venerdì 30 novembre 2012

Palestina e Israele: a proposito di "atti unilaterali"


L'ambasciatore israeliano in Italia ha condannato la promozione della Palestina a Stato in sede ONU in quanto "atto unilaterale".

Gli USA, la GB, la Germani e (pochi) altri Stati hanno votato contro o si sono astenuti sostenendo che: "Lo Stato Palestinese non può nascere che dai negoziati".

Mi risulta però che la fondazione dello Stato Israeliano fu - precisamente -un atto unilaterale come pochi altri nella storia. Un vero "colpo di mano in sede ONU" (come il governo israeliano definisce l'odierna iniziativa palestinese): nel '48 mancavano i voti necessari e l'organizzazione sionista riuscì a fare slittare la votazione di 3 giorni (da venerdì a lunedì), riuscendo ne fine settimana a "convincere" un pugno di micro-staterelli che fecero pendere l'ago della bilancia dalla parte giusta. (cfr. D. Lapierre, "Gerusalemme! Gerusalemme!")

Sono certamente favorevole all'esistenza dello Stato di Israele, ma mi risulta che la sua nascita non sia derivata da negoziati con le altre parti che sarebbero state coinvolte nella faccenda -e non poco.
Non mi risulta, in particolare, che qualcuno abbia pensato di dire ai Palestinesi - che contrariamente alla propaganda sionista esistevano: apriamo un tavolo negoziale e nel giro di 10 o 20 anni cerchiamo di trovar un modo condiviso per dare agli ebrei il loro legittimo e agognato Stato.

So che almeno tre volte si è arrivati a un passo dalla risoluzione diplomatica del conflitto negli ultimi 20 anni, e che la colpa dei fallimenti è imputabile più o meno in egual misura a entrambe le parti.
Ma mi risulta che le iniziative israeliane verso la Palestina non siano mai state altro che atti unilaterali: il mezzo milione di coloni in Cisgiordania, la costruzione del Muro, la giudaizzazione di Gerusalemme Est, lo strangolamento di Gaza...

L'arroganza paranoide della destra israeliana attualmente al potere è andata ormai ben oltre il limite del ridicolo, per insediarsi saldamente nel campo della schizofrenia criminale e perdere qualunque credibilità.

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