lunedì 25 ottobre 2010

Grammatica Purgatoriale

Appunti per un manuale di grammatica purgatoriale: 
regole ed esercitazioni di base per reimparare a parlare, 
ad uso dei sopravvissuti al prossimo conflitto nucleare.



1.

cominciare a raschiare
se la tavola è imbandita con bombe al fosforo
come il pesce condito al magnesio sul cuscino
tra magnitudini collaterali a latitudini
di terremoti a catena con epicentro
tra la coltello e il forchetta a un millimetro
dalla zuppiera stracolma col pesce che sguazza
già cotto stecchito bollito pulito
in grave difficoltà a riprodursi in assenza
di un preciso comando dei presenti indaffarati
a quanto pare col petrolio
che fuoriesce tuttora dalla crepa
sul fondo dell'oliera a condire
la broda primordiale sotto il tavolo
di plastica liquame che spalmato sul viso
per altro purifica i pori fa bene è anti-aging
cantiamo:


2.
capodanno cenone natale ferragosto
gambe arrosto sul catrame tropicale sullo schermo adriatico fondale tirrenico algebrico
due più due uguale cinque e mangiamo
le antenne di ostriche in dubbio
se esistere o esplodere
col giubbotto imbottito di polvere al supermecato
boicottare la realtà della spesa militare ma invece
con umani retaggi di pezzi di mani ficchiamo
le dita negli occhi e ficchiamo
le unghie nel culo e ficchiamo
gli arrosti nel cuore del cane che
ci si strozza una strofa di inno nazionale
ci si strofina alla caviglia un neonato di atomica
nel momento dello scoppio già stato
ci irritiamo e giochiamo ma non c'eravamo
fa prudore alle gonadi il pensiero le gondadi
esplodono se non c'erano quando
neanche è scoppiato l'ordigno
che ieri più oggi per sempre
diviso domani fa mai:

3.
dagli atri muscosi fratelli capelli caduti
ricrescita no! la lascivia
non lascia al bacino nostrano il ludibrio
di copulare tra vecchi relitti che siamo tra polvere
e muri e cartelli stradali caduti sul bordo
del bunker della mente dove ci hanno
accompagnato con tutti questi jingle
venduti a buon prezzo peraltro e
noialtri relegati incantati
ci si intreccia a tentoni senza occhi
di scorta se poi ci hanno schedato poi sparano
all'ora di pranzo cantiamo
se la pasta cantiamo la pasta
fatta in casa di pasta disfatta la casa la pasta
e la cuoca è saltata col brodo
di pesce stantio
il siluro ha centrato la casa
la cucina è scomparsa la cuoca
quattro cuoche sparite gonfiate stracciate
e la cuoca dov'è
tu ti chiedi e lo chiedi al cratere
fa l'eco:

4.
l'avverbio va usato preferibilmente
dopo il predicato se ansima
la vicina di casa in amore se sotto
gli spari non sono altro che
il rumore di un film o il rintocco
cardiaco del vecchio che muore
per finta ma puzza lo stesso che puzza
davvero in cancrena decomposto o
decaffeinato a dovere e di certo
deportato come tutti nel nulla e
chissà cosa devono farci
nel mondo reale chissà
per quale motivo ci sfollano
nel paese dell'insensato
dove si ride
forte
ci si stringe poco
ci si staccano i denti
e si crepa
senza manco accorgersi
a volte contiamo
cantiamo:

5.
dove cade l'LCD
c'è da sgombrare il terreno dai morti
e imbandire un picnic
tutti dentro il cratere con l'ipad e l'ipod
che poi god save the queen fuck the queen mr.bean
basilare si sa è educare il fanciullo
a proposito della declinazione del verbo
in principio era tutto più o meno
adesso invece si corre a più non posso e non
si salta fuori agilmente si gratta
nel muro a memoria fino al giorno
del menarca o della prima erezione
divorando le cimici confezionate comunque
non calpestare le aiuole minate
non masticare la soia
per più di tre ore
dice non resta che farsi
di sasso di neve non crede
che dar retta al gatto sia sano
non prendere caramelle dagli alieni o dai
deportati e poi muori
di fame:

6.
che il fumo ci invecchia la pelle l'estintore
va controllato annulmente se la caldaia
è solita espldere al piano di sotto se i piatti
sono usi crinarsi incrinarsi creparsi
nonostante il boato silenziato
l'acustica ha fatto progressi ci si schianta
senza accorgersi dei pezzi
di corpo che saltano ovunque la gola
che ti hanno tagliato per prendere
la parte migliore della glottide
poi vallo a raccontare al macellaio al
portiere
vallo a canticchiare nottetempo
che ne sanno i militari della notte
che poi arriva sui campi in afghanistan
del terrore che assiepa
gli umani
a inventare leggende e creare
catene
di senso
se diciotto televisori buttati
messi in cerchio per strada non fanno
stonehenge:

7.
sbattendo le palpebre urliamo
impalpabile al dunque
che per piangere sta per pregare
che non siamo che pezzi di cane
pezzi di candido sedere di bimbo
come ali di uccello feroci
con precisi confini recisi
non andiamo a ballare stanotte
pezzi di topi sul litorale
e ce ne freghiamo un'altra volta
le sirene spiegate all'aria aperta
non è l'ambulanza che uccide
foresta di neon missili
che noi siamo già un dopo
stanotte in diretta il genocidio mondiale
in differita un miliardo di anni dopo
tutti deportati nel cratere
con crateri di faccia correndo
sul dorso del lupo diciamo:

8.
con la coda del cane per terra
nello stipite tutti aggrappati allo specchio
scivoliamo tra i muri tra sciami
di gente abbrustolita io te rattrappiti
tra unghie di uccelli in mancanza
di noi dico palpebre cotiche
dire loro qualunque quantunque
che non siamo che pezzi di cane
urlando nella foresta di neon
fuoco tossico fossile acceso a cristalli
liquidi cristallizzati nel ginocchio dà l'artrosi
l'ambulanza è incagliata nel mare
omissione globale di soccorso
sotto il tetto ficchi il tacco nell'orecchio
e quell'altro non sente se su
marte cantiamo canzonette stonate
lune verdi oltre i vetri a dozzine
non lenzuola sul letto c'è il gatto
rasato crepato gasato passato al tostapane
che ha vinto l'enalotto di notte
non saltano le tubature:

9.
beviamoci su
cani fetidi d'uomini abbaio
avere natiche e branchie tutt'ora tesoro
noi chiamati a ringhiare a tentoni
sul rosso mattone nel buio
tra cosce di pesce di rane di asciugamani
scendendo nel frigo chiamavi deserti
le rose fiorite sui crepacci
della faccia che il viso è scaduto
nei vetri del giorno tra spari
gerani a lunghissima conservazione
non casi isolati participio
presente speriamo:

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