dallo Spiritello Vindice dell'Ortografia (Ah! Se solo lei conoscesse i patimenti che Egli è capace di infliggere!). Come mai non trovo in alcun dizionario l'aggettivo "intendibile"? Sembrerebbe trattarsi di un neologismo derivante dal verbo "intendere", assimilabile ad altri fanta-aggettivi (altrettanto inesistenti) come "protendibile" (da protendere) o "contendibile" (da contendere). E che dirà la solita maestra al bambino che nel suo tema scriverà "pretendibile" (da pretendere)? Lo correggerà, a rischio di sentirsi gridare dai genitori: "Ma come si permette? Anche il Ministro dell'Istruzione si esprime così!"? In che imbarazzo si troverà, la povera maestra!

8) A proposito di imbarazzo. È possibile che il MIUR non provi alcun imbarazzo nel vantarsi (con termini e toni che riecheggiano la tronfia retorica fascista) di aver contribuito al successo di un esperimento scientifico internazionale, elargendo fior di finanziamenti, quando l'Italia investe nella ricerca scientifica l'1,1% del PIL, a fronte del 2% della media europea, del 2,8% degli Stati Uniti, del 3% del Giappone?

9) Il punto precedente potrebbe anche essere riformulato nei seguenti termini: il MIUR non si vergogna di mettersi in mostra con comunicati altisonanti quando la spesa pubblica per la ricerca scientifica in Italia si aggira intorno ai 12 miliardi di euro (la metà circa di Francia e Gran Bretagna, in termini assoluti), mentre la spesa militare ha sfiorato nel 2010 i 24 miliardi? Per ogni euro speso per la ricerca, due euro sono spesi per le armi. Se queste sono le “vittorie” del MIUR, il Ministro non farebbe più bella figura tenendo un profilo basso, parlando sottovoce, evitando di farsi sentire se non quando strettamente necessario, cercando in sostanza di diventare un'entità tanto invisibile quanto inutile?

10) Ancora a proposito dell'imbarazzo. È possibile, dottoressa Gelmini, che il MIUR non provi alcun imbarazzo nel ringraziare "i ricercatori italiani che hanno contribuito" all'esperimento quando in alcuni casi si tratta proprio dei famosi "cervelli in fuga" dall'Italia?

11) Ma torniamo per un attimo agli obbrobri linguistici mirabilmente condensati nella concitata e infelicissima frase apologetica prodotta dal suo ufficio stampa. Infatti, purtroppo, non sono ancora finiti. Veniamo a quel "collega", che non sta per "persona con la quale si lavora" ma è, purtroppo, indicativo presente terza persona singolare del verbo "collegare". Ma siamo proprio sicuri che in un periodo retto da un verbo di opinione ("intendere", come "pensare", "credere", "sostenere") non sia necessario usare il famoso congiuntivo? E la frase non suonerebbe forse più corretta se pronunciata: il tunnel "non è per nessuna [sic] ragione intendibile [sic] come un tunnel che colleghi materialmente Ginevra con il Gran Sasso".

12) Ancora una disgrazia, tornando all'inizio del periodo: "il tunnel di cui si parla nel comunicato di ieri, non è per nessuna...". Da quando in qua soggetto e predicato vengono separati dalla virgola?

13) Ora una domanda di ordine più generale: che cosa pensa del celebre detto "Un popolo che perde la propria lingua ha perduto anche l'anima"?

14) Per concludere, una domanda di carattere tecnico-istituzionale: qual è, a suo avviso, il livello di incompetenza oltrepassato il quale un Ministro dell’Istruzione sarebbe tenuto a dimettersi? Può illustrare la sua opinione con esempi concreti?

Se intendesse rispondere a queste domande con un altro comunicato, signora Gelmini, la pregherei vivamente di affidarne la redazione a un collaboratore più abile nell'uso della lingua italiana, dei concetti e del buonsenso. In caso contrario mi vedrei costretto (incitato di nuovo dallo Spiritello di cui sopra) a perdere altro tempo in un’ulteriore, puntigliosa e "redarguente" (come lei, con la sua nonchalance grammaticale, potrebbe dire) risposta.

In attesa di un gentile riscontro, le porgo i più cordiali saluti.

Carlo Cuppini
Cittadino
Repubblica Italiana

7 commenti:

  1. Ben fatto e ben detto! Non credo che la "tizia" risponderà, se non altro per non esporsi ulteriormente al ridicolo. E penso che adesso, per molti di noi Cittadini, ci vorrebbe un corso intensivo di sopravvivenza o una iniziativa di sostegno mirata ad andare ancora avanti, dovendo ancora aver a che fare con questa specie di governanti, che hanno infangato nel modo più abietto quello che invece doveva essere il più alto servizio alla collettività. Perché quando finalmente fa capolino la possibilità che Berlusconi se ne torni a casa, insieme alla Gelmini e tutti gli altri cosiddetti ministri, eccolo ricomparire, in tiro, in nero, con il cranio plastificato, "robocopizzato, di nuovo caricato e agguerrito contro i soliti comunisti e la sinistra sfascista. Io non ne posso più! Mi viene l'ansia, il mal di stomaco e mi si blocca la digestione. Vorrei che qualcuno mi spiegasse che cosa abbiamo fatto di male per meritarci tutto questo! Vent'anni fa non avrei mai pensato che potessimo finire così in basso, con una percezione di lordura che sembra un blob che avanza ... O forse è solo un incubo kafkiano che bisogna augurarsi finisca presto.

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  2. Tremo già per i congiuntivi della risposta...

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  3. ritengo che la Gelmini non meriti nemmeno il diritto di replica...
    La parte positiva è che nuovamente, nonostante tutto, dimostriamo di avere una classe di ricercatori assolutamente impagabile (forse per questo sono spesso sottopagati e pracari).
    Bravi ragazzi, siete l'orgoglio di questa piccola Italia.

    Fabio

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  4. Proverbi di Anonimonoto [dal giappone]:
    tanto va brunetta al lardo che ci lascia la gelmini
    il diavolo fa le pentole e i calderoli
    chi di sacconi ferisce di sacconi perisce
    santantonio non si lagna e si tromba la carfagna
    allons alfan de la patrie
    chi troppo in alto sal cade sovente berlusconevolissimevolmente
    e una poesia:
    Il progetto già spalmato con la prima mano
    Della melassa dolciastra della sua irrealizzabilità.
    Confezioni regalo per sogni infranti
    Grandi idee, catene di montagne rocciose
    Esplosivi già piazzati
    Perfezione di un ultimo momento eretto
    Spettacolo delle rovine
    Galeotto fu mario

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  5. Aggiungo che, leggendo il "controcomunicato", non e' chiaro se il fascio di neutrini abbia attraversato "la terra" in quanto materiale (ma forse allora avra' attraversato ben altri materiali: roccia, cristalli, ...) oppure la "Terra", pianeta che ci ospita. Propendo per la seconda, che evidentemente non merita piu' la maiuscola. Altra cosa di cui informare al piu' presto le maestre dei nostri poveri pargoli.

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  6. Non si deve più perdere tempo a discutere con questa gente. Vivono di ipocrisia e sguazzano nel servilismo infame. Questa persone (una piccola minoranza) tengono in scacco il paese e quanto prima eliminate.
    La pazienza è finita, il paese gestito da ladri, mignotte e mafiosi è al suo minimo storico.
    Qualunque mezzo è lecito

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  7. In realtà la vittoria sarebbe dei neutrini: sono loro che avrebbero superato la velocità della luce, non i ricercatori italiani.

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