lunedì 31 gennaio 2011

Crociata antropologica

Bravo il Monsignor Crociata, che finalmente ha pronunciato le parole idonee a descrivere la situazione: non "rischio democrazia", non "popolo sconvolto" e non "morale turbata": CATASTROFE ANTROPOLOGICA. Sì. Perché un italiano su due non ha mai letto neanche un libro, e un italiano su due difende ancora il Maiale Criminale.
Ma chissà da dove è ventura questa catastrofe antropologica? E chissà dov'era il Mons. Crociata mentre questa catastrofe si consumava? E chissà cosa pensava, il Crociata, mentre la sua Chiesa, il suo Stato, i suoi superiori e dipendenti correligionari, si schieravano con il suddetto Maiale, e diventavano correi di quanto andava succedendo? E chissà se si tappava le orecchie, il Crociata, mentre il Ruini compariva ogni giorno in televisione per cercare di far crollare il governo Prodi che, piacesse o no, era di certo l'ultimo baluardo di un'Italia civile, prima del baratro. E chissà se questa catastrofe antropologica è proprio la stessa di cui parlava Pasolini 40 anni fa, andata molto, molto oltre, così oltre che ora la riconoscono anche i ciechi?
Cari Monsignori, un consiglio a voi: date a Cesare quel che è di Cesare, smantellate lo Stato della Chiesa e costituitevi in associazione, rinunciate alla gerarchia e al potere politico ed economico. Rinunciate la potere temporale. Dopodiché, solo a quel punto, potrete affrancarvi dall'abissale condizione di ridicolo in cui siete annidati, e potrete avere diritto di parola; e, se avrete ancora voglia di parlare dell'Italia, forse allora vi si potrà ascoltare senza diventare viola per la vergogna di quello che rappresentate, di quello che è questo immondo Vati-talia.

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