martedì 28 settembre 2010

Congedo dalla finestra selvaggia






gola capace ancora
di qualche sospiro
zone umide in mezzo all'arsura
desertificazione calore processi
di riscaldamento globale irreversibile
deforestazione dell'interno
reso muto e deforme
abbacinata mutazione degli organi

occhi seccati prosciugate
le viscere le interiora
contratte al contatto
con acidi scarti industriali confini
della chimica oltrepassati
momenti di solitudine ancora
feconda generazione
del dio delle acque
che scivola sulle acque increspando
volti nel buio del prima 
che la luce sia prima
del prima del nome di dio
in ascolto
d'esplosione di liquidi in campo aperto
discesa tiepida dei liquami 
nel campo minato del ventre
tra i minatori murati vivi 
l'altra al cielo spiegando 
la matematica del respiro
col rimbombo gutturale sotto arteria
il collo che non serve a pensare
ritratto un istante
nella notte di piante incendiate
tra rumori remoti
di remoti aerei naturali
cicale da guerra scroscianti
alle fonti
distillando distanze
dal davanzale
a disegnare
sul muro della stanza il bordo del sole
la circonferenza del cosmo il profilo
della galassia 
chissà se ne sono capace
a invocare
la marea delle stelle che sale
in cesura
di senso
a sentire 
le liane
nel bruciore
spalancare
lo sguardo
concepire
l'orizzonte
l'umano

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